Università per Stranieri e ONAOSI, un'alleanza per formare professionisti in International Business

La Fondazione ONAOSI ha rinnovato l'accordo con l'Università per Stranieri di Perugia per riservare ai propri assistiti fino a 15 posti nel Master di I livello in International Business and Intercultural Context. Obiettivo: formare professionalità che rispondano alle esigenze di internazionalizzazione delle imprese italiane

Perugia, 14 maggio 2019 – Molte imprese italiane si stanno orientando sempre più verso i mercati internazionali: nuovi sbocchi commerciali, collaborazioni con partner esteri, lancio di nuovi business, accordi di fornitura strutturati, nonché strategie di back reshoring, si verificano con sempre maggiore frequenza.

Le imprese si trovano, quindi, ad affrontare nuove sfide e nuove problematiche che riguardano aspetti organizzativi, produttivi, finanziari e commerciali. Per questo risulta fondamentale disporre di persone adeguatamente preparate, con competenze mirate e con un forte orientamento alla risoluzione di problemi complessi.

Una sfida per il tessuto universitario italiano con l'obiettivo di formare figure professionali ad hoc. Per questo, l'università per Stranieri di Perugia ha attivato un master di I livello in International Business and Intercultural Context per un massimo di 35 studenti neolaureati.

Di quei posti, fino a 15 saranno riservati ai ragazzi assistiti dall'ONAOSI (Opera Nazionale Assistenza Orfani dei Sanitari italiani).

Lo prevede un accordo sottoscritto tra il presidente dell'ONAOSI, Serafino Zucchelli e la rettrice dell'università per Stranieri, professoressa Giuliana Grego Bolli: “Éun ulteriore tassello della mission che la Fondazione ONAOSI ha da quando è stata costituita 145 anni fa: aiutare il percorso formativo ed educativo dei figli rimasti orfani di medici, veterinari e farmacisti che operano nella sanità italiana. E siamo felici di questa partnership con un ateneo così prestigioso” spiega Zucchelli.

In base all'accordo, l’Università per Stranieri di Perugia assicurerà lo svolgimento delle attività̀ presso le proprie strutture didattiche e presso i laboratori informatici. La fondazione Onaosi assicurerà invece l'ospitalità per i docenti del Master presso il Collegio di Perugia. “Inoltre – prosegue Zucchelli – metteremo a disposizione due tutor: uno accademico per seguire i corsisti durante le attività in aula e uno organizzativo che si occuperà della gestione amministrativa del master”.

Per ogni studente, l'università per Stranieri organizzerà degli stage da svolgere presso istituzioni a supporto dell’internazionalizzazione e in aziende operanti in tutto il territorio nazionale con particolare attenzione alle opportunità occupazionali offerte e alla loro localizzazione sul territorio rispetto alla residenza dei partecipanti al master. Qualche esempio? L'agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane (ICE), Zeta farmaceutici Spa, Fondazione Umbria Jazz, Legacoop, Regione Umbria, Confcommercio, Maison Gattinoni, Università dei Sapori.

“L’obiettivo del Master in International Business and Intercultural context – commenta la rettrice Grego Bolli ­– è quello di fornire ai partecipanti una concreta autonomia nella gestione di progetti di Internazionalizzazione. In particolare, il master intende fornire conoscenze e competenze tali da definire le politiche di marketing per il lancio di nuovi prodotti in mercati internazionali, acquisire autonomia nell’analisi dei nuovi mercati di sbocco, individuare i finanziamenti a supporto delle aziende, conoscere le modalità di ingresso nei mercati e il quadro giuridico della regolamentazione, nonché le differenze interculturali che si riflettono nei processi di negoziazione”.

 

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14-5-2019
La sfida dell'ONAOSI “Un Collegio di Merito anche nel centro Italia”

L'Opera Nazionale Assistenza Orfani dei Sanitari Italiani ha avviato l'iter per dotare il proprio centro formativo, collocato in un palazzo trecentesco nel cuore di Perugia, dei requisiti necessari a essere inserito nella rete dei Collegi di Merito italiani. Se si esclude Roma, sarebbe il primo in una regione dell'Italia centrale

Perugia, 6 maggio 2019 – Anche nel centro Italia potrebbe finalmente esserci un Collegio Universitario di Merito: strutture residenziali destinate a ospitare studenti delle Università italiane che nel corso degli studi superiori abbiano dimostrato doti e impegno particolari e ottenuto risultati di eccellenza, che potranno usufruire di questi servizi attraverso un apposito bando, a breve disponibile nel sito Onaosi. E potrebbe aprire in uno dei palazzi più eleganti e affascinanti del centro storico di Perugia, città universitaria per antonomasia.

