Pontedilegno-Tonale in pole position per le prime gare di sci alpinismo olimpico

Le Olimpiadi “italiane” del 2026 potrebbero essere le prime ad avere lo sci alpinismo tra le discipline olimpiche. Se l'ipotesi sarà confermata, il comprensorio Pontedilegno-Tonale è favorito per ospitare le gare. E intanto ha avviato contatti per ospitare gli allenamenti di alcune nazionali

Ponte di legno (BS), 26 giugno 2019 – Sede di allenamento di qualche delegazione olimpica e, se verrà effettivamente inserita tra le discipline olimpiche, location prestigiosa per le prime gare di sci alpinismo di un'Olimpiade. L'assegnazione all'Italia dei Giochi invernali 2026 rappresenta una grande opportunità anche per l'Alta Val Camonica.

“Il nostro comprensorio – spiega Alessandro Mottinelli, consigliere del consorzio Pontedilegno-Tonale e presidente di Adamello Ski Raid – trarrà senz'altro vantaggi dalle Olimpiadi. Un motivo di soddisfazione in più, che si aggiunge alla felicità della vittoria ufficializzata ieri dal Comitato Olimpico Internazionale. Abbiamo già iniziato a prendere contatti con alcune nazionali per fare del nostro territorio la sede dei loro allenamenti”.

A tutto ciò, c'è poi l'ipotesi (sempre più concreta) che lo sci alpinismo venga ammessa tra le discipline olimpiche del 2026. I segnali sono incoraggianti e il fatto che sia stata già inserita tra quelle degli Youth Olimpic Games di Losanna del 2020 (le Olimpiadi degli Under 18) è un segnale di grande apertura. Inoltre, il comitato organizzatore ha voce in capitolo per influenzare le decisioni del CIO. E l'Italia è senz'altro interessata ad avere tra le gare anche quella di sci alpinismo.

Se tutti gli indizi saranno confermati, la novità sarà ottima anche per l'alta Val Camonica e l’Alta Val di Sole: il comprensorio Pontedilegno-Tonale è infatti in pole position per ospitare le gare.

“Possiamo dire di essere i favoriti per ospitare le gare di questa disciplina qualora fosse riconosciuta come olimpica – conferma Michele Bertolini, direttore del comprensorio Pontedilegno-Tonale - e dalla regione Lombardia arrivano tutti segnali in questo senso.”

Le frecce in favore del Tonale non mancano di certo: ha già ospitato le ultime due edizioni dei campionati italiani under 23 che si sono dimostrate un esempio di organizzazione impeccabile.

E ogni anno, è teatro del celebre Adamello Ski Raid, una competizione scialpinistica per squadre di due concorrenti, che, in sei edizioni, è diventato ormai un appuntamento imperdibile per gli amanti di questo sport: 4mila metri di dislivello in salita (3100 per le donne) e 4380 in discesa che unisce il Passo Paradiso, Passo Presena, i 2800 metri di Vedretta Mandrone, gli oltre 3500 di Monte Adamello e poi ridiscende fino a Pontedilegno.

“Nelle sei edizioni - aggiunge Bertolini -si sono imposti atleti di punta del panorama scialpinistico mondiale. Come Matteo Eydallin e Damiano Lenzi per ben due volte, i francesi William Bon Mardion e Mathèo Jacquemod, la svizzera Jennifer Fiechter con la francese Axelle Mollaret, la spagnola Valeria Mireia Mirò con la francese Laetitia Roux per ben tre volte. Un segnale forte per fare di questo territorio la capitale dello sci alpinismo mondiale”.

 

Foto: https://my.pcloud.com/publink/show?code=XZYH6a7Z98Ofvs9zTKSJRGFn6tci6YfiNp97

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26-6-2019
Peio si prepara ad accogliere il Cagliari Calcio. Oggi il sopralluogo dei responsabili

Dal 13 al 27 luglio la squadra di Maran in ritiro nel comune della Val di Pejo

Peio, 19 giugno 2019 - Per il quarto anno consecutivo il comune di Peio si prepara ad ospitare il ritiro del Cagliari Calcio, che ha scelto la località trentina per preparare la stagione calcistica 2019-2020. 

Dal 13 al 27 luglio gli uomini allenati dal trentino Rolando Maran saranno in Val di Pejo per trascorrere la seconda fase della preparazione atletica in vista del campionato di serie A che comincerà il 24 agosto.  

Nella giornata di oggi i dirigenti della società sarda, accompagnati da rappresentanti delle autorità locali, hanno effettuato il sopralluogo tecnico logistico per verificare tutti gli aspetti organizzativi utili per consentire alla squadra cagliaritana e ai suoi tifosi al seguito un soggiorno con il massimo dei comfort. La verifica ha riguardato il centro sportivo di Peio e le attrezzature tecniche che saranno utilizzate dal team cagliaritano per la preparazione sportiva, oltre alle strutture ricettive che ospiteranno i rossoblù. 

Per il sindaco di Peio, Angelo Dalpez “la presenza in Val di Pejo di una squadra di serie A che rappresenta una regione bellissima come la Sardegna ci rende orgogliosi e siamo pronti ad ospitare gli atleti e i tifosi al seguito nel clima di amicizia e accoglienza che si è consolidato negli scorsi anni. La scelta di Peio, con il territorio e le risorse termali che offre, è l'ennesima conferma di come montagna e sport siano un binomio vincente". 

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19-6-2019
“Riflettere e agire prima che sia troppo tardi” La Val di Pejo si mobilita in difesa dell'acqua

Dal 28 giugno al 7 luglio torna la Settimana dell'Acqua: escursioni, laboratori, spettacoli. Ma anche otto incontri con relatori di rilievo nazionale e internazionale per approfondire l'impatto che l'acqua ha sui molti aspetti della nostra vita quotidiana: salute, economia, ambiente, diritti umani, sport        

Val di Pejo, Trentino - Un elemento cruciale per la vita umana eppure sempre più in pericolo. Così diffuso in natura eppure così scarso. Il binomio tra le parole “acqua” ed “emergenza” è sempre più stretto. Un apparente paradosso, visto che il nostro Pianeta è coperto di acqua al 75%. Eppure, quella disponibile per il genere umano è appena l'1%. E quella considerata potabile ancora inferiore.

