“Senza foreste, vita sulla Terra a rischio” Torna il Forum Internazionale Greenaccord di giornalismo ambientale

A organizzarlo, dal 7 al 9 marzo prossimi, l'associazione Greenaccord Onlus, in collaborazione con la Regione Toscana e San Miniato Promozione. L'appuntamento – giunto alla 15a edizione – ospiterà un centinaio di giornalisti ambientali e una quindicina di relatori da tutto il mondo. Obiettivo: indagare il ruolo delle foreste nella salute del Pianeta e le strategie per contrastare la deforestazione.

 

San Miniato (PI) - 9 febbraio 2019 - Immaginate un territorio vasto come l'Egitto. 940mila chilometri quadrati di estensione. È la quantità di foreste naturali che la Terra ha perso in appena 10 anni. Una progressione drammatica che non accenna a diminuire nonostante appelli e campagne di sensibilizzazione. Il 2017 è infatti stato un anno pessimo: il secondo peggiore nella storia, secondo il Wri - World Resources Institute e l'università del Maryland, che con le loro mappature satellitari hanno potuto verificare come la perdita di alberi sia raddoppiata dal 2003, mentre la deforestazione nelle foreste pluviali è raddoppiata dal 2008. Cosa vuol dire? In pratica, ogni minuto che passa, il mondo perde un'area come 40 campi da calcio. Il doppio di quelli della Serie A italiana.

Il problema non è solo ambientale. Meno alberi vogliono dire meno armi contro il cambiamento climatico, l'inquinamento, il dissesto idrogeologico, meno cibo per milioni di persone costrette così a migrare dai territori d'origine, più gas serra nell'atmosfera, più danni sanitari e per la biodiversità.

Eppure, la centralità del tema, attorno al quale ruotano enormi interessi economici da parte dei big dell'agroindustria, sembra sottovalutata dall'opinione pubblica. È per questo motivo che l'associazione culturale di giornalismo ambientale Greenaccord Onlus, che da decenni si occupa di migliorare il livello della preparazione scientifica degli operatori dei media, dedicherà al “Respiro della Terra: le foreste” il suo 15° Forum Internazionale per la Salvaguardia della Natura, che si terrà quest'anno a San Miniato (Pisa) dal 7 al 9 marzo prossimi e sarà organizzato in collaborazione con la Regione Toscana e San Miniato Promozione.

“Il Forum – spiega il presidente, Alfonso Cauteruccio - intende offrire ai 100 giornalisti invitati, provenienti da una quarantina di Paesi, una riflessione sulla funzione delle foreste come elemento fondamentale della salute generale del pianeta, dell’equilibrio della biosfera terrestre, della tutela dei popoli indigeni che vi dimorano e delle strategie di mitigazione dei cambiamenti del clima”.

A prendere parte ai 3 giorni di evento, che avrà, tra gli altri, il patrocinio dell’Unesco, dei Ministeri dell’Ambiente e degli Affari Esteri, della Regione Toscana, del Comune di San Miniato, dei Carabinieri Forestali, della FNSI, dell’Associazione Giornalisti Scuola Rai di Perugia, della Fondazione Bioarchitettura, della Coldiretti e di VoleRai, saranno scienziati, economisti, climatologi, esperti di deforestazione, che nelle loro relazioni fotograferanno lo stato di salute delle foreste mondiali e evidenzieranno i fattori sociali, economici e ambientali che più danneggiano il patrimonio forestale terrestre.

La prima giornata di lavori sarà dedicata a quantificare il valore ecologico ed economico delle foreste: qual è il loro stato di salute? quale ruolo hanno nella lotta al climate change? Come incidono nella tutela della biodiversità? Com'è quantificabile il loro valore ecosistemico? Qual è l'apporto economico dei parchi italiani? E come si può aumentare la sostenibilità nel mercato mondiale del legno?

Tante domande alle quali risponderanno, tra gli altri, dopo i saluti delle Autorità nazionali e locali, Riccardo Baffoni, coordinatore della campagna foreste per l'Environmental Paper Network; Riccardo Valentini, direttore del CMCC (Centro Euromediterraneo sui Cambiamenti climatici); Jinfeng Zhou, Segretario Generale della China Biodiversity Conservation and Green Development, Salina Abraham, già presidente dell'IFSA (International Forestry Students' Association); Mette Wilkie, capo della sezione Forest Policy and Resources della FAO; Davide De Laurentis, vicecomandante Unità forestali ambientali e agroalimentari dei Carabinieri.

