L'estate sta finendo, arriva il mercato degli animali A Ossana torna la Fera dei Set

Il borgo dell'alta Val di Sole ospita anche quest'anno la consueta mostra dei capi appena scesi dagli alpeggi d'alta quota. Una festa per l'intero paese, con molti eventi collaterali, che affonda le radici in una tradizione secolare. E che permette anche di venire a contatto con il delicato rapporto tra uomo, animali ed elementi naturali

Ossana (TN), 2 settembre 2019 - Quando l'estate inizia a essere agli sgoccioli, per la montagna inizia un periodo particolarmente suggestivo: gli animali scendono dai pascoli d'alta quota dove si sono nutriti, le malghe vengono abbandonate e a valle è tempo di una tradizione secolare: la corsa all'acquisto delle bestie migliori, all'interno di una festa che coinvolge intere comunità. In Trentino questo appuntamento si chiama Fera dei Set ed è un'occasione preziosa di conoscenza, per chi non vive 365 giorni l'anno nei territori montani.

L'evento si terrà a Fucine di Ossana in Val di Sole il 7 e 8 settembre Dalle 14 del sabato saranno esposte varie razze di conigli e specie avicole. Il giorno dopo, dalle 9, si aggiungeranno mucche da latte, vitellini, capre e pecore. 

“Nel corso degli anni siamo riusciti a rivitalizzare questo appuntamento che per noi cittadini della valle rappresenta un pezzo di storia. Affonda le radici nei secoli ma oggi diventa anche una vetrina per far comprendere il delicato equilibrio tra uomo, animali e contesto alpino” spiega il sindaco di Ossana, Luciano Dell'Eva. Una prova della riconquistata centralità del mercato degli animali è nel numero di capi esposti, cresciuto anno dopo anno. “Per questa edizione ne abbiamo oltre 150”.

Al fianco della mostra vera e propria, molte iniziative coinvolgeranno le vie del paese per quella che sarà una vera e propria festa: il mercato contadino e una mostra micologica nella scuola media di Fucine, la degustazione guidata di miele abbinato ai migliori formaggi del territorio nel municipio e l'inaugurazione dell'Agrimarket “La dispensa”: un supermercato piuttosto particolare quest'ultimo. È infatti stato aperto in un locale concesso dall'amministrazione comunale di Ossana ma con un vincolo ben preciso: offrire quasi esclusivamente prodotti sfusi, realizzati da aziende locali, il tutto senza sacchetti di plastica, neanche quelli compostabili. Una vetrina per le eccellenze del proprio territorio e allo stesso tempo un monito per la diffusione di stili di consumo a minore impatto ambientale.

Per i bambini è previsto poi un programma speciale: alle 10 un laboratorio per la conoscenza dei semi al Bosco Derniga, un'oasi naturale nel bosco vicino alle case di Ossana nel quale viene riprodotta la varietà e biodiversità del Trentino e permette ai piccoli visitatori di interagire con la natura a tutto tondo.

L’evento è organizzato dall’Unione Allevatori Val di Sole in collaborazione con Comune di Ossanaristoratori di OssanaAzienda Turismo Val di SoleStrada della Mela e dei Sapori delle Valli di Non e di SoleCasse Rurali della Val di Sole e con il patrocinio della Federazione Provinciale Allevatori.

Il programma completo della Fera dei Set 2019 è disponibile su www.valdisole.net/it/Fera-dei-Set.

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3-9-2019
Niente packaging, plastica e (quasi) solo prodotti locali Il supermercato diventa veicolo di buone pratiche

Nel borgo di Ossana, nella trentina Val di Sole, il Comune ha assegnato un immobile di proprietà comunale per realizzare un supermarket a basso impatto: niente confezioni di plastica, obbligo di vendere la maggior parte di prodotti sfusi e provenienti in larga parte da massimo 110 chilometri. Ad aggiudicarselo, una giovane imprenditrice con un obiettivo: creare un agrodistretto biologico ai piedi dell'Ortles Cevedale

Ossana, 11 giugno 2019 - Il packaging: il più delle volte è del tutto superfluo. E un supermercato può diventare una vetrina di prodotti locali e contribuire al rafforzamento delle economie territoriali e delle filiere corte. Sono i due fili conduttori che porteranno alla nascita in Alta Val di Sole di un punto vendita piuttosto particolare: un supermarket che offre quasi esclusivamente prodotti sfusi, realizzati da aziende operanti nell'arco di una manciata di chilometri e abolendo del tutto i sacchetti di plastica (per quanto compostabili).

L'idea è partita dal Comune di Ossana, borgo trentino che da anni sta realizzando una serie di scelte per ridurre la propria impronta ecologica, a partire da quelli del settore turistico ed è in prima linea per scelte di sostenibilità ambientale.

“Dovevamo assegnare un locale di proprietà comunale a Fucine, una frazione del nostro Comune, attraverso un bando di gara” spiega il sindaco di Ossana, Luciano Dell'Eva. “Per questo ci siamo chiesti: perché non cogliere l'occasione per assegnalo a chi voglia trasformarlo in un punto vendita in grado di essere strumento di valorizzazione del nostro territorio? In Val di Sole abbiamo decine di produttori agricoli, allevatori e altre piccole imprese che faticano a trovare spazio nella Grande distribuzione organizzata classica e vengono messe a repentaglio dalle sue logiche spietate”.