Il problema cresce di pari passo con il peggioramento dei cambiamenti climatici che favoriscono la desertificazione e con la crescita demografica che porta con sé l'aumento dei consumi a una velocità mai vista prima: 600% nell'ultimo secolo. Le conseguenze sono enormi: crisi economiche, migrazioni di massa, pericoli per la salute.

Riflettere sul ruolo di questo bene fondamentale per l'umanità, sul suo impatto nella nostra vita quotidiana e sulle iniziative da intraprendere per tutelarlo, utilizzandolo in modo razionale e garantendone l'accesso a tutti, è sempre più urgente. In questa sfida, le località montane sono tra le prime a preoccuparsi: molta parte della loro economia è spesso legata all’acqua.

Per questo motivo, il Comune di Peio in collaborazione con l’Azienda per il Turismo della Val di Sole e il Consorzio Turistico Pejo 3000 organizza dal 28 giugno al 7 luglio prossimi l'ottava edizione di VIVIAMO L’ACQUA.

Durante la manifestazione verranno organizzate escursionilaboratorispettacoli e tante attività proposte dal Consorzio Pejo 3000 e dal Parco nazionale dello Stelvio, oltre che dalle Terme di Pejo. Obiettivo: accogliere al meglio turisti e viaggiatori che vorranno scoprire le potenzialità turistiche della Valle anche attraverso questo filo conduttore, l’ “oro blu”. 

 “I territori ad alta vocazione turistica, soprattutto quelli montani, hanno una responsabilità in più per contribuire ad un processo virtuoso di gestione di tale elemento” spiega Angelo Dalpez, sindaco di Peio. “La Val di Pejo ha una motivazione in più. Siamo un centro termale d'eccellenza, conosciuto fin dall'antichità. Il nome della Val di Sole, dalla quale si snoda la Val di Pejo, deriva dalla divinità celtica delle acque, Sulis, che poi i romani avrebbero identificato con Sulis Minerva. L'acqua è quindi per noi un asset da tutelare quasi come un nostro angelo custode”.

Durante la settimana saranno previsti otto incontri, della durata di un'ora ciascuno, con esperti di rilievo nazionale e internazionale, per approfondire il legame fra l'acqua e determinati settori dell'attività umana: economia, sport, salute, ambiente, diritti umani. Destinatari degli appuntamenti, sia i cittadini della Val di Sole, Val di Pejo e Val di Rabbi sia i molti turisti presenti.

La lista degli incontri sarà inaugurata, venerdì 28 giugno alle 21 dal portavoce di Unicef Italia, Andrea Iacomini che descriverà le iniziative per rendere effettivo il diritto all'acqua ai bambini di tutto il mondo. Nei giorni successivi, seguiranno gli appuntamenti con Christian Casarotto (glaciologo del Museo delle Scienze di Trento), Alessandro Russo (amministratore del gruppo CAP, che gestisce il servizio idrico in sei province della Lombardia), Mario Cristofolini, presidente Istituto G.B. Mattei per la ricerca in idrologia medica e medicina termale, Luca Lucentini, dirigente del Reparto di Igiene delle Acque Interne dell'Istituto Superiore Sanità, Nadia Fanchini, campionessa di sci alpino.

Il programma completo degli incontri e delle altre iniziative inserite nell'ambito di VIVIAMO L’ACQUA è disponibile sul sito internet visitvaldipejo.it

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19-6-2019
FABRIZIO BOSSO E LUCIANO BIONDINI: DIALOGO IN MUSICA A 2.970 METRI. IL 17 AGOSTO SUL PASSO LAGOSCURO TORNA “IL GHIACCIAIO DI NESSUNO

PONTE DI LEGNO (BS), 12.06.2019 – Una tromba, una fisarmonica, due artisti eccezionali e – tutto attorno – uno dei più bei panorami che le Alpi sanno donare: non serve altro per ottenere emozioni di rara bellezza. Saranno Fabrizio Bosso e Luciano Biondini, impegnati con i loro strumenti in un dialogo dal titolo “Face to face”, i protagonisti dell'edizione 2019 de “Il ghiacciaio di nessuno”. Un appuntamento musicale ormai classico, che porta la migliore musica a poco meno di 3mila metri, sul Passo Lagoscuro, sopra Ponte di Legno, per celebrare la pace nei luoghi che furono teatro di battaglia durante la prima Guerra mondiale.

Il concerto in programma per sabato 17 agosto prenderà il via alle 11 e godrà di una scenografia davvero speciale: dai 2.970 metri di Passo Lagoscuro, dove si trovano i resti di un villaggio militare della prima Guerra mondiale, lo sguardo spazia sulle cime dell’Adamello e dell’Ortles-Cevedale e, in giornate particolarmente limpide, può arrivare fino alle Dolomiti da una parte, e al Gruppo Monte Rosa e Cervino dall’altra.

“Face to face”, faccia a faccia: il primo lavoro discografico in duo di Fabrizio Bosso e Luciano Biondini si muove tra i richiami all’estetica del jazz, la libera improvvisazione e le influenze mediterranee. Il poliedrico trombettista piemontese incontra il tocco maturo e misurato del fisarmonicista di Spoleto in un dialogo fatto di reciproco ascolto e profonda empatia. La forza e il pathos di cui sono pieni i rispettivi temperamenti musicali qualificano un progetto di grande fattura.  Un dialogo tra pari, in cui non emerge una leadership, ma un interplay sempre funzionale all’espressione compiuta del discorso musicale.

Fisarmonicista misurato e dal tocco impeccabile, Biondini è dotato del linguaggio maturo proprio di chi possiede una profonda conoscenza della tradizione jazzistica moderna e un revisionismo storico tutto personale. Bosso, trombettista poliedrico e sfaccettato, anche lui giunto a una pregevole intensità artistica, lo asseconda in questa ricerca, tra le irruenze e le delicate alchimie di cui è intriso il suo suono.

