Il prossimo weekend, neve su Capri. Una festa per il gemellaggio con la Val di Sole

Malè (TN) 26 novembre 2018 - Neve dal cielo a imbiancare la mitica piazzetta, piatti a base di polenta, crauti e luganega, musica tipicamente trentina: accade a...Capri. Niente di strano. Solo l'effetto di un'invasione pacifica che avviene ormai da 19 anni: quella dei trentini che arrivano nella celebre isola campana per celebrare un gemellaggio ormai divenuto storico.

Il prossimo incontro, organizzato dall’APT e la Comunità della Val di Sole, è in programma il 30 novembre. Per l'occasione, la celebre piazzetta Umberto I ospiterà per tutto il giorno stand informativi che permetteranno di conoscere le novità che attendono chi sceglierà le località della valle trentina per la propria settimana bianca o chi sta già con la testa alla prossima estate.

Il centro di Capri sarà inoltre animato anche da un gustoso gemellaggio gastronomico e musicale che unisce in maniera particolarmente fantasiosa la tradizione trentina e la tradizione caprese. Alcuni ragazzi del Centro di Formazione Professionale Trentino Enaip di Ossana, coordinati dall’esperto chef docente Alessandro Saiu, proporranno infatti un menù con alcune specialità gastronomiche delle valli montane.

Un supporto prezioso sarà fornito dagli allievi dell’Istituto Alberghiero di Capri “Ipsar Axel Munthe”, storica scuola da diversi anni impegnata nell'incontro pratico di ricette e piatti tipici con l’omologo ente trentino. Il programma prevede che, nel tardo pomeriggio, verranno accese le luminarie natalizie sul grande albero ecologico di Natale e gli storici edifici circostanti. E poi il “miracolo”: sulla piazzetta di Capri nevicherà. Il merito è dei cannoni sparaneve che di solito vengono utilizzati dai responsabili delle piste del comprensorio Val di Sole per assicurare piste sempre perfette ai turisti. Ma anche in “trasferta” la loro opera verrà senz'altro apprezzata da grandi e piccoli, anche per l'originalità della location che sarà imbiancata.

“Siamo felici di celebrare anche quest'anno il nostro gemellaggio con Capri” commenta Luciano Rizzi, Presidente APT Val di Sole. “Il nostro vuole essere, anno dopo anno, un esempio di promozione turistica nazionale, basata sul fare sistema oltre i confini regionali. Solo in questo modo, attraverso la cooperazione tra le eccellenze che il panorama turistico italiano sa offrire, possiamo davvero vincere la sfida dei nostri concorrenti esteri. E possiamo garantire prosperità economica e sviluppo sostenibile ai nostri territori”.

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26-11-2018
Il piccolo borgo green dei 1500 presepi: sono 4 volte più delle famiglie residenti

La celebre esposizione di presepi di Ossana, borgo della Val di Sole, arriva quest'anno a sfiorare le 1500 opere. Tra loro, 100 arrivano dal Venezuela: il Comune ha organizzato una    spedizione per salvarle dai tumulti che stanno dilaniando lo Stato sudamericano. Tutti saranno esposti tra le vie più suggestive del paese e nel Castello di San Michele. Insieme ai classici mercatini e a una avveniristica slitta che, grazie alla realtà virtuale, fa ripercorrere il viaggio di Babbo Natale

Ossana, 15 novembre 2018 – È ormai conosciuto a livello nazionale e internazionale per la sua enorme collezione di presepi che ha raggiunto dimensioni impressionanti: oltre 1400 opere. Quattro volte di più delle famiglie che risiedono nel Comune. Quella collezione imponente ogni anno viene esposta lungo le vie più suggestive del Paese. Un appuntamento che attira decine di migliaia di turisti nel periodo natalizio (l'anno scorso si sono contate oltre 25mila presenze).

