Arte di strada e street food A Caldes vie e piazze si trasformano in palcoscenico

Nello storico borgo trentino torna “l'Arcadia Street FestiVal di Sole”. Due giorni con i migliori artisti di strada internazionali e molte eccellenze culinarie realizzate con prodotti Slow Food

Caldes (TN), 23 Maggio 2019 - Quattordici artisti di strada e sei punti di ristoro gourmet pieni di prodotti del territorio. Per due giorni - il 15 e 16 giugno prossimo – le vie e le piazze del borgo trentino di Caldes in Val di Sole diventeranno un grande palcoscenico: torna anche quest'anno l'Arcadia Street FestiVal di Sole. Un appuntamento magico, pieno di vita e di sorprese, grazie alla forza della musica, delle attività circensi e della vitalità delle performance artistiche di strada, unita alla capacità seduttiva di antichi e nuovi sapori.

Protagonista sarà anche l'imponente Castel Caldes, fastoso maniero duecentesco recentemente restaurato che domina dall'alto l'antico paese. Sarà l’occasione perfetta anche per scoprire uno dei più bei castelli del Trentino, avvolto da leggende affascinanti, come quelle della giovane Olinda, forse da identificarsi nella contessa Marianna Elisabetta Thun, che venne confinata dal padre Rodemondo in una piccola stanza per impedire il matrimonio con Arunte, menestrello di corte per il quale morì d’amore.

“L'appuntamento – spiega Luciano Rizzi, Presidente dell’Azienda Turismo Val di Sole – è pensato proprio per far ritrovare ai visitatori l'emozione che le strade dei borghi avevano nei secoli scorsi, quando la vita era soprattutto in strada e l'arte non era relegata in luoghi deputati”.

Tra gli artisti che si esibiranno, nomi del calibro di Mr. Dyvinetz, acrobata di fama mondiale che si esibirà con la ruota Cyr (nella quale si entra come "l'uomo vitruviano" e si compiono evoluzioni anche a testa in giù e varie rotazioni sul pavimento); Nicola Pesaresi, ventriloquo di rara bravura che ha creato personaggi originali e indimenticabili; Eusebio Martinelli, apprezzato musicista che con la sua Gipsy Orkestar propone spettacoli molto coinvolgenti sulle note di musiche gitane dove tutti possono ballare, suonare e cantare.

Due saranno i punti nevralgici degli appuntamenti: il piazzale del Castello e piazza San Bartolomeo.

Nei giardini del maniero, in programma – domenica 16 dalle 11.30 alle 14.30 – un originalissimo “Street Nic” per degustare panini sfiziosi accompagnati da birra artigianale della Val di Sole, succo di mela e dolci sdraiati sull'immancabile coperta.

L’Arcadia Street FestiVal di Sole è organizzata dall’Azienda Turismo Val di Sole e dal Comune di Caldes in collaborazione con la Strada della Mela e dei Sapori delle Valli di Non e di Sole.

Alcune foto delle precedenti edizioni sono disponibili qui: https://my.pcloud.com/publink/show?code=XZ5qNI7ZdtQiThmTpumaDVQXm3RCfJRmKGry

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23-5-2019
La montagna in rosa Dalla Val di Sole dieci storie di donne che coniugano successi personali e tutela del territorio

La montagna in rosa

Dalla Val di Sole dieci storie di donne che coniugano successi personali e tutela del territorio

Dalla cosmesi alla gastronomia, dal turismo all'agricoltura fino allo sport. In Val di Sole il binomio montagna e donna appare inscindibile. Una prova che, unendo caparbietà e passione, si possono tutelare gli elementi naturali montani trasformandoli in strumenti di sviluppo

Terra, acqua, piante, animali. Gli elementi cardine della montagna sono anche altrettanti possibili strumenti in grado di evitare lo spopolamento e garantire il futuro economico delle popolazioni locali. A partire dalle donne: l’economia montana in rosa sta prendendo sempre più piede. In Val di Sole, Pejo e Rabbi, ad esempio, si contano moltissime esperienze e storie affascinanti di donne che hanno saputo trasformare la loro passione in lavoro. Ne abbiamo selezionate per voi dieci. Esempi di genialità e amore per le proprie radici.