La suggestiva location è raggiungibile solo a piedi dal Passo Tonale utilizzando prima le cabinovie Paradiso e Presena e poi, giunti ai 3.000 m di quota di Passo Presena, si prosegue lungo un itinerario di circa un’ora su un sentiero segnalato e senza particolari difficoltà tecniche. A Passo Lagoscuro, nell’ambito di questa rassegna che prende il titolo di un romanzo di Marco Preti ambientato proprio sul ghiacciaio dell’Adamello, si sono susseguiti negli ultimi anni artisti di fama internazionale come il celebre pianista iraniano Ramin Baharami, che si esibì nella prima edizione del 2012. La partecipazione al concerto è gratuita ma bisognerà essere in possesso di un coupon che può essere richiesto alla Pro Loco di Ponte di Legno via mail a info@prolocopontedilegno.it. Passo Lagoscuro può essere raggiunto anche in elicottero al costo di € 100 a persona A/R, prenotabile all’indirizzo info@elimast.it. In caso di maltempo l’evento si svolgerà alle ore 16 al Palazzetto dello sport di Ponte di Legno.

 

Il comprensorio Pontedilegno-Tonale con il suo grande carosello sciistico di 100 km di piste che vanno dai 1.120 m ai 3.000 m di quota del ghiacciaio Presena è una delle destinazioni turistiche più apprezzate dell’arco alpino. Situato tra la Lombardia (provincia di Brescia) e il Trentino Alto Adige (provincia di Trento), comprende l’Alta Valle Camonica e l’Alta Val di Sole ed offre una natura incontaminata grazie alla presenza del Parco nazionale dello Stelvio e del Parco dell’Adamello. E’ facilmente raggiungibile da entrambe le regioni grazie anche agli scali aerei low-cost di Bergamo Orio al Serio e Verona. Nei mesi estivi è particolarmente apprezzato dagli amanti del trekking che qui trovano anche numerosi itinerari storici con testimonianze della Grande Guerra e dagli amanti del bike, che spaziano dalle celebri salite del Giro d’Italia (Gavia e Mortirolo) al gravity e downhill, alla ciclabile per famiglie. Con un’offerta di attività e intrattenimento sia per i genitori che per i bambini, a cui si aggiunge anche un eccellente rapporto qualità-prezzo nel settore alberghiero, Pontedilegno-Tonale si colloca come destinazione decisamente a misura di famiglia e amanti dello sport.

 

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12-6-2019
Niente packaging, plastica e (quasi) solo prodotti locali Il supermercato diventa veicolo di buone pratiche

Nel borgo di Ossana, nella trentina Val di Sole, il Comune ha assegnato un immobile di proprietà comunale per realizzare un supermarket a basso impatto: niente confezioni di plastica, obbligo di vendere la maggior parte di prodotti sfusi e provenienti in larga parte da massimo 110 chilometri. Ad aggiudicarselo, una giovane imprenditrice con un obiettivo: creare un agrodistretto biologico ai piedi dell'Ortles Cevedale

Ossana, 11 giugno 2019 - Il packaging: il più delle volte è del tutto superfluo. E un supermercato può diventare una vetrina di prodotti locali e contribuire al rafforzamento delle economie territoriali e delle filiere corte. Sono i due fili conduttori che porteranno alla nascita in Alta Val di Sole di un punto vendita piuttosto particolare: un supermarket che offre quasi esclusivamente prodotti sfusi, realizzati da aziende operanti nell'arco di una manciata di chilometri e abolendo del tutto i sacchetti di plastica (per quanto compostabili).

L'idea è partita dal Comune di Ossana, borgo trentino che da anni sta realizzando una serie di scelte per ridurre la propria impronta ecologica, a partire da quelli del settore turistico ed è in prima linea per scelte di sostenibilità ambientale.

“Dovevamo assegnare un locale di proprietà comunale a Fucine, una frazione del nostro Comune, attraverso un bando di gara” spiega il sindaco di Ossana, Luciano Dell'Eva. “Per questo ci siamo chiesti: perché non cogliere l'occasione per assegnalo a chi voglia trasformarlo in un punto vendita in grado di essere strumento di valorizzazione del nostro territorio? In Val di Sole abbiamo decine di produttori agricoli, allevatori e altre piccole imprese che faticano a trovare spazio nella Grande distribuzione organizzata classica e vengono messe a repentaglio dalle sue logiche spietate”.

Da qui l'idea del bando con vincoli precisi e stringenti: obbligo di vendere i prodotti alimentari secchi o senza confezionamento in plastica o altro materiale (per una quota di almeno il 70%) o usando vetro (per almeno il 20%). La soglia sale ad almeno il 90% per i prodotti liquidi (olio, vino e altre bevande) che, in più, per il 75% dovranno essere stati prodotti o trasformati entro 110 chilometri dal punto vendita.

Norme analoghe anche per il banco frigo (90% dei i prodotti sfusi o in vetro e l'80% dovrà provenire da massimo 40 chilometri di distanza) e per quelli ortofrutticoli freschi o trasformati come salse, sughi, creme e marmellate (90% sfusi o in vetro, dei quali 70% entro i 40 km e 20 entro i 110 km).

Inoltre, per i prodotti destinati alla pulizia e all'igiene, oltre ai requisiti dell'assenza di packaging e della provenienza territoriale, è stato inserito un obbligo di venderli in maxi-confezioni di vetro o alluminio per almeno il 20% del totale. Per trasportare la spesa poi tutti i contenitori dovranno essere realizzati in carta, stoffa o altro tessuto riutilizzabile. Niente plastica, insomma.

Ad aggiudicarsi il bando è stata la titolare di un'azienda agricola biologica della zona, Patrizia Pedergnana: una ragazza giovane della Val di Pejo, che ha deciso di “tornare alla terra” convinta che coniugare attività umane e tutela dell'ambiente e della biodiversità sia non solo necessario ma anche possibile, che si è messa in rete con altri produttori locali, come il giovane Giacomo

Bertolini, che produce piccoli frutti, e Marina Panizza, che produce aceto di mele selvatiche e raccoglie erbe spontanee.

Nella sua azienda da tempo produce tipicità agricole locali, “compresi i famosi crauti di montagna” spiega Patrizia. In più, insieme a un'associazione locale, è diventata “Custode dei semi” per salvarli dall'estinzione. “È per me un onore coltivare le antiche sementi della Val di Sole. Credo sia un passo concreto per salvare la biodiversità e riportare alla via un pezzo della storia dei nostri nonni. Peraltro, i semi tradizionali dimostrano di avere una grande capacità di adattamento alle condizioni del territorio di origine per quanto difficili possano essere”.