L’iniziativa è dell’ONAOSI (Opera Nazionale Assistenza Orfani dei Sanitari Italiani) che dal 1892 si occupa del sostegno e dell'istruzione dei figli orfani dei membri delle varie categorie professionali sanitarie. L'ente ha ufficializzato di aver avviato l’iter affinché dal prossimo anno accademico 2019-2020 il proprio centro formativo, situato in un palazzo trecentesco del capoluogo umbro, rispetti i rigorosi standard fissati dal Ministero dell'Istruzione Università e Ricerca per entrare nell’Elite dei Collegi italiani.

L’ente ha ritenuto infatti indispensabile aggiungere agli strumenti formativi fin qui offerti ai figli dei propri contribuenti anche quello più elevato oggi riconosciuto e normato dal MIUR: il Collegio Universitario di Merito. Va infatti segnalato che, eccezion fatta per Roma, nessuna delle regioni centrali possiede un Collegio di Merito. A sud di Bologna se ne trovano in appena quattro città (Napoli, Bari, Palermo e Catania).

“Per Statuto, il nostro ente si impegna quotidianamente per offrire un aiuto ai figli dei medici per accrescere la propria istruzione e un successivo sbocco lavorativo. Con questa iniziativa, vogliamo mettere a disposizione il nostro collegio perugino in favore di tutti gli studenti più meritori. L'istruzione e più in generale la cultura è l'unico perno sul quale costruire il futuro del nostro Paese e strutture come i collegi di merito sono utilissimi per costruire la classe dirigente del domani” ha spiegato il presidente di ONAOSI, Serafino Zucchelli.

I 55 collegi di merito attualmente esistenti in Italia (collocati per la maggior parte nelle regioni settentrionali) offrono infatti agli studenti, ammessi per concorso, oltre a vitto e alloggio, un insieme di servizi tesi a favorire il massimo rendimento negli studi (sale di studio, biblioteche. supporti informatici, impianti sportivi, etc.) e un ambiente formativo che promuove lo sviluppo delle loro qualità umane e quindi una formazione integrale ed equilibrata. Questi obiettivi vengono perseguiti tramite l'assistenza di tutor personalizzati e l'offerta di attività culturali e integrative dei corsi accademici e di preparazione alla vita professionale sulla base di un contratto personalizzato tra il Collegio e ogni singolo studente.

E i dati sugli sbocchi lavorativi degli ex studenti confermano la bontà di queste strutture: dall’ultima indagine realizzata dalla Conferenza Collegi Universitari di Merito (CCUM) è emerso che il 67,7% di chi li ha frequentati ha trovato lavoro entro 3 mesi dal conseguimento del titolo di studio. Il 79% è occupato entro 6 mesi dal conseguimento del titolo di studio e il 92% entro un anno. Inoltre, il 93% degli occupati dichiara di essere soddisfatto della mansione svolta e del grado di autonomia sul lavoro.

Da parte sua, il centro formativo "La Sapienza Vecchia" dell'ONAOSI ha già oggi molte caratteristiche che lo rendono appetibile per essere inserito nell'elenco dei Collegi di merito italiani: è ubicato in un antico edificio costruito nel Trecento per volere del Cardinale Niccolò Capocci che volle istituire un collegio per studenti di teologia e diritto iscritti alla prestigiosa Università di Perugia. Realizzato secondo il progetto del Gattapone, famoso architetto dell'epoca, fu chiamato in un primo momento Casa degli Scolari di San Gregorio e poi Sapienza Vecchia.

Al suo interno ha una cisterna profonda 18 metri con un puteale rinascimentale progettato da Galeazzo Alessi, la cappella trecentesca che presenta una Crocifissione dipinta a fresco realizzata nel 1369 con molta probabilità dal Giottino ed anche un teatro realizzato a partire dal 1698 dove si dice avrebbe recitato il giovane Carlo Goldoni.

La Sapienza fu presa in affitto nel 1902 dall' ONAOSI che poi l'acquistò nel 1936 per ospitare i propri ragazzi assistiti. Il centro è dotato di camere singole e doppie, cucine comuni, sale studio, sale TV. sale ricreative, sala musica, biblioteca, emeroteca, videoteca, palestra e collegamento wi-fi.

Inoltre, il centro offre servizi di pulizia dei luoghi comuni e delle camere, servizio di biancheria per il letto mentre sono a disposizione delle lavatrici per il bucato personale. Tutto ciò che serve per sgravare gli studenti delle incombenze che ridurrebbero il tempo da poter dedicare allo studio.

 “L’accreditamento da parte del MIUR– prosegue Zucchelli – sarebbe il coronamento che riconosce la validità dei nostri sforzi per assicurare agli studenti meritevoli un titolo di studio prestigioso. Il percorso verso il traguardo richiede tempo ma siamo certi che l'obiettivo sarà raggiunto”.