Da qui l'idea del bando con vincoli precisi e stringenti: obbligo di vendere i prodotti alimentari secchi o senza confezionamento in plastica o altro materiale (per una quota di almeno il 70%) o usando vetro (per almeno il 20%). La soglia sale ad almeno il 90% per i prodotti liquidi (olio, vino e altre bevande) che, in più, per il 75% dovranno essere stati prodotti o trasformati entro 110 chilometri dal punto vendita.

Norme analoghe anche per il banco frigo (90% dei i prodotti sfusi o in vetro e l'80% dovrà provenire da massimo 40 chilometri di distanza) e per quelli ortofrutticoli freschi o trasformati come salse, sughi, creme e marmellate (90% sfusi o in vetro, dei quali 70% entro i 40 km e 20 entro i 110 km).

Inoltre, per i prodotti destinati alla pulizia e all'igiene, oltre ai requisiti dell'assenza di packaging e della provenienza territoriale, è stato inserito un obbligo di venderli in maxi-confezioni di vetro o alluminio per almeno il 20% del totale. Per trasportare la spesa poi tutti i contenitori dovranno essere realizzati in carta, stoffa o altro tessuto riutilizzabile. Niente plastica, insomma.

Ad aggiudicarsi il bando è stata la titolare di un'azienda agricola biologica della zona, Patrizia Pedergnana: una ragazza giovane della Val di Pejo, che ha deciso di “tornare alla terra” convinta che coniugare attività umane e tutela dell'ambiente e della biodiversità sia non solo necessario ma anche possibile, che si è messa in rete con altri produttori locali, come il giovane Giacomo

Bertolini, che produce piccoli frutti, e Marina Panizza, che produce aceto di mele selvatiche e raccoglie erbe spontanee.

Nella sua azienda da tempo produce tipicità agricole locali, “compresi i famosi crauti di montagna” spiega Patrizia. In più, insieme a un'associazione locale, è diventata “Custode dei semi” per salvarli dall'estinzione. “È per me un onore coltivare le antiche sementi della Val di Sole. Credo sia un passo concreto per salvare la biodiversità e riportare alla via un pezzo della storia dei nostri nonni. Peraltro, i semi tradizionali dimostrano di avere una grande capacità di adattamento alle condizioni del territorio di origine per quanto difficili possano essere”.

Per lei, il nuovo supermarket è un passo in più verso il suo obiettivo: “Creare un piccolo agrodistretto biologico a chilometro zero, ai piedi delle vette alpine dell'Ortles Cevedale”. Per riuscirci ovviamente, cruciale è la collaborazione sia dei vari produttori locali sia dei consumatori finali (“hanno uno straordinario potere nelle loro mani eppure ancora troppo poco spesso se ne rendono conto” confessa). Ma anche i titolari dei punti vendita possono fare molto: “il nuovo supermercato diventerà anche un riferimento per una serie di servizi che facilitano la vita della popolazione: free wi fi, servizio di prenotazione visite specialistiche, servizio di stampa dei referti medici e di assistenza all'accesso della cartella clinica elettronica, punto di recapito dei medicinali inviati dalle farmacie dei comuni limitrofi, servizio di consegna della spesa a domicilio”.

 

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11-6-2019
L'arte al servizio dell'ambiente - In alta Val di Sole una mostra sui rischi del climate change

 

Venerdì 28 giugno al via la mostra “La forma del vento”: dieci installazioni dell'artista trentino Stefano Cagol per sensibilizzare sulle conseguenze spesso sottovalutate dei cambiamenti climatici. All'inaugurazione un gruppo dei ragazzi del movimento internazionale Fridays for Future, ideato dalla svedese Greta Thunberg

Ossana, 11 giugno 2019 - Anche l'arte si pone al fianco delle nuove generazioni che, con uno “sciopero mondiale pro-clima” mai visto prima, stanno tentando di dare una scossa ai governanti di tutto il globo. Obiettivo: aumentare la consapevolezza dell'opinione pubblica sui rischi che l'intera umanità sta correndo per colpa dei cambiamenti climatici causati dall'uomo. Un trend preoccupante che certamente interessa, in primo luogo, i delicati ecosistemi montani.

Per questo, il pittoresco scenario del Castello di San Michele, nel borgo di Ossana in alta Val di Sole, ospiterà per tutta l'estate la mostra “La forma del vento” (aperta tutti i giorni dalle 10 alle 12.30 e dalle 14.00 alle 18.30 Ingresso: 4 euro, include biglietto di entrata al castello). Il giorno scelto per l'inaugurazione – il 28 giugno - è un venerdì. E non è un caso: è il giorno che dà il nome a Fridays for future, il movimento studentesco mondiale nato con la giovane attivista svedese Greta Thunberg, che sarà presente, con una delegazione, al taglio del nastro.