Per lei, il nuovo supermarket è un passo in più verso il suo obiettivo: “Creare un piccolo agrodistretto biologico a chilometro zero, ai piedi delle vette alpine dell'Ortles Cevedale”. Per riuscirci ovviamente, cruciale è la collaborazione sia dei vari produttori locali sia dei consumatori finali (“hanno uno straordinario potere nelle loro mani eppure ancora troppo poco spesso se ne rendono conto” confessa). Ma anche i titolari dei punti vendita possono fare molto: “il nuovo supermercato diventerà anche un riferimento per una serie di servizi che facilitano la vita della popolazione: free wi fi, servizio di prenotazione visite specialistiche, servizio di stampa dei referti medici e di assistenza all'accesso della cartella clinica elettronica, punto di recapito dei medicinali inviati dalle farmacie dei comuni limitrofi, servizio di consegna della spesa a domicilio”.

 

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11-6-2019
L'arte al servizio dell'ambiente - In alta Val di Sole una mostra sui rischi del climate change

 

Venerdì 28 giugno al via la mostra “La forma del vento”: dieci installazioni dell'artista trentino Stefano Cagol per sensibilizzare sulle conseguenze spesso sottovalutate dei cambiamenti climatici. All'inaugurazione un gruppo dei ragazzi del movimento internazionale Fridays for Future, ideato dalla svedese Greta Thunberg

Ossana, 11 giugno 2019 - Anche l'arte si pone al fianco delle nuove generazioni che, con uno “sciopero mondiale pro-clima” mai visto prima, stanno tentando di dare una scossa ai governanti di tutto il globo. Obiettivo: aumentare la consapevolezza dell'opinione pubblica sui rischi che l'intera umanità sta correndo per colpa dei cambiamenti climatici causati dall'uomo. Un trend preoccupante che certamente interessa, in primo luogo, i delicati ecosistemi montani.

Per questo, il pittoresco scenario del Castello di San Michele, nel borgo di Ossana in alta Val di Sole, ospiterà per tutta l'estate la mostra “La forma del vento” (aperta tutti i giorni dalle 10 alle 12.30 e dalle 14.00 alle 18.30 Ingresso: 4 euro, include biglietto di entrata al castello). Il giorno scelto per l'inaugurazione – il 28 giugno - è un venerdì. E non è un caso: è il giorno che dà il nome a Fridays for future, il movimento studentesco mondiale nato con la giovane attivista svedese Greta Thunberg, che sarà presente, con una delegazione, al taglio del nastro.

La mostra è stata realizzata dall'artista trentino Stefano Cagol: attraverso installazioni, video e opere fotografiche, si confronta con temi globali quali la sparizione dei ghiacci e il climate change. Sarà presentata al pubblico una selezione di una decina di opere, alcune realizzate appositamente, altre che attingono alle esperienze più significative dell’artista, dando vita a un percorso espositivo fortemente evocativo e immersivo: neve che brucia, zolle di terra che fuggono in aria, un terreno che viene ancora ferito. Occasioni di molteplici livelli di lettura, evocativi di una realtà complessa che spesso viene sottovalutata, ma che è già di fronte ai nostri occhi (e provoca danni alla nostra vita quotidiana).

“Ho scelto di partire da elementi fortemente legati all’identità di questo luogo d’eccezione, il Castello di San Michele di Ossana, abbarbicato su uno sperone di roccia ventoso all’incrocio tra le valli, a picco sul corso d’acqua, in un luogo dove la storia narra di antiche miniere” spiega Cagol. “Da questi spunti, ho scelto di procedere per metafore affiancando scenari diversi tra loro, come molteplici tasselli di un unico mosaico, di quel tema tanto importante quanto inafferrabile nel profondo come il cambio climatico”.

Le opere selezionate affrontano cause ed effetti, macro e microsistemi, fenomeni iperdiffusi che però al tempo stesso sono difficili da afferrare. Mutevoli, multiformi. Incostanti, proprio come il vento. “I fenomeni inaspettati del clima hanno portato tragedie anche in questi territori e negli ultimi tempi il vento ha sradicato le piante in più luoghi in queste vallate alpine” ricorda il sindaco di Ossana, Luciano Dell'Eva. “Troppo spesso notiamo la natura solo quando si manifesta in maniera estrema e distruttiva, senza accorgerci che questi sono sintomi inesorabili di un sistema complesso di cambiamenti climatici e di disequilibrio nel nostro rapporto con la natura”.

La presenza a Ossana di una mostra che punta a far riflettere sui cambiamenti climatici non è comunque casuale. Il borgo trentino infatti, da anni sta portando avanti una serie di scelte per ridurre la propria impronta ecologica, a partire dalla concessione a canone agevolato di un negozio di prodotti alimentari sfusi a KM0 e la riqualificazione energetica dell’illuminazione pubbliche. “La nostra è una scelta etica e di responsabilità verso la nostra cittadinanza e le future generazioni – osserva l'assessore alla Cultura e al Turismo, Laura Marinelli – ma c'è anche un ritorno economico in nostro favore. Il nostro Comune, due anni fa, è stato insignito del riconoscimento di “cielo più bello d'Italia” da “Astronomitaly”, Rete Nazionale del Turismo Astronomico, con l'obiettivo di valorizzare i luoghi a bassa percentuale di inquinamento luminoso. Tutelare il nostro territorio significa garantire un futuro di benessere e prosperità alle nostre imprese e alla nostra gente”.