OLGA, LA REGINA DELLE STELLE ALPINE

Un luogo di lavoro costituito da distese di stelle alpine, arnica, timo e piante di calendula è il sogno di molti. Per Olga Casanova, è una piacevole realtà: realizzare prodotti cosmetici di alta gamma, naturali e biologici, partendo dai fiori e dalle essenze montane che sappiano garantire il benessere e valorizzare il territorio, l’agricoltura, il turismo della Val di Sole. Un’esigenza suscitata dagli anni in cui, da estetista, non riusciva a trovare prodotti veramente naturali. Dal 2010, insieme al marito agronomo, ha creato un’azienda agricola biologica a Ossana e in Val di Pejo. In poco tempo le sue creme, dai mercati contadini, si sono diffuse in tutta Italia, grazie a passaparola ed e-commerce. Ad aumentare la loro diffusione anche un’analisi dell’Università di Ferrara che ha testato le proprietà dei principi attivi utilizzati. «Ormai da anni le ricerche farmaceutiche hanno riconosciuto la capacità antiossidante delle stelle alpine» spiega Casanova. «Usando l’estratto dal fiore fresco anziché da quello secco, l’efficacia contro i radicali liberi è sei volte maggiore rispetto al miglior concorrente in vendita».

FRANCESCA, IL RICHIAMO IRRESISTIBILE DEL NOCE

«Sono passati sette anni dal primo corso, e non riesco più a concepire la mia vita senza il fiume, senza il rafting e senza il mio lavoro di guida». Tutto è iniziato sette anni fa, a Caldes, nella Val di Sole. Per Francesca Leonardi, il vigore e la potenza del fiume Noce è stato un richiamo irresistibile. Le ha fornito la forza di non imboccare la carriera universitaria sognata per lei dai genitori e di diventare invece una guida di rafting. Oggi è la prima donna della Val di Sole ad essere in possesso di un patentino di 5° livello per guidare un gommone su qualsiasi tipo di fiume. E ha preso parte ai campionati del mondo di rafting. «Quando aiuto un bambino a indossare la muta, gli consegno la pagaia e lui mi guarda un po’ impaurito dicendo “Andrà tutto bene, vero?” mi ricordo di me stessa qualche anno fa, quando per la prima volta ho indossato quella giacca, quei pantaloni, il caschetto e ho preso una pagaia in mano».

LORENZA, QUEL COLPO DI FULMINE PER LA MTB

«Ho 46 anni, sono molto più grande di tante ragazze che gareggiano con me. A volte le guardo e mi chiedo “Cosa ci faccio qui?”. Poi vinco una gara e allora capisco che non è certo l’età che conta in questo sport, ma la passione e la dedizione». Lorenza Menapace ha sempre amato lo sport («una bolla dove non sono ammessi cattivi pensieri o negatività»). Quando i medici le hanno diagnosticato un serio problema ai legamenti, ha scoperto la bici. Boschi e profumi della Val di Sole hanno rappresentato un personal trainer d’eccezione. Con la mountain bike è scoccata subito la scintilla. Lorenza ha gareggiato in un’infinità di gare, con numerose vittorie e podi. Prima nelle gare di 24 ore e poi nelle marathon in alta montagna. Il suo tracciato preferito? Nemmeno a dirlo: «la Val di Sole Marathon, dura e tecnica da sembrare una gara non italiana».

GIULIA, FRA GLI ANIMALI SULLE ORME DEL PAPÀ

Spesso avere un bravo padre segna la propria vita, anche professionale. Per Giulia Bontempelli è stato così: suo papà Graziano, nel 1986, appassionato di cavalli, costruisce il Centro di Equitazione Alpina di Pellizzano, poi l’agriturismo e l’azienda agricola per produrre il buon latte di montagna. A lui, ben presto si affianca Giulia. È lei a continuare la tradizione nella produzione del formaggio dalle due razze di mucche: la grigia alpina e la pezzata rossa – rustiche e adattabili alle condizioni più difficili. E negli anni, l’Agritur Bontempelli diventa anche un punto di riferimento per esperienze didattiche e di ippoterapia. Una moda per rinsaldare il rapporto tra uomo, animali e natura.