 

Service video:

https://my.pcloud.com/publink/show?code=kZL3XU7Zzfv7V6zCICJqQIEtoQseRuyrmKr7

contiene:

  • intervista Serafino Zucchelli, presidente Onaosi
  • coperture Collegio Sapienza Vecchia Perugia

Foto della Vecchia Sapienza sono disponibili qui:

https://www.onaosi.it/ente/dove-siamo/collegio-unico-e-centri-formativi/centro-formativo-di-perugia.jsp

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6-5-2019
Onaosi “un'esperienza da difendere e un esempio per altre categorie professionali”

Si è svolto a Perugia l'evento inaugurale dell'Anno di studi dell'Opera nazionale assistenza orfani dei sanitari italiani. Un'occasione per ripercorrere i 145 anni di storia dell'ente e per riflettere sull'integrazione dei servizi di mutuo soccorso con il Servizio Sanitario Nazionale.

Perugia, 4 marzo 2019 – Un'esperienza importante per la città di Perugia e per l'intera collettività che può rappresentare un esempio anche per altre categorie professionali. Sono passati ormai 145 anni da quando l'idea dalla quale nacque l'ONAOSI fu lanciata da un medico di Forlì. Ma nonostante l'esperienza ultracentenaria, il suo modello è valido anche per il futuro del welfare italiano. È quanto emerge dalle analisi che le autorità e gli esperti del settore hanno proposto in occasione dell'evento inaugurale dell'Anno di studi ONAOSI (Opera nazionale assistenza degli orfani dei sanitari italiani) ospitato presso il Teatro del Collegio unico di Perugia.

“Il nostro ente, nato come società di mutuo soccorso nella seconda metà dell'Ottocento, oggi grazie a 146mila tra medici, farmacisti e veterinari, fa in modo che alle famiglie in stato di necessità venga garantito un sostegno concreto fatto di aiuti finanziari ai ragazzi rimasti orfani o in difficoltà che studiano restando in famiglia e offre ospitalità nei suoi 11 centri formativi e collegi sparsi in Italia” ha spiegato nel suo intervento il presidente ONAOSI, Serafino Zucchelli. “In questo modo, possono studiare e coltivare i propri sogni per diventare non solo dei professionisti seri ma anche dei cittadini responsabili”. Un ruolo, quello degli enti come ONAOSI che “rafforza la sua ragion d'essere in un momento di crisi del Welfare State, visto il disastro della situazione economica, finanziaria e sociale del Paese, l'impoverimento delle classi medie, l'individualismo esasperato, la riduzione del welfare pubblico”.

L'importanza della presenza di ONAOSI per il territorio umbro è stata poi evidenziata dalla presidente della Regione, Catiuscia Marini secondo la quale l'esperienza di questo ente “è stata antesignana di un'idea solidaristica di welfare che permetta di integrare l'intervento pubblico e i servizi solidaristici privati. Il suo approccio è utile anche ad altre categorie professionali che si interrogano sui servizi di assistenza per i propri iscritti”. Ma ONAOSI, secondo Marini, è anche essenziale per Perugia, sia perché “è l'unico ente nazionale che ha la propria sede centrale nella nostra città” sia perché “offre una interconnessione cruciale con i percorsi di studi universitari. Un legame profondo del quale i perugini sono orgogliosi”.

Posizione condivisa dal sindaco di Perugia, Andrea Romizi, che ha ricordato come “il modello ONAOSI era innovativo quando è stato costituito nel 19esimo secolo ed è tutt'ora innovativo. Perugia è parte interessata affinché questa storia non si disperda e il nostro capoluogo rimanga centrale. Non a caso, la nostra città si è sempre posta a difesa della presenza e delle attività di ONAOSI ogni qualvolta il suo ruolo e le sue attività sono state messe in discussione. ONAOSI è infatti un importante volàno di sviluppo economico per un territorio storicamente vocato all'accoglienza di studenti da ogni parte d'Italia e del mondo”.

Ma l'importanza dell'esperienza di ONAOSI e più in generale delle iniziative di mutuo soccorso è stata enfatizzata anche dall'ex ministro della Sanità, Rosy Bindi, che, durante l'evento ha tenuto la propria lectio magistralis dedicata all'analisi dei 40 anni del Servizio Sanitario Nazionale. “Il patrimonio del nostro servizio sanitario non va assolutamente sottovalutato né disperso. È troppo spesso considerato spesa mentre invece è un investimento per la crescita del Paese, per l'industria sanitaria, per le tecnologie e l'innovazione. Ed è un investimento inoltre perché, a cifre infinitamente più basse che altrove, assicura a ciascuno il bene più importante: la salute”. Ma il benessere sanitario degli italiani e il welfare universalistico non possono vivere solo di investimenti pubblici. “Vive – ha spiegato l'ex ministro - anche grazie alla capacità della società di organizzare la solidarietà e di collaborare con rapporto di reciprocità e complementarietà con le strutture pubbliche. Il principio di sussidiarietà contenuto nella nostra Costituzione alimenta a sua volta la solidarietà. È necessario che realtà come Onaosi abbiano il sostegno pubblico. In questo modo si assicura anche una personalizzazione del welfare che è finora mancato”.