Quest'anno – dal 30 novembre al 6 gennaio - i presepi di Ossana, nell'Alta Val di Sole, si arricchiscono di una storia molto particolare. Che unisce la proverbiale solidarietà montanara con le drammatiche notizie che arrivano da oltreoceano. Il Comune di Ossana ha infatti ricevuto da un'anziana signora venezuelana, madre di una ragazza che abita nel borgo da 15 anni, una particolare richiesta di aiuto: voleva inviare in Trentino alcune rappresentazioni della Natività realizzate da artisti venezuelani che lei aveva raccolto e che sono ora messe in pericolo dai tumulti che stanno dilaniando il Paese latinoamericano, sull'orlo della guerra civile. “Mia madre Carmen ha creato una collezione di presepi artigianali. Ognuno è realizzato con materiali poveri e riciclati. Tessuto, argilla, terracotta, legno, avorio vegetale delle foreste pluviali. Ognuno ha una sua storia” spiega la figlia Lisbeth Giménez. Uno in particolare è dell'artista Carlos Hernandez di Valencia (150 km a ovest di Caracas), le cui opere, che raccontano la tradizione del presepe diffusasi anche tra gli aborigeni (le tribù che ancora vivono nelle foreste tropicali del Paese), gli sono valse il riconoscimento di Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità dall'Unesco nel 2005. “Questi presepi rappresentano la bellezza delle radici della nostra terra benedetta, multiculturale, aperta, meravigliosa che sta passando un momento terribile”.

TANTI ESEMPI DIVERSI PER RICORDARE LA NATIVITÀ

Il Comune di Ossana ha così accolto la richiesta della signora Carmen e ha organizzato l'invio dei presepi e raccolto i fondi necessari, superando le mille difficoltà burocratiche che non mancano nemmeno per una spedizione di opere natalizie. “Siamo felici che la nostra raccolta si arricchisca di opere così particolari. Segno dell'importanza che la manifestazione sta accrescendo la propria importanza anno dopo anno” ha commentato il sindaco di Ossana, Luciano Dell'Eva.

E così i presepi di oltre oceano si uniscono alle altre centinaia di rappresentazioni, che saranno distribuite fra le strade e i palazzi più significativi di Ossana, fino a raggiungere le imponenti e scenografiche rovine del Castello di San Michele. Tra di esse alcuni molto particolari: un presepe in movimento che rappresenta la vita paesana di un tempo; un presepe dedicato alla Grande Guerra (conclusasi esattamente cento anni fa) che racconta un episodio di “pace separata” avvenuto nella notte di Natale; il presepe contenuto in una residenza storica di Ossana (Mas dei Voltolini) realizzato due anni fa in occasione dei 60 anni della tragedia aerea sul monte Giner a quota 2600 metri, avvenuta il 22 dicembre 1956, e la collezione di presepi contenuta nella quattrocentesca Casa degli Affreschi.

MERCATINI, CONCERTI E UNA “ELFOSLITTA” MAGICA

L'inaugurazione ufficiale della mostra è prevista per il 2 dicembre alle 16. Ma già dal 30 novembre fino al giorno dell'Epifania, i presepi saranno visitabili dalle 10 alle 22. Per i turisti che arriveranno a Ossana, il Comune ha previsto una sorta di “percorso guidato”: un filo rosso unirà tutto il sentiero. All'inizio, nella piazza centrale del Paese e alla fine (nel Castello di San Michele), due mercatini di Natale con 24 casette in legno con prodotti esclusivamente di artigianato locale e delle eccellenze gastronomiche trentine. E ogni weekend in programma concerti con musiche natalizie e rappresentazioni teatrali.

Ulteriore novità dell'edizione 2018, una “Elfoslitta” in legno che aspetta i visitatori, nella Casa di Babbo Natale. “Grazie a occhiali magici che immergono nella realtà virtuale, chi si siederà sulla slitta potrà vivere l'emozione del viaggio che tutti gli anni Babbo Natale, gli elfi e le renne compiono per arrivare fino ad Ossana a consegnare i regali” spiega Dell'Eva.

MERCATINI E PRESEPI STRUMENTO DI SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE

Ma i mercatini di Natale possono essere anche uno strumento per sensibilizzare a comportamenti responsabili e rispettosi dell'ambiente. Soprattutto per un paesino come Ossana che a settembre è   stato eletto, tra 9mila Comuni, come il “borgo più green d'Italia” dalla rivista di turismo Weekend Premium. Ecco perché il Comune ha previsto un piano di “mobilità sostenibile”: “non vogliamo che il successo delle nostre iniziative natalizie snaturi Ossana” ha spiegato il sindaco. “Quindi, i turisti residenti nei comuni limitrofi potranno arrivare con lo ski bus che per l'occasione sarà prolungato fino alle ore 19. Inoltre, tutto il centro storico di Ossana è stato di fatto reso pedonale, relegando le auto in due parcheggi esterni al paese”. Infine, l'amministrazione comunale ha rifatto l'intera illuminazione del centro cittadino, utilizzando led caldi a basso consumo. “Ci sembrava un segno tangibile di sensibilità. Ancor più opportuno visti i segnali che la natura ci ha inviato nelle settimane scorse e che hanno toccato anche la nostra bella Val di Sole”.