CARTELLA FOTO E LOCANDINA: https://my.pcloud.com/publink/show?code=XZV0HN7ZcPMD0OpyuQyCzr8QRzILJzqJxwWV

 

LE OPERE IN MOSTRA

In “Over Two Thousand” (2007) la neve è in fiamme. Questo ossimoro è stato innescato dall’artista sulle Alpi per realizzare l’opera video. Non è ricorso a meccanismi digitali, ma ha messo alla prova le leggi stesse della fisica. Le lingue di fuoco si muovono con naturalità sinuosa e sempre diverse, toccando il ghiaccio e il cielo, evocando infiniti intrecci di opposti: tra attrazione e fuga, terra e cielo, presenza umana e natura, energia e distruzione…

L’opera ricorda il processo in atto di sparizione dei ghiacciai, che affligge in particolare anche quelli presenti sulle Alpi e sulle cime tutte attorno, dove la concentrazione dei ghiacciai, tra catene dell’Adamello Brenta e Ortles Cevedale, è particolarmente fitta. Sono quei ghiacciai che l’artista quando era piccolo sentiva chiamare dal padre “ghiacci eterni”. Alla fusione dei ghiacciai rimanda anche un altro progetto dell’artista dal titolo “The Ice Monolith”, realizzato per la Biennale di Venezia nel 2013 come parte del Padiglione nazionale delle Maldive, tutto rivolto alle problematiche del cambio climatico. A Venezia Cagol aveva portato un blocco di ghiaccio lasciato fondere, rimbalzato da The New York Times e BBC e ora consacrato nell’ultimo libro della studiosa americana Julie Reiss, tra le tre opere che hanno raccontato meglio l’oggi usando il ghiaccio. L’idea di un futuro in pericolo torna nella recente performance “Eterno” della quale in mostra vediamo una documentazione video: una lapidaria scritta che richiama l’immutabilità dello status quo e, invece, subisce un inesorabile processo di svanimento.

“New Experiments on Vacua” (2016) è il titolo del corpus di opere video e fotografiche che Stefano Cagol ha realizzato nell’area tedesca della Ruhr, famosa per il suo intenso sfruttamento industriale e minerario. Il vuoto del titolo (una citazione da un’opera dello studioso del ‘600 Blaise Pascal) evoca le cavità del sottosuolo, ma diviene anche simbolo della distanza che abbiamo preso dalla natura. L’opera instaura un inevitabile collegamento con il passato dell’area, legato alla presenza di miniere e allo scambio delle materie prime, mettendo in evidenza il cambiamento del nostro rapporto con quanto ci circonda. Della serie fanno parte immagini nelle quali zolle di terra fuggono verso il cielo e un piccone continua a ferire il terreno. L’artista evoca figure fuori dal tempo e dallo spazio, misteriose come quella figura che imbraccia in “Trigger the Border” (2013) uno spray per generare una fiammata verso la luna, al tempo stesso cavaliere e drago. “Generavo fiammate incendiando il gas di una bomboletta di lacca di capelli, imitando le ostentazioni di predominio delle gang metropolitane e simulando metaforicamente le emissioni nocive della società contemporanea” racconta l’artista di quest’opera realizzata nella notte artica, in luoghi dell’estremo nord dove Cagol ha lavorato molto a partire dal 2010, dichiarando quanto l’esperienza artica abbia cambiato la sua ricerca.

Artico e Antartico. L’installazione “Bouvet Island” fa parte di una serie di sculture in alluminio tagliato e piegato a mano che l’artista realizza sul posto per dare vita a opere ogni volta uniche. Prende il titolo da un’isola norvegese, ma nell’Antartico, considerata una delle isole più remote del pianeta, fatta di roccia e ghiaccio, inavvicinabile per l’uomo, ma ricca di fauna, tanto da rappresentare simbolicamente gli opposti e le contraddizioni della nostra vicinanza-distanza dalla natura, amplificate dal Caso Vela, l’esplosione nucleare tra le più misteriose, registrata vicino a quest’isola dai rilevatori, mai rivendicata.

Nell’opera video “Flags” (2007) ombre si muovono freneticamente su immobili mura antiche evocando attraverso un’immagine astratta la forza dei venti. Fanno riflettere sul fatto che aumenti nella velocità dei venti sono stati registrati in un atlante europeo dal Risø National Laboratory e lo scenario sui cambiamenti climatici prevede già da tempo come "le velocità estreme del vento aumenteranno di circa il 5-10% nei prossimi 100 anni" (Räisänen et al., 2003), mentre la circolazione delle masse d’aria dell’alta troposfera che influiscono sul clima a livello dell’atmosfera terrestre viene inesorabilmente rilevata come mutata – a causa di un processo identificato come amplificazione artica.

A chiosa dell’intera mostra, l’opera eponima “La Forma del Vento”, realizzata in maniera site-specific in relazione con l’architettura e con il luogo, dialoga con il vento come elemento della natura onnipresente su questo sperone di roccia. Ricordando antichi stendardi, queste “streamer flag” di decine di metri, visibili da lontano, disegnano e sottolineano il vento, la sua presenza, il suo mutare.

L’ARTISTA

Stefano Cagol (Trento, 1969) nel 2019 è protagonista di una mostra personale al MA*GA Art Museum di Gallarate e partecipa alla Biennale di Curitiba e alla mostra Scrivere la storia del futuro allo ZKM di Karlsruhe.

Ha partecipato alla 2a OFF Biennale Cairo, Manifesta 11, 55a Biennale di Venezia, 1a Biennale di Singapore. Tra i riconoscimenti, ha ricevuto il premio Visit di Innogy Foundation e il Premio Terna per l'arte contemporanea, inoltre ha all’attivo la partecipazione a numerosi programmi di artist in residence a livello internazionale. 

Ha studiato all'Accademia di Brera a Milano e ottenuto una borsa di studio post-dottorato del governo canadese in video arte presso la Ryerson University di Toronto.  

IL CASTELLO

Il castello risale probabilmente all’epoca dei Longobardi (secoli VI-VIII); ma le prime testimonianze del Castello di Ossana o Castello di San Michele, chiamato così dal santo a cui era dedicata la cappella, risalgono al 1191. Posto in posizione strategica tra la regione trentina e l'alto bresciano, godeva di una piena amministrazione civile e penale coperta dalla Curia Episcopale. Costruito su uno sperone di roccia difficilmente accessibile da tre lati, fu abitato da diverse famiglie nobiliari: prima funzionari vescovili, poi i conti Tirolo-Gorizia. Nel XV secolo l’investitura passò ai de Federici della vicina Val Camonica, poi agli Heydorf e ai Bertelli. A cavallo fra Ottocento e Novecento fu comproprietaria del maniero Bertha von Suttner, Premio Nobel per la pace nel 1905. Il castello presenta nel suo possente mastio alto circa 25 metri l'elemento architettonico più caratteristico e meglio conservato dell'intero complesso.