EULALIA, UNA PASSIONE CHIAMATA AUTOPRODUZIONE

La naturopata Eulalia Panizza è un’istituzione nell’alta Val di Sole. A Vermiglio, all’ombra della Presanella, si sviluppano le attività della scuola di montagna “Raggio di Sole”, di cui lei è la promotrice. Al suo interno, vengono insegnate le attività di autoproduzione che sono state fondamentali nel dopoguerra per la sopravvivenza delle famiglie nei territori di montagna: la realizzazione del sapone, la fibra d’ortica che diventa tessuto, la preparazione della birra sono solo alcuni degli insegnamenti che si possono scoprire. E insieme ad essi, Eulalia trasmette, come simbolo moderno di una tradizione orale che affonda le radici nei secoli passati, i segreti delle erbe e dei vari rimedi naturali. «Noi qui abbiamo tutto ciò che serve per la nostra salute. Sono nata e cresciuta in queste montagne. Ho scoperto i segreti delle erbe montane dai miei genitori e ora amo trasmettere quel sapere alle future generazioni. Una ricchezza che la natura ci offre ma che troppo spesso dimentichiamo».

CLAUDIA, IL GUSTO PER I BUONI FRUTTI

Nella famiglia di Claudia, il succo di mela ha sempre fatto parte della tradizione. Ben presto, la cerchia di amici che veniva a prendere il succo da loro si è allargata. Da lì, l’idea di aprire un laboratorio vero e proprio che si è poi ampliato nel tempo. Con un punto fermo, l’azienda agricola Gustonatura1 ha sempre sposato il metodo biologico ed è certificata dal 2011. Nel tempo, la produzione si è ampliata ad altri prodotti naturali che vengono venduti in numerosi negozi della Val di Sole. L’azienda fornisce anche un servizio di conto terzi per agri-turismi, fattorie didattiche, B&B, negozi di specialità gastronomiche, gruppi di acquisto solidale, ristoranti, hotel e privati che possono così trasformare la propria frutta e verdura in ottimi succhi, nettari di frutta, marmellate, composte e mostarde.

NICOLETTA, LEZIONI ALL’ARIA APERTA CONTRO L’OBESITÀ

Ormai l’opinione dei nutrizionisti è unanime: abituare i bambini fin da piccoli a conoscere i prodotti della terra, la loro origine, le loro caratteristiche e magari guidarli nella loro coltivazione è uno dei rimedi migliori contro l’obesità. E Dio solo sa quanto anche l’Italia ne abbia bisogno: già oggi in numerose regioni, gli obesi superano il 13% della popolazione. E un italiano su tre è in sovrappeso.  Proprio per la consapevolezza di quanto l’insegnamento all’aria aperta possa giovare ai bambini, Nicoletta Andreis ha avviato nel proprio agriturismo Solasna una serie di corsi: «I bambini vengono coinvolti nella produzione di formaggio e ricotta, nella semina e nella raccolta delle verdure, nella cura degli animali. Un aumento di consapevolezza che si trasformerà in un prezioso bagaglio di competenze».

ILDA, LA SIGNORA DEL LAGO CORVO

Ilda Traforer è la decana dei gestori di rifugi della Val di Sole. Lei, nata in val d’Ultimo, si è trasferita in Val di Rabbi 60 anni fa, quando era diciassettenne. Suo padre aveva deciso di costruire un rifugio a 2425 metri, vicino al Lago Corvo (l’unico dove ancora nuotano i salmerini alpini). Ancora oggi, lei e la sua famiglia lo gestiscono. «Raggiungere il Rifugio Stella Alpina è faticoso ma ne vale la pena» racconta Ilda. «Io sono di parte: mi sono affezionata a questo posto non vedo l’ora che arrivi l’estate». Ma i turisti che ci passano concordano con lei: il panorama del gruppo del Brenta da lì è mozzafiato.

ZUZANA, MISS SOCCORSO ALPINO

Dalla Repubblica Ceca alla Val di Sole per amore e per passione: quella per la montagna e, soprattutto, per aiutare le persone in difficoltà. Prima come dottor clown con i bambini ricoverati in ospedale, poi nella Croce Rossa, oggi come una delle poche donne del soccorso alpino trentino. Un’attività durissima (impone esami di mantenimento ogni 3 anni) ma che Zuzana Janovska, 36 anni, affronta con leggerezza e positività, anche a costo di qualche apprensione per i suoi familiari: «Ogni tanto mi arrabbio se fa buio e non è ancora rientrata da qualche missione. Ma la montagna è la sua vita» rivela il marito Luigi.