La mostra è stata realizzata dall'artista trentino Stefano Cagol: attraverso installazioni, video e opere fotografiche, si confronta con temi globali quali la sparizione dei ghiacci e il climate change. Sarà presentata al pubblico una selezione di una decina di opere, alcune realizzate appositamente, altre che attingono alle esperienze più significative dell’artista, dando vita a un percorso espositivo fortemente evocativo e immersivo: neve che brucia, zolle di terra che fuggono in aria, un terreno che viene ancora ferito. Occasioni di molteplici livelli di lettura, evocativi di una realtà complessa che spesso viene sottovalutata, ma che è già di fronte ai nostri occhi (e provoca danni alla nostra vita quotidiana).

“Ho scelto di partire da elementi fortemente legati all’identità di questo luogo d’eccezione, il Castello di San Michele di Ossana, abbarbicato su uno sperone di roccia ventoso all’incrocio tra le valli, a picco sul corso d’acqua, in un luogo dove la storia narra di antiche miniere” spiega Cagol. “Da questi spunti, ho scelto di procedere per metafore affiancando scenari diversi tra loro, come molteplici tasselli di un unico mosaico, di quel tema tanto importante quanto inafferrabile nel profondo come il cambio climatico”.

Le opere selezionate affrontano cause ed effetti, macro e microsistemi, fenomeni iperdiffusi che però al tempo stesso sono difficili da afferrare. Mutevoli, multiformi. Incostanti, proprio come il vento. “I fenomeni inaspettati del clima hanno portato tragedie anche in questi territori e negli ultimi tempi il vento ha sradicato le piante in più luoghi in queste vallate alpine” ricorda il sindaco di Ossana, Luciano Dell'Eva. “Troppo spesso notiamo la natura solo quando si manifesta in maniera estrema e distruttiva, senza accorgerci che questi sono sintomi inesorabili di un sistema complesso di cambiamenti climatici e di disequilibrio nel nostro rapporto con la natura”.

La presenza a Ossana di una mostra che punta a far riflettere sui cambiamenti climatici non è comunque casuale. Il borgo trentino infatti, da anni sta portando avanti una serie di scelte per ridurre la propria impronta ecologica, a partire dalla concessione a canone agevolato di un negozio di prodotti alimentari sfusi a KM0 e la riqualificazione energetica dell’illuminazione pubbliche. “La nostra è una scelta etica e di responsabilità verso la nostra cittadinanza e le future generazioni – osserva l'assessore alla Cultura e al Turismo, Laura Marinelli – ma c'è anche un ritorno economico in nostro favore. Il nostro Comune, due anni fa, è stato insignito del riconoscimento di “cielo più bello d'Italia” da “Astronomitaly”, Rete Nazionale del Turismo Astronomico, con l'obiettivo di valorizzare i luoghi a bassa percentuale di inquinamento luminoso. Tutelare il nostro territorio significa garantire un futuro di benessere e prosperità alle nostre imprese e alla nostra gente”.

CARTELLA FOTO E LOCANDINA: https://my.pcloud.com/publink/show?code=XZV0HN7ZcPMD0OpyuQyCzr8QRzILJzqJxwWV

 

LE OPERE IN MOSTRA

In “Over Two Thousand” (2007) la neve è in fiamme. Questo ossimoro è stato innescato dall’artista sulle Alpi per realizzare l’opera video. Non è ricorso a meccanismi digitali, ma ha messo alla prova le leggi stesse della fisica. Le lingue di fuoco si muovono con naturalità sinuosa e sempre diverse, toccando il ghiaccio e il cielo, evocando infiniti intrecci di opposti: tra attrazione e fuga, terra e cielo, presenza umana e natura, energia e distruzione…

L’opera ricorda il processo in atto di sparizione dei ghiacciai, che affligge in particolare anche quelli presenti sulle Alpi e sulle cime tutte attorno, dove la concentrazione dei ghiacciai, tra catene dell’Adamello Brenta e Ortles Cevedale, è particolarmente fitta. Sono quei ghiacciai che l’artista quando era piccolo sentiva chiamare dal padre “ghiacci eterni”. Alla fusione dei ghiacciai rimanda anche un altro progetto dell’artista dal titolo “The Ice Monolith”, realizzato per la Biennale di Venezia nel 2013 come parte del Padiglione nazionale delle Maldive, tutto rivolto alle problematiche del cambio climatico. A Venezia Cagol aveva portato un blocco di ghiaccio lasciato fondere, rimbalzato da The New York Times e BBC e ora consacrato nell’ultimo libro della studiosa americana Julie Reiss, tra le tre opere che hanno raccontato meglio l’oggi usando il ghiaccio. L’idea di un futuro in pericolo torna nella recente performance “Eterno” della quale in mostra vediamo una documentazione video: una lapidaria scritta che richiama l’immutabilità dello status quo e, invece, subisce un inesorabile processo di svanimento.