La seconda giornata di lavori sarà invece l'occasione per fare il punto sulla situazione delle foreste nelle diverse aree mondiali e per capire che azioni si stanno mettendo in atto per contrastare il fenomeno della deforestazione. Tra i relatori: Teresa Muthoni Maina Gitonga, coordinatrice dell'International Tree Foundation; Andrey Laletin, presidente di Friends of the Siberian Forests; Woro Supartinah, del Network for Riau Forest Rescue in Indonesia. Nel pomeriggio è previsto un approfondimento giornalistico su “comunicare le foreste” e la redazione di un Appello dei giornalisti di Greenaccord sulle foreste.

La giornata conclusiva dei lavori, sabato 9 marzo, vedrà invece un focus specifico sul bacino amazzonico, cuore verde del mondo, dal quale dipende non solo la sopravvivenza di centinaia di migliaia di specie vegetali e animali, ma anche la possibilità reale di ridurre il riscaldamento globale entro limiti adeguati. L’area amazzonica sarà anche il tema del prossimo Sinodo dei Vescovi convocato da Papa Francesco per il mese di ottobre 2019. Per tale motivo, interverranno, Lorenzo Baldisseri, segretario generale del Sinodo dei Vescovi; Mauricio López, segretario esecutivo del Red Eclesial por l'Amazonía; oltre a Bruno Ratti, presidente della Geoknowledge Foundation e a Fritz Hinterberger, direttore scientifico del SERI (Sustainible Europe Reserch Institute).

Nella sessione conclusiva, come nelle passate edizioni, vi saranno gli interventi dei giornalisti aderenti alla rete di Greenaccord e verrà conferito il Premio giornalistico “Greenaccord International Award 2019”. A vincerlo, quest’anno, è la testata africana TVC News (Nigeria), segnalata dalla rete di giornalisti di Greenaccord, che si è distinta nella comunicazione ambientale. La scorsa edizione il Premio è stato assegnato al The Guardian come migliore testata europea per l’attenzione prestata alle tematiche ambientali.

Le sessioni di lavori sono state riconosciute valide dall'Ordine dei Giornalisti per la formazione professionale. Per i giornalisti che vi prenderanno parte, previa iscrizione sul sito S.I.Ge.F (www.sigef-odg.lansystems.it), verranno riconosciuti 21 crediti divisi in due moduli.

 

Ufficio stampa GreenPress

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9-2-2019
“Religioni fondamentali per guidare verso un approccio più sostenibile alla produzione e consumo di cibo”

Esponenti delle principali religioni mondiali al convegno organizzato dall'associazione di giornalismo ambientale Greenaccord Onlus e dall'Arsial. “Riscopriamo il ruolo di dialogo e inclusione sociale del cibo”

Nel dialogo interreligioso anche il fattore cibo può ricoprire un ruolo significativo in quanto  rappresenta un elemento che, dalla sua produzione al consumo, può contribuire a vincere le resistenze, ad aprirsi al nuovo e al differente, a sperimentare forme di contaminazione che incuriosiscano e attirino attenzione. Di questi temi si è parlato durante la tavola rotonda “Il valore e il significato del cibo nelle religioni” che ha concluso i lavori del convegno “Attorno al cibo per costruire dialogo, incontro, confronto e pace”, organizzato dall'associazione di giornalismo ambientale Greenaccord Onlus, in collaborazione con la Regione Lazio e l'Arsial (Agenzia regionale per lo Sviluppo e Innovazione dell'Agricoltura del Lazio), presso l'Aula Magna dell'Università Augustinianum a Roma.

Nell'intervento introduttivo, Efrem Moiso del centro studi e Osservatorio Legislativo dell'Ente Nazionale Microcredito ha sottolineato lo scopo sociale del Microcredito che consiste “nell'aiutare chi affronta un momento critico della propria vita mettendolo nelle condizioni di gestire autonomamente un bilancio familiare o societario, come avviene nei tanti progetti giovanili avviati per la filiera del cibo”.

Quello della mistica dell'ambiente è un tema di grande confronto e condivisione fra le diverse culture religiose. Come ha sottolineato Paolo Trianni, teologo cattolico, “occorre sostenere un cristianesimo ambientalista e sensibile ad una teologia che privilegi la dimensione mistica della natura. La Chiesa - ha aggiunto Trianni - dovrebbe orientarsi verso il vegetarianesimo, sostenere le motivazioni ecologiche, partendo dal presupposto che una delle cause principali dei disastri ambientali della nostra epoca è proprio l'industria alimentare che crea gas, distrugge foreste per allevare animali e consuma un'infinita di acqua”.