LE SEI REGINE DELL’ECOMUSEO AL FEMMINILE

Ci sono sei donne (e non è un caso) dietro il progetto che nel 2002 ha portato alla creazione dell’Ecomuseo “Piccolo mondo alpino” di Celentino, piccolo borgo dell’incantevole Val di Pejo. Susanna, Elia, Aurelia, Maria, Rita e Monica rendono possibile la gestione di un museo unico nel suo genere, nato per promuovere la cultura locale e valorizzare le peculiarità agricole e culturali della “valeta” (così chiamano gli abitanti la Val di Pejo). “Vogliamo preservare le nostre tradizioni migliori orientandole però verso l’apertura al mondo in modo che siano un driver di un modello sostenibile di turismo”. Veri angeli del focolare che diventano anche simboli di una comunità fiera

 

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21-5-2019
L'arte trentina in mostra a Lucca Il legno si fa arte al servizio del design urbano

L'arte che si trasforma in strumento di riqualificazione urbana e si pone al servizio delle esigenze quotidiane della cittadinanza. Facendosi, al tempo stesso, veicolo dei valori e delle peculiarità di un territorio: sono due degli obiettivi della mostra “Scolpire un territorio”, che il Lu.C.C.A. Lounge & Underground sta dedicando allo scultore trentino Giorgio Conta, organizzata con il sostegno della Provincia Autonoma di Trento, con il supporto di Zadra Interni e il contributo del Gruppo Miniera San Romedio.

Nell'esposizione, ospitata dal museo lucchese fino al 9 giugno e curata da Maurizio Vanni, sono presentate da circa 30 opere tra sculture lignee e tecniche miste che sono il risultato dei suoi studi per sculture, il cui significato e percorso è stato descritto dallo stesso artista in un incontro pubblico nel tardo pomeriggio di ieri.

“L'arte può farsi strumento di promozione della tutela di una risorsa primaria peculiare di un territorio come il legno per il Trentino – afferma Giorgio Conta - e diventare veicolo per la sua narrazione, in giro per il mondo”

In questa sua mostra personale fa la sua apparizione anche quella che potremmo definire scultura funzionale nella quale la libertà espressiva viene messa a servizio di un oggetto artistico di uso quotidiano: una seduta per più persone. Un lavoro di meta-design, realizzato in collaborazione con l’azienda Zadra Interni, che apre le porte al bello e all’unico entrando nella vita di tutti i giorni di un museo, di un luogo pubblico o di un’abitazione privata. “La mia nuova sfida – afferma Massimo Zadra – è quella di portare l’originalità dell’opera d’arte funzionale all’interno della quotidianità di luoghi che, troppo spesso, diventano anonimi per l’utilizzo eccessivo di oggetti privi di identità”.

Le sculture diventano così testimonianza di un territorio ad opera di un artista che è sempre andato fiero della sua provenienza e ha sempre mostrato il proprio amore per quel territorio trentino che vanta una tradizione scultorea lignea unica al mondo. “Conta – commenta il curatore della mostra lucchese, Maurizio Vanni – è figlio della propria terra: dal generoso ricorso al legno alla molteplicità stilistica della sua plastica (possibile riferimento alla pluralità dei paesaggi del Trentino), tutto conduce a scoprirlo nel suo contesto geografico. Molte delle sue figure, ad esempio, potrebbero essere riferite alle articolate cartografie delle montagne ed alcuni cambi di ritmo nel lavorare la materia non possono non ricordarci che la provincia di Trento è da sempre un territorio di confini culturali, sociolinguistici e geomorfologici. I suoi lavori ci sorprendono per la loro duttilità, per la loro semplice complessità, per il desiderio di rappresentare un qui e ora al tempo stesso reale e ideale, per la capacità di rendere protagonisti elementi del tuttotondo che solitamente si ritengono decorativi”.

Ma il Trentino omaggiato in terra toscana non si ferma alla mostra personale di Giorgio Conta. Dal 10 maggio scorso e fino al 25 agosto il Lu.C.C.A. Center of contemporary Art ospita anche una esposizione dedicata a Fortunato Depero, uno degli artisti che maggiormente lasciò il segno nel mondo della pubblicità intesa come arte ed espressione del movimento futurista. Realizzò infatti numerose locandine per mostre, manifesti e réclame per aziende.