“New Experiments on Vacua” (2016) è il titolo del corpus di opere video e fotografiche che Stefano Cagol ha realizzato nell’area tedesca della Ruhr, famosa per il suo intenso sfruttamento industriale e minerario. Il vuoto del titolo (una citazione da un’opera dello studioso del ‘600 Blaise Pascal) evoca le cavità del sottosuolo, ma diviene anche simbolo della distanza che abbiamo preso dalla natura. L’opera instaura un inevitabile collegamento con il passato dell’area, legato alla presenza di miniere e allo scambio delle materie prime, mettendo in evidenza il cambiamento del nostro rapporto con quanto ci circonda. Della serie fanno parte immagini nelle quali zolle di terra fuggono verso il cielo e un piccone continua a ferire il terreno. L’artista evoca figure fuori dal tempo e dallo spazio, misteriose come quella figura che imbraccia in “Trigger the Border” (2013) uno spray per generare una fiammata verso la luna, al tempo stesso cavaliere e drago. “Generavo fiammate incendiando il gas di una bomboletta di lacca di capelli, imitando le ostentazioni di predominio delle gang metropolitane e simulando metaforicamente le emissioni nocive della società contemporanea” racconta l’artista di quest’opera realizzata nella notte artica, in luoghi dell’estremo nord dove Cagol ha lavorato molto a partire dal 2010, dichiarando quanto l’esperienza artica abbia cambiato la sua ricerca.

Artico e Antartico. L’installazione “Bouvet Island” fa parte di una serie di sculture in alluminio tagliato e piegato a mano che l’artista realizza sul posto per dare vita a opere ogni volta uniche. Prende il titolo da un’isola norvegese, ma nell’Antartico, considerata una delle isole più remote del pianeta, fatta di roccia e ghiaccio, inavvicinabile per l’uomo, ma ricca di fauna, tanto da rappresentare simbolicamente gli opposti e le contraddizioni della nostra vicinanza-distanza dalla natura, amplificate dal Caso Vela, l’esplosione nucleare tra le più misteriose, registrata vicino a quest’isola dai rilevatori, mai rivendicata.

Nell’opera video “Flags” (2007) ombre si muovono freneticamente su immobili mura antiche evocando attraverso un’immagine astratta la forza dei venti. Fanno riflettere sul fatto che aumenti nella velocità dei venti sono stati registrati in un atlante europeo dal Risø National Laboratory e lo scenario sui cambiamenti climatici prevede già da tempo come "le velocità estreme del vento aumenteranno di circa il 5-10% nei prossimi 100 anni" (Räisänen et al., 2003), mentre la circolazione delle masse d’aria dell’alta troposfera che influiscono sul clima a livello dell’atmosfera terrestre viene inesorabilmente rilevata come mutata – a causa di un processo identificato come amplificazione artica.

A chiosa dell’intera mostra, l’opera eponima “La Forma del Vento”, realizzata in maniera site-specific in relazione con l’architettura e con il luogo, dialoga con il vento come elemento della natura onnipresente su questo sperone di roccia. Ricordando antichi stendardi, queste “streamer flag” di decine di metri, visibili da lontano, disegnano e sottolineano il vento, la sua presenza, il suo mutare.

L’ARTISTA

Stefano Cagol (Trento, 1969) nel 2019 è protagonista di una mostra personale al MA*GA Art Museum di Gallarate e partecipa alla Biennale di Curitiba e alla mostra Scrivere la storia del futuro allo ZKM di Karlsruhe.

Ha partecipato alla 2a OFF Biennale Cairo, Manifesta 11, 55a Biennale di Venezia, 1a Biennale di Singapore. Tra i riconoscimenti, ha ricevuto il premio Visit di Innogy Foundation e il Premio Terna per l'arte contemporanea, inoltre ha all’attivo la partecipazione a numerosi programmi di artist in residence a livello internazionale. 

Ha studiato all'Accademia di Brera a Milano e ottenuto una borsa di studio post-dottorato del governo canadese in video arte presso la Ryerson University di Toronto.  

IL CASTELLO

Il castello risale probabilmente all’epoca dei Longobardi (secoli VI-VIII); ma le prime testimonianze del Castello di Ossana o Castello di San Michele, chiamato così dal santo a cui era dedicata la cappella, risalgono al 1191. Posto in posizione strategica tra la regione trentina e l'alto bresciano, godeva di una piena amministrazione civile e penale coperta dalla Curia Episcopale. Costruito su uno sperone di roccia difficilmente accessibile da tre lati, fu abitato da diverse famiglie nobiliari: prima funzionari vescovili, poi i conti Tirolo-Gorizia. Nel XV secolo l’investitura passò ai de Federici della vicina Val Camonica, poi agli Heydorf e ai Bertelli. A cavallo fra Ottocento e Novecento fu comproprietaria del maniero Bertha von Suttner, Premio Nobel per la pace nel 1905. Il castello presenta nel suo possente mastio alto circa 25 metri l'elemento architettonico più caratteristico e meglio conservato dell'intero complesso.

Di interesse nel comune di Ossana è anche la Casa degli affreschi, raro esempio di casa medievale con decorazione pittorica quattrocentesca rimessa in luce nell'estate del 2000. Il ciclo affrescato è di particolare interesse perché, accanto a soggetti religiosi, presenta scene a carattere profano e assai rari sono gli apparati decorativi risalenti a quell'epoca e di tema non sacro realizzati su edifici civili che non siano castelli o residenze signorili. Alcuni aspetti iconografici e stilistici rimandano alla produzione dei Baschenis, altri rivelano una componente veneta.

 

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11-6-2019
Cambiamenti climatici: per sconfiggerli occorre conoscerli. A Ossana una serata con Luca Mercalli

Il Comune di Ossana in alta Val di Sole ha organizzato per il 28 marzo prossimo una serata al Teatro Comunale con il presidente della Società Meteorologica Italiana. Obiettivo: spiegare ai cittadini l'impatto del climate change sulla vita delle comunità montane e indicare possibili azioni di contrasto.