Di interesse nel comune di Ossana è anche la Casa degli affreschi, raro esempio di casa medievale con decorazione pittorica quattrocentesca rimessa in luce nell'estate del 2000. Il ciclo affrescato è di particolare interesse perché, accanto a soggetti religiosi, presenta scene a carattere profano e assai rari sono gli apparati decorativi risalenti a quell'epoca e di tema non sacro realizzati su edifici civili che non siano castelli o residenze signorili. Alcuni aspetti iconografici e stilistici rimandano alla produzione dei Baschenis, altri rivelano una componente veneta.

 

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11-6-2019
Arte di strada e street food A Caldes vie e piazze si trasformano in palcoscenico

Nello storico borgo trentino torna “l'Arcadia Street FestiVal di Sole”. Due giorni con i migliori artisti di strada internazionali e molte eccellenze culinarie realizzate con prodotti Slow Food

Caldes (TN), 23 Maggio 2019 - Quattordici artisti di strada e sei punti di ristoro gourmet pieni di prodotti del territorio. Per due giorni - il 15 e 16 giugno prossimo – le vie e le piazze del borgo trentino di Caldes in Val di Sole diventeranno un grande palcoscenico: torna anche quest'anno l'Arcadia Street FestiVal di Sole. Un appuntamento magico, pieno di vita e di sorprese, grazie alla forza della musica, delle attività circensi e della vitalità delle performance artistiche di strada, unita alla capacità seduttiva di antichi e nuovi sapori.

Protagonista sarà anche l'imponente Castel Caldes, fastoso maniero duecentesco recentemente restaurato che domina dall'alto l'antico paese. Sarà l’occasione perfetta anche per scoprire uno dei più bei castelli del Trentino, avvolto da leggende affascinanti, come quelle della giovane Olinda, forse da identificarsi nella contessa Marianna Elisabetta Thun, che venne confinata dal padre Rodemondo in una piccola stanza per impedire il matrimonio con Arunte, menestrello di corte per il quale morì d’amore.

“L'appuntamento – spiega Luciano Rizzi, Presidente dell’Azienda Turismo Val di Sole – è pensato proprio per far ritrovare ai visitatori l'emozione che le strade dei borghi avevano nei secoli scorsi, quando la vita era soprattutto in strada e l'arte non era relegata in luoghi deputati”.

Tra gli artisti che si esibiranno, nomi del calibro di Mr. Dyvinetz, acrobata di fama mondiale che si esibirà con la ruota Cyr (nella quale si entra come "l'uomo vitruviano" e si compiono evoluzioni anche a testa in giù e varie rotazioni sul pavimento); Nicola Pesaresi, ventriloquo di rara bravura che ha creato personaggi originali e indimenticabili; Eusebio Martinelli, apprezzato musicista che con la sua Gipsy Orkestar propone spettacoli molto coinvolgenti sulle note di musiche gitane dove tutti possono ballare, suonare e cantare.

Due saranno i punti nevralgici degli appuntamenti: il piazzale del Castello e piazza San Bartolomeo.

Nei giardini del maniero, in programma – domenica 16 dalle 11.30 alle 14.30 – un originalissimo “Street Nic” per degustare panini sfiziosi accompagnati da birra artigianale della Val di Sole, succo di mela e dolci sdraiati sull'immancabile coperta.

L’Arcadia Street FestiVal di Sole è organizzata dall’Azienda Turismo Val di Sole e dal Comune di Caldes in collaborazione con la Strada della Mela e dei Sapori delle Valli di Non e di Sole.

Alcune foto delle precedenti edizioni sono disponibili qui: https://my.pcloud.com/publink/show?code=XZ5qNI7ZdtQiThmTpumaDVQXm3RCfJRmKGry

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23-5-2019
La montagna in rosa Dalla Val di Sole dieci storie di donne che coniugano successi personali e tutela del territorio

La montagna in rosa

Dalla Val di Sole dieci storie di donne che coniugano successi personali e tutela del territorio

Dalla cosmesi alla gastronomia, dal turismo all'agricoltura fino allo sport. In Val di Sole il binomio montagna e donna appare inscindibile. Una prova che, unendo caparbietà e passione, si possono tutelare gli elementi naturali montani trasformandoli in strumenti di sviluppo

Terra, acqua, piante, animali. Gli elementi cardine della montagna sono anche altrettanti possibili strumenti in grado di evitare lo spopolamento e garantire il futuro economico delle popolazioni locali. A partire dalle donne: l’economia montana in rosa sta prendendo sempre più piede. In Val di Sole, Pejo e Rabbi, ad esempio, si contano moltissime esperienze e storie affascinanti di donne che hanno saputo trasformare la loro passione in lavoro. Ne abbiamo selezionate per voi dieci. Esempi di genialità e amore per le proprie radici.

OLGA, LA REGINA DELLE STELLE ALPINE

Un luogo di lavoro costituito da distese di stelle alpine, arnica, timo e piante di calendula è il sogno di molti. Per Olga Casanova, è una piacevole realtà: realizzare prodotti cosmetici di alta gamma, naturali e biologici, partendo dai fiori e dalle essenze montane che sappiano garantire il benessere e valorizzare il territorio, l’agricoltura, il turismo della Val di Sole. Un’esigenza suscitata dagli anni in cui, da estetista, non riusciva a trovare prodotti veramente naturali. Dal 2010, insieme al marito agronomo, ha creato un’azienda agricola biologica a Ossana e in Val di Pejo. In poco tempo le sue creme, dai mercati contadini, si sono diffuse in tutta Italia, grazie a passaparola ed e-commerce. Ad aumentare la loro diffusione anche un’analisi dell’Università di Ferrara che ha testato le proprietà dei principi attivi utilizzati. «Ormai da anni le ricerche farmaceutiche hanno riconosciuto la capacità antiossidante delle stelle alpine» spiega Casanova. «Usando l’estratto dal fiore fresco anziché da quello secco, l’efficacia contro i radicali liberi è sei volte maggiore rispetto al miglior concorrente in vendita».