La mostra, realizzata in collaborazione con l'Archivio Depero di Rovereto si compone di 100 opere, con l'obiettivo di ricostruire il processo creativo dell'artista, indagandolo attraverso un aspetto fondamentale della sua produzione: la collaborazione con il mondo industriale e aziendale.

Il percorso si snoda tra capolavori provenienti da importanti collezioni italiane con dipinti, collage, tessuti, disegni e grafiche. Racconta la produzione poliedrica, giocosa e visionaria di questo artista fuori dagli schemi, che seppe precorrere i tempi, camminando sempre un passo avanti agli altri.

Foto: https://my.pcloud.com/publink/show?code=XZTt9I7ZmXzkAt8jpBJK3UqsLztAHLC4cyGX

Interviste e coperture VIDEO:

https://my.pcloud.com/publink/show?code=VZtx9I7ZsikrYlOeR2LOGsKAozhFzuQrQdl7

Sottopancia in ordine di apparizione in video:

Giorgio Conta, artista, scultore del legno

Maurizio Vanni, curatore della mostra

Massimo Zadra, titolare Zadra Interni

Il video prodotto da Giorgio Conta sulla lavorazione e il concept è disponibile qui:

https://my.pcloud.com/publink/show?code=XZvq9I7ZUFAYayOmb8hcsIeemKc5U7Mg49qX

Note biografiche Giorgio Conta

Nato nel 1978, Giorgio Conta cresce in un ambiente stimolante. Fin da giovanissimo entra in contatto con vari personaggi della cultura, tra cui il pianista Arturo Benedetti Michelangeli, amico di famiglia. Dopo il liceo, frequenta la Scuola di Scultura di Ortisei, dedicandosi anche al disegno e alla pittura.

Realizza opere monumentali e partecipa a varie mostre personali e collettive.

Prende parte alle mostre “Tesori d'Italia” all'Expo 2015 a cura di Vittorio Sgarbi e alla mostra “Da Giotto a De Chirico” al MuSa di Salò sempre su invito di Vittorio Sgarbi.

Nel 2016 partecipa alle fiere Context Art Miami e Contemporary Istanbul con la galleria Liquid Art System.

Nel 2017 è invitato dal Mart ad esporre due opere nella mostra “Legno | Lën | Holz” alla Galleria civica di Trento e partecipa a Milano Scultura (Step Art Fair) su invito del critico Valerio Dehò.

Di lui hanno scritto Maurizio Vanni, Valerio Dehò, Luigi Marsiglia, Massimiliano Castellani, Renzo Francescotti, Paolo Levi, Stefania Severi, Pupi Avati.

Vive a Monclassico (TN)

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20-5-2019
Università per Stranieri e ONAOSI, un'alleanza per formare professionisti in International Business

La Fondazione ONAOSI ha rinnovato l'accordo con l'Università per Stranieri di Perugia per riservare ai propri assistiti fino a 15 posti nel Master di I livello in International Business and Intercultural Context. Obiettivo: formare professionalità che rispondano alle esigenze di internazionalizzazione delle imprese italiane

Perugia, 14 maggio 2019 – Molte imprese italiane si stanno orientando sempre più verso i mercati internazionali: nuovi sbocchi commerciali, collaborazioni con partner esteri, lancio di nuovi business, accordi di fornitura strutturati, nonché strategie di back reshoring, si verificano con sempre maggiore frequenza.

Le imprese si trovano, quindi, ad affrontare nuove sfide e nuove problematiche che riguardano aspetti organizzativi, produttivi, finanziari e commerciali. Per questo risulta fondamentale disporre di persone adeguatamente preparate, con competenze mirate e con un forte orientamento alla risoluzione di problemi complessi.

Una sfida per il tessuto universitario italiano con l'obiettivo di formare figure professionali ad hoc. Per questo, l'università per Stranieri di Perugia ha attivato un master di I livello in International Business and Intercultural Context per un massimo di 35 studenti neolaureati.

Di quei posti, fino a 15 saranno riservati ai ragazzi assistiti dall'ONAOSI (Opera Nazionale Assistenza Orfani dei Sanitari italiani).