Ossana, 25 marzo 2019 - I cambiamenti climatici sono ormai una realtà incontrovertibile. E chi vive in montagna lo sa bene: tra scioglimento dei ghiacciai, l'innalzamento del limite delle nevicate e, al contrario, l'aumento degli eventi meteo estremi, la quotidianità delle comunità montane è sempre più complessa. Per invertire la tendenza è cruciale l'impegno di tutti i cittadini. E tale impegno passa per una maggiore consapevolezza della situazione che stiamo vivendo. Per questo, il Comune di Ossana, borgo storico in alta Val di Sole, in prima linea per le scelte green e di riduzione degli impatti ambientali, ha organizzato un incontro con uno dei meteorologi più noti e apprezzati dal pubblico: Luca Mercalli, presidente della società meteorologica italiana e giornalista scientifico de La Stampa e della RAI.

L'appuntamento, a ingresso gratuito, è per giovedì 28 marzo alle 20.30 al Teatro Comunale di Ossana. Insieme a Mercalli, interverrà anche Roberto Barbiero, climatologo dell'Osservatorio Trentino sul Clima.

“Le amministrazioni comunali sono il primo baluardo dello Stato nel territorio – ha commentato il sindaco di Ossana, Luciano dell'Eva – ed è quindi nostro preciso compito quello di spiegare ai nostri cittadini (residenti e ospiti) qual è la situazione cui andiamo incontro, i rischi per le nostre comunità e le direttrici lungo le quali siamo chiamati, tutti insieme, a dare il nostro contributo”.

La sostenibilità ambientale sarà anche al centro di una lezione rivolta agli studenti Centro di Formazione Professionale di Ossana, prima scuola certificata di ecoristorazione in Italia, il giorno successivo, venerdì 29 marzo. Dalle ore 10 infatti, Luca Mercalli terrà una lezione con la classe IV del Centro (ai quali si aggiungeranno alcuni studenti del III anno). Seguirà alle ore 12.00 un breve pranzo didattico a tema "Ecoristorazione" preparato proprio dagli studenti.

 

 

 

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25-3-2019
Il borgo con il “cielo più bello d'Italia” contro l'inquinamento luminoso: “Fa male all'economia e alla nostra salute”

Il comune di Ossana in alta Val di Sole, insignito nel 2017 con il titolo di “borgo con il cielo più bello d'Italia”, aderisce alla giornata M'Illumino di Meno ideata da Caterpillar e Rai Radio 2. Un modo per sensibilizzare dai rischi ormai conclamati dell'abuso di luci nei nostri centri urbani e diffondere stili di vita più corretti

Ossana, 27 febbraio 2019 - Non è solo un'immagine poetica o una questione di sensibilità ambientale. Tutelare il buio della notte è anche un ottimo investimento in favore della nostra salute. L'inquinamento luminoso è una bomba a orologeria ormai appurata dai medici. L'eccessiva esposizione alle fonti luminose riduce la produzione di melatonina e sconvolge il ritmo sonno-veglia. Conseguenze? Stress, stanchezza, aumento di peso. E anche il rischio di cancro cresce del 30%.

Per un'amministrazione pubblica sensibilizzare i cittadini sull'importanza di tagliare le luci non necessarie e scegliere forme di illuminazione meno impattanti è quindi cruciale. In l'Italia poi il problema è ancora più diffuso che altrove. Otto italiani su dieci (a fronte di una media europea del 60%) non possono vedere il cielo stellato incontaminato. Per troppi, osservare la Via Lattea, dichiarata patrimonio dell'umanità dall'Unesco, è ormai una chimera.

Per questo il Comune di Ossana, nell'alta Val di Sole, come ogni anno, ha deciso di aderire il 1° Marzo prossimo alla nuova edizione di M'illumino di Meno, la giornata del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili, ideata nel 2005 da Caterpillar e Rai Radio2 per chiedere ai propri ascoltatori di spegnere tutte le luci che non sono indispensabili. Un'iniziativa simbolica e concreta che fa del bene al pianeta e ai suoi abitanti ma che per il borgo trentino assume una valenza in più.

Il borgo di Ossana è stato infatti insignito fin dal 2017 del riconoscimento di “cielo più bello d'Italia” da “Astronomitaly”, Rete Nazionale del Turismo Astronomico, con l'obiettivo di valorizzare i luoghi a bassa percentuale di inquinamento luminoso. “Siamo ormai un punto di riferimento ben conosciuto dai tanti appassionati di astronomia che sanno di poter trovare qui da noi le condizioni ideali per osservare l'universo che ci circonda” spiega il sindaco di Ossana, Luciano Dell'Eva. “Tutelare il nostro cielo dall'eccessivo inquinamento luminoso è quindi un investimento per il futuro ma anche un'occasione per diffondere corretti stili di vita tra i nostri cittadini e i nostri ospiti”.