Sandro Di Castro, ex presidente della comunità ebraica romana, ha raccontato diversi aneddoti a sostegno dell'importanza data dalla religione ebraica all'attenzione per la natura. Andiamo sempre più verso una società multiculturale e il cibo può favorire questo dialogo, aiutando ad abbattere ogni forma di intolleranza".

Quello dell'inclusione e del multiculturalismo è un tema molto sentito da Mansur Abd al-Hayy Baudo, rappresentante del Corei, la comunità di religione islamica. Incontro, confronto e scambio sono strade “praticabili e sostenibili” anche attraverso lo strumento alimentare.

La sacralità del cibo è centrale anche nella religione induista. A ricordarlo è stata la testimonianza di Svamini Hamsananda, vice presidente comunità Induista. “La nostra religione si fonda su una grande attenzione ecologica da cui nasce il concetto di interrelazione e il cibo per eccellenza è una di queste relazioni da mantenere le altre persone. Il cibo è un fatto sociale e culturale, ma è soprattutto un atto religioso e non a caso ogni nostro gesto è accompagnato sempre da acqua e cibo”.

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12-12-2018
Cibo, fattore anti-intolleranza. Pace e dialogo si costruiscono a tavola

L'associazione di giornalismo ambientale Greenaccord Onlus in collaborazione con la Regione Lazio e l'Agenzia regionale per lo Sviluppo e Innovazione dell'Agricoltura del Lazio organizza una giornata di studio per indagare sul ruolo del cibo e dell'agricoltura nel dialogo proficuo tra i popoli

Roma, 5 novembre 2018 – Sacro per tutte le religioni (e tradizioni) mondiali ma ormai da troppo tempo divenuto una ulteriore forma di strumento di profitto a svantaggio della salute, delle popolazioni locali e dell'ambiente. Eppure, tornando a dargli il giusto valore e significato, il cibo rappresenta un elemento che, dalla sua produzione al consumo, può contribuire a vincere le resistenze, ad aprirsi al nuovo e al differente, a sperimentare forme di contaminazione che incuriosiscano e attirino attenzione.

Può tornare ad essere uno strumento anti-intolleranza: elemento di congiunzione, di dialogo, di inclusione e convivenza pacifica, quanto mai urgente, considerando il progressivo affermarsi nella società occidentale di preoccupanti fenomeni di intolleranza verso cittadini stranieri.

Ma che cosa occorre per riconsegnare al cibo questi valori positivi? Le cose da fare non mancano: dal ripensare gli stili di consumo alla ricostruzione di tecniche di produzione e di filiere agricole che, riscoprendo i saperi tradizionali, riducano l'impatto ambientale e sociale dell'agricoltura e riaffermino la centralità dei piccoli produttori.

Per riflettere su questi temi cruciali, l'associazione di giornalismo ambientale Greenaccord Onlus in collaborazione con ARSIAL (Agenzia Regionale per lo Sviluppo e Innovazione dell'Agricoltura del Lazio), organizza a Roma martedì 4 dicembre, dalle 9 alle 14 nell'Aula Magna Augustinianum di Via Paolo VI, la giornata di studio “Attorno al cibo per costruire dialogo, incontro, confronto e pace”.

“L'appuntamento – spiega il presidente di Greenaccord, Alfonso Cauteruccio – è finalizzato ad una analisi puntuale su quanto il cibo, nella storia dell’alimentazione, rappresenta un elemento unificatore e di conoscenza delle persone e della loro cultura. Le religioni, inoltre, hanno un denso rapporto con il cibo ed il suo significato, con spunti di riflessione, di condivisione e di simbologia”.

Tra i relatori che interverranno: Sandro Di Castro, già Presidente della Comunità ebraica romana; Ernesto Di Renzo, Storico dell’alimentazione, Università di Roma Tor Vergata; Paolo Trianni, teologo cattolico; Yahya Pallavicini, Presidente COREIS (Comunità religiosa islamica italiana); Svamini Hamsananda, Vice Presidente Comunità induista.

Nel corso dell'incontro verranno raccontate storie di integrazione attraverso il cibo. Come l'esperienza di Semi di Libertà Onlus, che ha realizzato un microbirrificio all'interno del carcere romano di Rebibbia e il ruolo dell'agricoltura sociale in favore delle persone con disabilità attraverso la testimonianza di Salvatore Stingo, presidente Agricoltura Capodarco.

La giornata di studio è stata riconosciuta dall'Ordine dei Giornalisti del Lazio come evento valido per la formazione professionale. Ai giornalisti presenti, che si saranno iscritti preventivamente all'evento – già presente nella piattaforma SIGEF OdG (https://sigef-odg.lansystems.it) - verranno riconosciuti 5 crediti formativi.

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5-11-2018