Lo prevede un accordo sottoscritto tra il presidente dell'ONAOSI, Serafino Zucchelli e la rettrice dell'università per Stranieri, professoressa Giuliana Grego Bolli: “Éun ulteriore tassello della mission che la Fondazione ONAOSI ha da quando è stata costituita 145 anni fa: aiutare il percorso formativo ed educativo dei figli rimasti orfani di medici, veterinari e farmacisti che operano nella sanità italiana. E siamo felici di questa partnership con un ateneo così prestigioso” spiega Zucchelli.

In base all'accordo, l’Università per Stranieri di Perugia assicurerà lo svolgimento delle attività̀ presso le proprie strutture didattiche e presso i laboratori informatici. La fondazione Onaosi assicurerà invece l'ospitalità per i docenti del Master presso il Collegio di Perugia. “Inoltre – prosegue Zucchelli – metteremo a disposizione due tutor: uno accademico per seguire i corsisti durante le attività in aula e uno organizzativo che si occuperà della gestione amministrativa del master”.

Per ogni studente, l'università per Stranieri organizzerà degli stage da svolgere presso istituzioni a supporto dell’internazionalizzazione e in aziende operanti in tutto il territorio nazionale con particolare attenzione alle opportunità occupazionali offerte e alla loro localizzazione sul territorio rispetto alla residenza dei partecipanti al master. Qualche esempio? L'agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane (ICE), Zeta farmaceutici Spa, Fondazione Umbria Jazz, Legacoop, Regione Umbria, Confcommercio, Maison Gattinoni, Università dei Sapori.

“L’obiettivo del Master in International Business and Intercultural context – commenta la rettrice Grego Bolli ­– è quello di fornire ai partecipanti una concreta autonomia nella gestione di progetti di Internazionalizzazione. In particolare, il master intende fornire conoscenze e competenze tali da definire le politiche di marketing per il lancio di nuovi prodotti in mercati internazionali, acquisire autonomia nell’analisi dei nuovi mercati di sbocco, individuare i finanziamenti a supporto delle aziende, conoscere le modalità di ingresso nei mercati e il quadro giuridico della regolamentazione, nonché le differenze interculturali che si riflettono nei processi di negoziazione”.

 

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14-5-2019
La sfida dell'ONAOSI “Un Collegio di Merito anche nel centro Italia”

L'Opera Nazionale Assistenza Orfani dei Sanitari Italiani ha avviato l'iter per dotare il proprio centro formativo, collocato in un palazzo trecentesco nel cuore di Perugia, dei requisiti necessari a essere inserito nella rete dei Collegi di Merito italiani. Se si esclude Roma, sarebbe il primo in una regione dell'Italia centrale

Perugia, 6 maggio 2019 – Anche nel centro Italia potrebbe finalmente esserci un Collegio Universitario di Merito: strutture residenziali destinate a ospitare studenti delle Università italiane che nel corso degli studi superiori abbiano dimostrato doti e impegno particolari e ottenuto risultati di eccellenza, che potranno usufruire di questi servizi attraverso un apposito bando, a breve disponibile nel sito Onaosi. E potrebbe aprire in uno dei palazzi più eleganti e affascinanti del centro storico di Perugia, città universitaria per antonomasia.

L’iniziativa è dell’ONAOSI (Opera Nazionale Assistenza Orfani dei Sanitari Italiani) che dal 1892 si occupa del sostegno e dell'istruzione dei figli orfani dei membri delle varie categorie professionali sanitarie. L'ente ha ufficializzato di aver avviato l’iter affinché dal prossimo anno accademico 2019-2020 il proprio centro formativo, situato in un palazzo trecentesco del capoluogo umbro, rispetti i rigorosi standard fissati dal Ministero dell'Istruzione Università e Ricerca per entrare nell’Elite dei Collegi italiani.

L’ente ha ritenuto infatti indispensabile aggiungere agli strumenti formativi fin qui offerti ai figli dei propri contribuenti anche quello più elevato oggi riconosciuto e normato dal MIUR: il Collegio Universitario di Merito. Va infatti segnalato che, eccezion fatta per Roma, nessuna delle regioni centrali possiede un Collegio di Merito. A sud di Bologna se ne trovano in appena quattro città (Napoli, Bari, Palermo e Catania).