Per celebrare la Giornata M'Illumino di meno, la sera del 1° Marzo verrà organizzata nel cinema comunale di Ossana una proiezione, ad ingresso gratuito, del docu-film Human di Yann Arthus-Betrand, presentato fuori concorso alla 72a edizione della Mostra internazionale del cinema di Venezia. Nel film vengono proposte le interviste di 110 persone di tutto il pianeta su varie tematiche della vita. Le interviste si susseguono rapidamente senza lasciare allo spettatore particolari riferimenti visivi sulla provenienza geografica dell'interlocutore. All’iniziativa aderiscono anche i Comuni della gestione associata: Vermiglio, Peio e Pellizzano, che spegneranno l’illuminazione pubblica dalle 19 alle 20.30.

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27-2-2019
I Presepi di Ossana fanno boom: +60% di visitatori. E c'è già l'obiettivo per l'anno prossimo: il Guinness dei primati

L'esposizione degli oltre 1400 presepi nel pittoresco borgo dell'alta Val di Sole ha fatto registrare 35mila presenze (contro le 26mila dell'anno scorso). Entusiasti gli organizzatori che lanciano l'appello agli appassionati: portateci i vostri presepi artigianali ed entriamo insieme nel Guinness dei Primati 

Ossana (TN), 8 gennaio 2019 - Anche per il pubblico di appassionati, il pittoresco borgo di Ossana in Alta Val di Sole è ormai, sempre più, il “borgo dei Presepi” per eccellenza. Lo dimostrano i numeri finali dell'edizione 2018, ufficializzati dagli organizzatori dell'esposizione natalizia di copie della Natività. Un vero boom rispetto solo a 12 mesi fa: + 60% di presenze (passate dalle 22mila del 2017 alle 35mila di quest'anno), +69% di picco d'ingressi alle maestose rovine del Castello di San Michele che ospitavano i tradizionali mercatini di Natale (28mila in tutto il periodo della manifestazione e 2700 persone in un solo giorno, il 30 dicembre, rispetto ai 1600 dell'anno scorso). L'aumento di presenze è stato certificato anche dagli espositori che offrivano i propri prodotti (rigorosamente artigianali e della Val di Sole) nelle casette in legno dei mercatini.

Anche le novità introdotte quest'anno, come “l'Elfoslitta” che permetteva di fare un tour virtuale sopra il cielo di Ossana insieme a Babbo Natale, è stata presa d'assalto da 2000 visitatori, piccoli e grandi. Un successo che fa anche del bene. Gli incassi ottenuti dalla slitta saranno infatti devoluti alla Associazione Latinoamericana in Italia ALI Onlus che si occupa di inviare medicinali e beni di prima necessità alla popolazione del Venezuela (dal paese sudamericano infatti arrivavano quest'anno circa 200 delle opere esposte).

Un successo al di là di ogni aspettativa per il Comune di Ossana che, anno dopo anno, conferma la bontà di puntare sull'elemento più tradizionale delle festività natalizie – il Presepe – per risvegliare la passione che accomuna molti italiani e stranieri. “Questi numeri ci rendono orgogliosi – commenta il sindaco Luciano Dell'Eva – e sono un riconoscimento delle nostre scelte, degli sforzi dei tanti volontari e concittadini che si sono spesi con passione per la riuscita di questa edizione. Ma sono anche uno sprone a fare ancora di più e meglio già l'anno prossimo”.

Quest'anno i visitatori hanno potuto ammirare circa 1400 opere lungo le vie del borgo, all'interno del castello e in alcuni dei chiostri, delle corti e dei palazzi più affascinanti di Ossana. Anche in questo caso, l'aumento di rappresentazioni della Natività rispetto all'anno scorso è stato significativo (erano circa 1000 nel 2017). I risultati in termini di pubblico spingono ad alzare ulteriormente l'asticella. Per l'edizione del prossimo anno - la 20esima - l'obiettivo è ambizioso ma non irrealistico: entrare ufficialmente nel Guinness dei Primati, superando i 2000 presepi esposti.

“La passione che abbiamo notato tra i visitatori per questo simbolo del Natale ci fa dire che il nostro sogno è a portata di mano” aggiunge Dell'Eva. Il sindaco di Ossana lancia quindi un invito a tutti i turisti che nelle prossime settimane o nella prossima stagione estiva visiteranno la Val di Sole: “portateci le vostre opere artigianali, grandi o piccole che siamo. Le più belle le collocheremo nei tanti spazi suggestivi che il nostro paese ha da offrire”.

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8-1-2019
Il piccolo borgo green dei 1500 presepi: sono 4 volte più delle famiglie residenti

La celebre esposizione di presepi di Ossana, borgo della Val di Sole, arriva quest'anno a sfiorare le 1500 opere. Tra loro, 100 arrivano dal Venezuela: il Comune ha organizzato una    spedizione per salvarle dai tumulti che stanno dilaniando lo Stato sudamericano. Tutti saranno esposti tra le vie più suggestive del paese e nel Castello di San Michele. Insieme ai classici mercatini e a una avveniristica slitta che, grazie alla realtà virtuale, fa ripercorrere il viaggio di Babbo Natale

Ossana, 15 novembre 2018 – È ormai conosciuto a livello nazionale e internazionale per la sua enorme collezione di presepi che ha raggiunto dimensioni impressionanti: oltre 1400 opere. Quattro volte di più delle famiglie che risiedono nel Comune. Quella collezione imponente ogni anno viene esposta lungo le vie più suggestive del Paese. Un appuntamento che attira decine di migliaia di turisti nel periodo natalizio (l'anno scorso si sono contate oltre 25mila presenze).