 

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5-3-2019
La fondazione che aiuta gli orfani dei medici italiani

Grazie a 11 strutture e a una serie di servizi a domicilio, l'Onaosi (Opera Nazionale Assistenza Orfani dei Sanitari Italiani) assiste, senza alcun finanziamento pubblico, oltre 3500 tra orfani e assistiti dei lavoratori delle categorie sanitarie: medici chirurghi, odontoiatri, veterinari, farmacisti. Una storia di mutuo soccorso che quest'anno compie 145 anni.

Perugia, 25 febbraio 2019 – Il suo lavoro è poco noto ma ci sono migliaia di bambini e ragazzi in Italia che studiano e possono costruirsi un futuro grazie una rete di sostegno molto particolare che compie quest'anno 145 anni. Era infatti il 1874 quando un medico di Forlì, Luigi Casati, lanciò l'idea di creare l'ONAOSI: Opera Nazionale per l'Assistenza agli Orfani dei Sanitari Italiani. L'ente, senza scopo di lucro, iniziò le sue attività nel 1892 e da allora non si è più fermata. “In tutti questi anni – spiega l'attuale presidente, Serafino Zucchelli - è rimasta fedele alla sua missione originaria: sostenere, educare, istruire e formare i figli orfani di medici, odontoiatri, veterinari e farmacisti per consentire loro di conseguire un titolo di studio e di accedere al mondo professionale e del lavoro. E nel tempo a questo obiettivo, si sono aggiunte forme di sostegno per sanitari in condizioni difficili”.

Uno dei primi esempi di mutuo soccorso in Italia, che tra l'altro, ha sempre potuto contare esclusivamente su risorse e finanziamenti raccolti tra i lavoratori delle categorie sanitarie. Nessun ricorso ad alcun finanziamento pubblico, né diretto né indiretto. Al momento sono oltre 145mila i contribuenti che assicurano i fondi necessari per le attività di ONAOSI, tramite trattenute sullo stipendio e versamenti volontari. E la Fondazione trasforma quelle risorse in servizi erogati, l'anno scorso, a 3518 assistiti.

La rete ONAOSI conta 11 strutture formative distribuite in 8 città italiane. Bologna, Messina, Napoli, Milano, Padova, Pavia, Perugia e Torino. Nel capoluogo umbro è presente un collegio, circondato da 5 ettari di parco, costruito negli anni ‘70 proprio per ospitare i giovani anche minori. Al suo interno, i ragazzi che vi sono ospitati, trovano a loro disposizione dei tutor che li assistono nel loro percorso scolastico e degli psicologi in caso di bisogno.

Ma i servizi non terminano con le strutture formative. Tutti gli orfani dei sanitari contribuenti e le loro famiglie ricevono l’assistenza in via indiretta mediante assistenti sociali di elevata professionalità̀. L'ONAOSI li sostiene poi economicamente attraverso assegni di studio, borse, premi al merito, assegni di conseguimento di progressi scolastici, contributi per studio all’estero, contributi per il conseguimento di titoli professionalizzanti, accesso a case vacanze e partecipazione a soggiorni estivi per preadolescenti.

Gli orfani e i figli di sanitari contribuenti sono annualmente assistiti fino al limite massimo di 30 anni di età, elevato a 32 anni in caso di specializzazione post-laurea ed anche oltre per gli assistiti diversamente abili che studiano.

“Il nostro – prosegue Zucchelli – non è uno sforzo solo assistenziale ma è un servizio in favore della comunità con un fine preciso: costruire cittadini preparati e responsabili. Pensiamo infatti che la cultura sia l'unica chiave di volta in grado di garantire il futuro del nostro Paese. Mai come oggi questo appare necessario e urgente”.

Le attività, i numeri conseguiti da ONAOSI e i progetti futuri verranno presentati il 4 marzo prossimo, in occasione dell'inaugurazione ufficiale dell'Anno di Studi ONAOSI 2018-2019 presso il Teatro del Collegio Unico Onaosi di Perugia. All'evento, destinato a tutti gli studenti ospiti dei Collegi presenti e collegati in streaming, prenderà parte l'ex ministro della Sanità, Rosy Bindi, che, in una lectio magistralis, farà il punto sui 40 anni del Servizio Sanitario Nazionale e il suo attuale stato di salute.

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25-2-2019