FRANCESCA, IL RICHIAMO IRRESISTIBILE DEL NOCE

«Sono passati sette anni dal primo corso, e non riesco più a concepire la mia vita senza il fiume, senza il rafting e senza il mio lavoro di guida». Tutto è iniziato sette anni fa, a Caldes, nella Val di Sole. Per Francesca Leonardi, il vigore e la potenza del fiume Noce è stato un richiamo irresistibile. Le ha fornito la forza di non imboccare la carriera universitaria sognata per lei dai genitori e di diventare invece una guida di rafting. Oggi è la prima donna della Val di Sole ad essere in possesso di un patentino di 5° livello per guidare un gommone su qualsiasi tipo di fiume. E ha preso parte ai campionati del mondo di rafting. «Quando aiuto un bambino a indossare la muta, gli consegno la pagaia e lui mi guarda un po’ impaurito dicendo “Andrà tutto bene, vero?” mi ricordo di me stessa qualche anno fa, quando per la prima volta ho indossato quella giacca, quei pantaloni, il caschetto e ho preso una pagaia in mano».

LORENZA, QUEL COLPO DI FULMINE PER LA MTB

«Ho 46 anni, sono molto più grande di tante ragazze che gareggiano con me. A volte le guardo e mi chiedo “Cosa ci faccio qui?”. Poi vinco una gara e allora capisco che non è certo l’età che conta in questo sport, ma la passione e la dedizione». Lorenza Menapace ha sempre amato lo sport («una bolla dove non sono ammessi cattivi pensieri o negatività»). Quando i medici le hanno diagnosticato un serio problema ai legamenti, ha scoperto la bici. Boschi e profumi della Val di Sole hanno rappresentato un personal trainer d’eccezione. Con la mountain bike è scoccata subito la scintilla. Lorenza ha gareggiato in un’infinità di gare, con numerose vittorie e podi. Prima nelle gare di 24 ore e poi nelle marathon in alta montagna. Il suo tracciato preferito? Nemmeno a dirlo: «la Val di Sole Marathon, dura e tecnica da sembrare una gara non italiana».

GIULIA, FRA GLI ANIMALI SULLE ORME DEL PAPÀ

Spesso avere un bravo padre segna la propria vita, anche professionale. Per Giulia Bontempelli è stato così: suo papà Graziano, nel 1986, appassionato di cavalli, costruisce il Centro di Equitazione Alpina di Pellizzano, poi l’agriturismo e l’azienda agricola per produrre il buon latte di montagna. A lui, ben presto si affianca Giulia. È lei a continuare la tradizione nella produzione del formaggio dalle due razze di mucche: la grigia alpina e la pezzata rossa – rustiche e adattabili alle condizioni più difficili. E negli anni, l’Agritur Bontempelli diventa anche un punto di riferimento per esperienze didattiche e di ippoterapia. Una moda per rinsaldare il rapporto tra uomo, animali e natura.

EULALIA, UNA PASSIONE CHIAMATA AUTOPRODUZIONE

La naturopata Eulalia Panizza è un’istituzione nell’alta Val di Sole. A Vermiglio, all’ombra della Presanella, si sviluppano le attività della scuola di montagna “Raggio di Sole”, di cui lei è la promotrice. Al suo interno, vengono insegnate le attività di autoproduzione che sono state fondamentali nel dopoguerra per la sopravvivenza delle famiglie nei territori di montagna: la realizzazione del sapone, la fibra d’ortica che diventa tessuto, la preparazione della birra sono solo alcuni degli insegnamenti che si possono scoprire. E insieme ad essi, Eulalia trasmette, come simbolo moderno di una tradizione orale che affonda le radici nei secoli passati, i segreti delle erbe e dei vari rimedi naturali. «Noi qui abbiamo tutto ciò che serve per la nostra salute. Sono nata e cresciuta in queste montagne. Ho scoperto i segreti delle erbe montane dai miei genitori e ora amo trasmettere quel sapere alle future generazioni. Una ricchezza che la natura ci offre ma che troppo spesso dimentichiamo».

CLAUDIA, IL GUSTO PER I BUONI FRUTTI

Nella famiglia di Claudia, il succo di mela ha sempre fatto parte della tradizione. Ben presto, la cerchia di amici che veniva a prendere il succo da loro si è allargata. Da lì, l’idea di aprire un laboratorio vero e proprio che si è poi ampliato nel tempo. Con un punto fermo, l’azienda agricola Gustonatura1 ha sempre sposato il metodo biologico ed è certificata dal 2011. Nel tempo, la produzione si è ampliata ad altri prodotti naturali che vengono venduti in numerosi negozi della Val di Sole. L’azienda fornisce anche un servizio di conto terzi per agri-turismi, fattorie didattiche, B&B, negozi di specialità gastronomiche, gruppi di acquisto solidale, ristoranti, hotel e privati che possono così trasformare la propria frutta e verdura in ottimi succhi, nettari di frutta, marmellate, composte e mostarde.

NICOLETTA, LEZIONI ALL’ARIA APERTA CONTRO L’OBESITÀ

Ormai l’opinione dei nutrizionisti è unanime: abituare i bambini fin da piccoli a conoscere i prodotti della terra, la loro origine, le loro caratteristiche e magari guidarli nella loro coltivazione è uno dei rimedi migliori contro l’obesità. E Dio solo sa quanto anche l’Italia ne abbia bisogno: già oggi in numerose regioni, gli obesi superano il 13% della popolazione. E un italiano su tre è in sovrappeso.  Proprio per la consapevolezza di quanto l’insegnamento all’aria aperta possa giovare ai bambini, Nicoletta Andreis ha avviato nel proprio agriturismo Solasna una serie di corsi: «I bambini vengono coinvolti nella produzione di formaggio e ricotta, nella semina e nella raccolta delle verdure, nella cura degli animali. Un aumento di consapevolezza che si trasformerà in un prezioso bagaglio di competenze».

ILDA, LA SIGNORA DEL LAGO CORVO

Ilda Traforer è la decana dei gestori di rifugi della Val di Sole. Lei, nata in val d’Ultimo, si è trasferita in Val di Rabbi 60 anni fa, quando era diciassettenne. Suo padre aveva deciso di costruire un rifugio a 2425 metri, vicino al Lago Corvo (l’unico dove ancora nuotano i salmerini alpini). Ancora oggi, lei e la sua famiglia lo gestiscono. «Raggiungere il Rifugio Stella Alpina è faticoso ma ne vale la pena» racconta Ilda. «Io sono di parte: mi sono affezionata a questo posto non vedo l’ora che arrivi l’estate». Ma i turisti che ci passano concordano con lei: il panorama del gruppo del Brenta da lì è mozzafiato.