Quest'anno – dal 30 novembre al 6 gennaio - i presepi di Ossana, nell'Alta Val di Sole, si arricchiscono di una storia molto particolare. Che unisce la proverbiale solidarietà montanara con le drammatiche notizie che arrivano da oltreoceano. Il Comune di Ossana ha infatti ricevuto da un'anziana signora venezuelana, madre di una ragazza che abita nel borgo da 15 anni, una particolare richiesta di aiuto: voleva inviare in Trentino alcune rappresentazioni della Natività realizzate da artisti venezuelani che lei aveva raccolto e che sono ora messe in pericolo dai tumulti che stanno dilaniando il Paese latinoamericano, sull'orlo della guerra civile. “Mia madre Carmen ha creato una collezione di presepi artigianali. Ognuno è realizzato con materiali poveri e riciclati. Tessuto, argilla, terracotta, legno, avorio vegetale delle foreste pluviali. Ognuno ha una sua storia” spiega la figlia Lisbeth Giménez. Uno in particolare è dell'artista Carlos Hernandez di Valencia (150 km a ovest di Caracas), le cui opere, che raccontano la tradizione del presepe diffusasi anche tra gli aborigeni (le tribù che ancora vivono nelle foreste tropicali del Paese), gli sono valse il riconoscimento di Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità dall'Unesco nel 2005. “Questi presepi rappresentano la bellezza delle radici della nostra terra benedetta, multiculturale, aperta, meravigliosa che sta passando un momento terribile”.

TANTI ESEMPI DIVERSI PER RICORDARE LA NATIVITÀ

Il Comune di Ossana ha così accolto la richiesta della signora Carmen e ha organizzato l'invio dei presepi e raccolto i fondi necessari, superando le mille difficoltà burocratiche che non mancano nemmeno per una spedizione di opere natalizie. “Siamo felici che la nostra raccolta si arricchisca di opere così particolari. Segno dell'importanza che la manifestazione sta accrescendo la propria importanza anno dopo anno” ha commentato il sindaco di Ossana, Luciano Dell'Eva.

E così i presepi di oltre oceano si uniscono alle altre centinaia di rappresentazioni, che saranno distribuite fra le strade e i palazzi più significativi di Ossana, fino a raggiungere le imponenti e scenografiche rovine del Castello di San Michele. Tra di esse alcuni molto particolari: un presepe in movimento che rappresenta la vita paesana di un tempo; un presepe dedicato alla Grande Guerra (conclusasi esattamente cento anni fa) che racconta un episodio di “pace separata” avvenuto nella notte di Natale; il presepe contenuto in una residenza storica di Ossana (Mas dei Voltolini) realizzato due anni fa in occasione dei 60 anni della tragedia aerea sul monte Giner a quota 2600 metri, avvenuta il 22 dicembre 1956, e la collezione di presepi contenuta nella quattrocentesca Casa degli Affreschi.

MERCATINI, CONCERTI E UNA “ELFOSLITTA” MAGICA

L'inaugurazione ufficiale della mostra è prevista per il 2 dicembre alle 16. Ma già dal 30 novembre fino al giorno dell'Epifania, i presepi saranno visitabili dalle 10 alle 22. Per i turisti che arriveranno a Ossana, il Comune ha previsto una sorta di “percorso guidato”: un filo rosso unirà tutto il sentiero. All'inizio, nella piazza centrale del Paese e alla fine (nel Castello di San Michele), due mercatini di Natale con 24 casette in legno con prodotti esclusivamente di artigianato locale e delle eccellenze gastronomiche trentine. E ogni weekend in programma concerti con musiche natalizie e rappresentazioni teatrali.

Ulteriore novità dell'edizione 2018, una “Elfoslitta” in legno che aspetta i visitatori, nella Casa di Babbo Natale. “Grazie a occhiali magici che immergono nella realtà virtuale, chi si siederà sulla slitta potrà vivere l'emozione del viaggio che tutti gli anni Babbo Natale, gli elfi e le renne compiono per arrivare fino ad Ossana a consegnare i regali” spiega Dell'Eva.

MERCATINI E PRESEPI STRUMENTO DI SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE

Ma i mercatini di Natale possono essere anche uno strumento per sensibilizzare a comportamenti responsabili e rispettosi dell'ambiente. Soprattutto per un paesino come Ossana che a settembre è   stato eletto, tra 9mila Comuni, come il “borgo più green d'Italia” dalla rivista di turismo Weekend Premium. Ecco perché il Comune ha previsto un piano di “mobilità sostenibile”: “non vogliamo che il successo delle nostre iniziative natalizie snaturi Ossana” ha spiegato il sindaco. “Quindi, i turisti residenti nei comuni limitrofi potranno arrivare con lo ski bus che per l'occasione sarà prolungato fino alle ore 19. Inoltre, tutto il centro storico di Ossana è stato di fatto reso pedonale, relegando le auto in due parcheggi esterni al paese”. Infine, l'amministrazione comunale ha rifatto l'intera illuminazione del centro cittadino, utilizzando led caldi a basso consumo. “Ci sembrava un segno tangibile di sensibilità. Ancor più opportuno visti i segnali che la natura ci ha inviato nelle settimane scorse e che hanno toccato anche la nostra bella Val di Sole”.