“Per Statuto, il nostro ente si impegna quotidianamente per offrire un aiuto ai figli dei medici per accrescere la propria istruzione e un successivo sbocco lavorativo. Con questa iniziativa, vogliamo mettere a disposizione il nostro collegio perugino in favore di tutti gli studenti più meritori. L'istruzione e più in generale la cultura è l'unico perno sul quale costruire il futuro del nostro Paese e strutture come i collegi di merito sono utilissimi per costruire la classe dirigente del domani” ha spiegato il presidente di ONAOSI, Serafino Zucchelli.

I 55 collegi di merito attualmente esistenti in Italia (collocati per la maggior parte nelle regioni settentrionali) offrono infatti agli studenti, ammessi per concorso, oltre a vitto e alloggio, un insieme di servizi tesi a favorire il massimo rendimento negli studi (sale di studio, biblioteche. supporti informatici, impianti sportivi, etc.) e un ambiente formativo che promuove lo sviluppo delle loro qualità umane e quindi una formazione integrale ed equilibrata. Questi obiettivi vengono perseguiti tramite l'assistenza di tutor personalizzati e l'offerta di attività culturali e integrative dei corsi accademici e di preparazione alla vita professionale sulla base di un contratto personalizzato tra il Collegio e ogni singolo studente.

E i dati sugli sbocchi lavorativi degli ex studenti confermano la bontà di queste strutture: dall’ultima indagine realizzata dalla Conferenza Collegi Universitari di Merito (CCUM) è emerso che il 67,7% di chi li ha frequentati ha trovato lavoro entro 3 mesi dal conseguimento del titolo di studio. Il 79% è occupato entro 6 mesi dal conseguimento del titolo di studio e il 92% entro un anno. Inoltre, il 93% degli occupati dichiara di essere soddisfatto della mansione svolta e del grado di autonomia sul lavoro.

Da parte sua, il centro formativo "La Sapienza Vecchia" dell'ONAOSI ha già oggi molte caratteristiche che lo rendono appetibile per essere inserito nell'elenco dei Collegi di merito italiani: è ubicato in un antico edificio costruito nel Trecento per volere del Cardinale Niccolò Capocci che volle istituire un collegio per studenti di teologia e diritto iscritti alla prestigiosa Università di Perugia. Realizzato secondo il progetto del Gattapone, famoso architetto dell'epoca, fu chiamato in un primo momento Casa degli Scolari di San Gregorio e poi Sapienza Vecchia.

Al suo interno ha una cisterna profonda 18 metri con un puteale rinascimentale progettato da Galeazzo Alessi, la cappella trecentesca che presenta una Crocifissione dipinta a fresco realizzata nel 1369 con molta probabilità dal Giottino ed anche un teatro realizzato a partire dal 1698 dove si dice avrebbe recitato il giovane Carlo Goldoni.

La Sapienza fu presa in affitto nel 1902 dall' ONAOSI che poi l'acquistò nel 1936 per ospitare i propri ragazzi assistiti. Il centro è dotato di camere singole e doppie, cucine comuni, sale studio, sale TV. sale ricreative, sala musica, biblioteca, emeroteca, videoteca, palestra e collegamento wi-fi.

Inoltre, il centro offre servizi di pulizia dei luoghi comuni e delle camere, servizio di biancheria per il letto mentre sono a disposizione delle lavatrici per il bucato personale. Tutto ciò che serve per sgravare gli studenti delle incombenze che ridurrebbero il tempo da poter dedicare allo studio.

 “L’accreditamento da parte del MIUR– prosegue Zucchelli – sarebbe il coronamento che riconosce la validità dei nostri sforzi per assicurare agli studenti meritevoli un titolo di studio prestigioso. Il percorso verso il traguardo richiede tempo ma siamo certi che l'obiettivo sarà raggiunto”.

 

Service video:

https://my.pcloud.com/publink/show?code=kZL3XU7Zzfv7V6zCICJqQIEtoQseRuyrmKr7

contiene:

  • intervista Serafino Zucchelli, presidente Onaosi
  • coperture Collegio Sapienza Vecchia Perugia

Foto della Vecchia Sapienza sono disponibili qui:

https://www.onaosi.it/ente/dove-siamo/collegio-unico-e-centri-formativi/centro-formativo-di-perugia.jsp

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6-5-2019