 

 

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15-11-2018
Cibo, fattore anti-intolleranza. Pace e dialogo si costruiscono a tavola

L'associazione di giornalismo ambientale Greenaccord Onlus in collaborazione con la Regione Lazio e l'Agenzia regionale per lo Sviluppo e Innovazione dell'Agricoltura del Lazio organizza una giornata di studio per indagare sul ruolo del cibo e dell'agricoltura nel dialogo proficuo tra i popoli

Roma, 5 novembre 2018 – Sacro per tutte le religioni (e tradizioni) mondiali ma ormai da troppo tempo divenuto una ulteriore forma di strumento di profitto a svantaggio della salute, delle popolazioni locali e dell'ambiente. Eppure, tornando a dargli il giusto valore e significato, il cibo rappresenta un elemento che, dalla sua produzione al consumo, può contribuire a vincere le resistenze, ad aprirsi al nuovo e al differente, a sperimentare forme di contaminazione che incuriosiscano e attirino attenzione.

Può tornare ad essere uno strumento anti-intolleranza: elemento di congiunzione, di dialogo, di inclusione e convivenza pacifica, quanto mai urgente, considerando il progressivo affermarsi nella società occidentale di preoccupanti fenomeni di intolleranza verso cittadini stranieri.

Ma che cosa occorre per riconsegnare al cibo questi valori positivi? Le cose da fare non mancano: dal ripensare gli stili di consumo alla ricostruzione di tecniche di produzione e di filiere agricole che, riscoprendo i saperi tradizionali, riducano l'impatto ambientale e sociale dell'agricoltura e riaffermino la centralità dei piccoli produttori.

Per riflettere su questi temi cruciali, l'associazione di giornalismo ambientale Greenaccord Onlus in collaborazione con ARSIAL (Agenzia Regionale per lo Sviluppo e Innovazione dell'Agricoltura del Lazio), organizza a Roma martedì 4 dicembre, dalle 9 alle 14 nell'Aula Magna Augustinianum di Via Paolo VI, la giornata di studio “Attorno al cibo per costruire dialogo, incontro, confronto e pace”.

“L'appuntamento – spiega il presidente di Greenaccord, Alfonso Cauteruccio – è finalizzato ad una analisi puntuale su quanto il cibo, nella storia dell’alimentazione, rappresenta un elemento unificatore e di conoscenza delle persone e della loro cultura. Le religioni, inoltre, hanno un denso rapporto con il cibo ed il suo significato, con spunti di riflessione, di condivisione e di simbologia”.

Tra i relatori che interverranno: Sandro Di Castro, già Presidente della Comunità ebraica romana; Ernesto Di Renzo, Storico dell’alimentazione, Università di Roma Tor Vergata; Paolo Trianni, teologo cattolico; Yahya Pallavicini, Presidente COREIS (Comunità religiosa islamica italiana); Svamini Hamsananda, Vice Presidente Comunità induista.

Nel corso dell'incontro verranno raccontate storie di integrazione attraverso il cibo. Come l'esperienza di Semi di Libertà Onlus, che ha realizzato un microbirrificio all'interno del carcere romano di Rebibbia e il ruolo dell'agricoltura sociale in favore delle persone con disabilità attraverso la testimonianza di Salvatore Stingo, presidente Agricoltura Capodarco.

La giornata di studio è stata riconosciuta dall'Ordine dei Giornalisti del Lazio come evento valido per la formazione professionale. Ai giornalisti presenti, che si saranno iscritti preventivamente all'evento – già presente nella piattaforma SIGEF OdG (https://sigef-odg.lansystems.it) - verranno riconosciuti 5 crediti formativi.

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5-11-2018