 

 

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15-11-2018
È Ossana il borgo più green d'Italia Il Comune dell'alta Val di Sole vince il premio Weekend Premium

La rivista specializzata in turismo ha conferito al comune trentino il proprio riconoscimento annuale durante un evento a Milano. Sei i fattori considerati per il premio: cielo stellato, uso di fonti energetiche rinnovabili, qualità della raccolta differenziata, agricoltura biologica, turismo responsabile e originalità della comunicazione.

Cielo stellato, energie pulite, turismo responsabile, raccolta differenziata, agricoltura biologica, comunicazione originale. Tanti fattori che hanno portato Ossana a un traguardo particolarmente significativo per un paese di appena 844 abitanti: il comune dell'alta Val di Sole è stato premiato a Milano come “borgo piùgreen d'Italia”. A conferire il riconoscimento è la rivista di turismo Weekend Premium.

“Questo risultato ci ripaga del duro lavoro portato avanti negli anni” ha commentato l'assessore alla Cultura del Comune di Ossana, Laura Marinelli ritirando il premio. “Scommettere sull'ambiente e sulle attività culturali che il nostro territorio è in grado di offrire può sembrare una scelta scontata ma va invece controcorrente rispetto all'idea di turismo di massa che magari produce grandi numeri ma snatura una comunità e finisce per danneggiare le attività tradizionali. Noi stiamo dimostrando che una strada diversa è possibile. Capace di coniugare crescita sostenibile, turismo di qualità, offerte culturali rispettose delle nostre tradizioni, tutela della natura”.

Sono sei in particolare le peculiarità che hanno portato la giuria di Weekend Premium a scegliere proprio Ossana tra le centinaia di borghi in gara. Particolare rilevanza è stata data al fatto che Ossana sia l'unico Comune italiano ad aver ricevuto la certificazione di “Cielo più bello d'Italia” nel 2017 da parte dell'associazione Astronomitaly, che riunisce gli appassionati di osservazioni di stelle e pianeti.

Ma è stato considerato anche l'importante investimento nelle energie rinnovabili: “tre centrali idroelettriche permettono al nostro Comune di generare più energia di quella necessaria al consumo locale” spiega Luciano Dell'Eva, sindaco di Ossana. “In questo modo possiamo vendere alla rete elettrica nazionale la restante energia. E questi introiti vengono reinvestiti nuovamente nell'efficientamento energetico e nello sviluppo locale sostenibile, anche attraverso il finanziamento di progetti per i giovani e le famiglie”.

Altro fattore positivo è legato alla raccolta differenziata (che nel Comune raggiunge il 73% dei rifiuti prodotti) e dalle attività agricole sostenibili: Ossana può infatti vantare da un lato un patrimonio forestale certificato e gestito in modo responsabile, all'interno della quale è stato realizzato negli anni scorsi BoscoDerniga, un “vivaio delle esperienze” nel quale, grazie un percorso sensoriale, pannelli informativi e giochi interattivi, è possibile apprendere i segreti del bosco alpino, vivendo un'esperienza emozionante, a contatto col profumo dei fiori, il gusto delle erbe aromatiche, il suono dei diversi tipi di legno.

Nel territorio di Ossana poi, il 50% delle aziende agricole sono biologiche ed esiste ancora una malga di proprietà comunale (sono appena 40 in tutta la Val di Sole) che viene utilizzata dagli allevatori locali per consentire alle proprie mucche di alimentarsi nei bellissimi prati. Grazie all'alimentazione completamente naturale, il formaggio creato dal latte di malga ha dei sapori e sfumature uniche. E in più, il paesaggio viene curato, evitando che, senza l'attività umana, il bosco prenda il sopravvento a scapito del paesaggio.

Ultimo fattore considerato dai giurati del premio è l'attività di comunicazione che Ossana sta portando avanti in modo originale per differenziarsi dal resto dell'offerta turistica mainstream. Piccolo borgo di montagna, vicino alle piste ma senza impianti (a una decina di chilometri dalle stazioni di Marilleva Tonale Peio e Madonna di Campiglio), ha deciso di enfatizzare la capacità di creare un’economia turistica attraverso la partecipazione dal basso dei propri abitanti. Questo ha permesso di rinsaldare i legami di comunità. Lo si può notare ad esempio nelle centinaia di presepi che vengono realizzati dai cittadini di Ossana lungo le vie del bordo fino ad arrivare al suggestivo Castello di San Michele, antico mastio che testimonia la ricchezza del territorio nel 1500. Una raccolta talmente numerosa da superare ormai il numero stesso degli abitanti di Ossana. Notizia che ha portato il borgo trentino tra le notizie di molti tg e programmi di approfondimento giornalistico nazionale.

“Premi come questo non si vincono da un giorno all'altro” spiega Dell'Eva. “Questo traguardo deve rendere felici tutti i concittadini di Ossana e spronarci a continuare su questa strada che sta portando vantaggi innegabili al nostro territorio: sia in termini di ritorno economico, sia di qualità della vita”

 

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30-10-2018