ZUZANA, MISS SOCCORSO ALPINO

Dalla Repubblica Ceca alla Val di Sole per amore e per passione: quella per la montagna e, soprattutto, per aiutare le persone in difficoltà. Prima come dottor clown con i bambini ricoverati in ospedale, poi nella Croce Rossa, oggi come una delle poche donne del soccorso alpino trentino. Un’attività durissima (impone esami di mantenimento ogni 3 anni) ma che Zuzana Janovska, 36 anni, affronta con leggerezza e positività, anche a costo di qualche apprensione per i suoi familiari: «Ogni tanto mi arrabbio se fa buio e non è ancora rientrata da qualche missione. Ma la montagna è la sua vita» rivela il marito Luigi.

LE SEI REGINE DELL’ECOMUSEO AL FEMMINILE

Ci sono sei donne (e non è un caso) dietro il progetto che nel 2002 ha portato alla creazione dell’Ecomuseo “Piccolo mondo alpino” di Celentino, piccolo borgo dell’incantevole Val di Pejo. Susanna, Elia, Aurelia, Maria, Rita e Monica rendono possibile la gestione di un museo unico nel suo genere, nato per promuovere la cultura locale e valorizzare le peculiarità agricole e culturali della “valeta” (così chiamano gli abitanti la Val di Pejo). “Vogliamo preservare le nostre tradizioni migliori orientandole però verso l’apertura al mondo in modo che siano un driver di un modello sostenibile di turismo”. Veri angeli del focolare che diventano anche simboli di una comunità fiera

 

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21-5-2019
L'arte trentina in mostra a Lucca Il legno si fa arte al servizio del design urbano

L'arte che si trasforma in strumento di riqualificazione urbana e si pone al servizio delle esigenze quotidiane della cittadinanza. Facendosi, al tempo stesso, veicolo dei valori e delle peculiarità di un territorio: sono due degli obiettivi della mostra “Scolpire un territorio”, che il Lu.C.C.A. Lounge & Underground sta dedicando allo scultore trentino Giorgio Conta, organizzata con il sostegno della Provincia Autonoma di Trento, con il supporto di Zadra Interni e il contributo del Gruppo Miniera San Romedio.

Nell'esposizione, ospitata dal museo lucchese fino al 9 giugno e curata da Maurizio Vanni, sono presentate da circa 30 opere tra sculture lignee e tecniche miste che sono il risultato dei suoi studi per sculture, il cui significato e percorso è stato descritto dallo stesso artista in un incontro pubblico nel tardo pomeriggio di ieri.

“L'arte può farsi strumento di promozione della tutela di una risorsa primaria peculiare di un territorio come il legno per il Trentino – afferma Giorgio Conta - e diventare veicolo per la sua narrazione, in giro per il mondo”

In questa sua mostra personale fa la sua apparizione anche quella che potremmo definire scultura funzionale nella quale la libertà espressiva viene messa a servizio di un oggetto artistico di uso quotidiano: una seduta per più persone. Un lavoro di meta-design, realizzato in collaborazione con l’azienda Zadra Interni, che apre le porte al bello e all’unico entrando nella vita di tutti i giorni di un museo, di un luogo pubblico o di un’abitazione privata. “La mia nuova sfida – afferma Massimo Zadra – è quella di portare l’originalità dell’opera d’arte funzionale all’interno della quotidianità di luoghi che, troppo spesso, diventano anonimi per l’utilizzo eccessivo di oggetti privi di identità”.

Le sculture diventano così testimonianza di un territorio ad opera di un artista che è sempre andato fiero della sua provenienza e ha sempre mostrato il proprio amore per quel territorio trentino che vanta una tradizione scultorea lignea unica al mondo. “Conta – commenta il curatore della mostra lucchese, Maurizio Vanni – è figlio della propria terra: dal generoso ricorso al legno alla molteplicità stilistica della sua plastica (possibile riferimento alla pluralità dei paesaggi del Trentino), tutto conduce a scoprirlo nel suo contesto geografico. Molte delle sue figure, ad esempio, potrebbero essere riferite alle articolate cartografie delle montagne ed alcuni cambi di ritmo nel lavorare la materia non possono non ricordarci che la provincia di Trento è da sempre un territorio di confini culturali, sociolinguistici e geomorfologici. I suoi lavori ci sorprendono per la loro duttilità, per la loro semplice complessità, per il desiderio di rappresentare un qui e ora al tempo stesso reale e ideale, per la capacità di rendere protagonisti elementi del tuttotondo che solitamente si ritengono decorativi”.

Ma il Trentino omaggiato in terra toscana non si ferma alla mostra personale di Giorgio Conta. Dal 10 maggio scorso e fino al 25 agosto il Lu.C.C.A. Center of contemporary Art ospita anche una esposizione dedicata a Fortunato Depero, uno degli artisti che maggiormente lasciò il segno nel mondo della pubblicità intesa come arte ed espressione del movimento futurista. Realizzò infatti numerose locandine per mostre, manifesti e réclame per aziende.

La mostra, realizzata in collaborazione con l'Archivio Depero di Rovereto si compone di 100 opere, con l'obiettivo di ricostruire il processo creativo dell'artista, indagandolo attraverso un aspetto fondamentale della sua produzione: la collaborazione con il mondo industriale e aziendale.

Il percorso si snoda tra capolavori provenienti da importanti collezioni italiane con dipinti, collage, tessuti, disegni e grafiche. Racconta la produzione poliedrica, giocosa e visionaria di questo artista fuori dagli schemi, che seppe precorrere i tempi, camminando sempre un passo avanti agli altri.

Foto: https://my.pcloud.com/publink/show?code=XZTt9I7ZmXzkAt8jpBJK3UqsLztAHLC4cyGX

Interviste e coperture VIDEO:

https://my.pcloud.com/publink/show?code=VZtx9I7ZsikrYlOeR2LOGsKAozhFzuQrQdl7

Sottopancia in ordine di apparizione in video:

Giorgio Conta, artista, scultore del legno

Maurizio Vanni, curatore della mostra

Massimo Zadra, titolare Zadra Interni

Il video prodotto da Giorgio Conta sulla lavorazione e il concept è disponibile qui:

https://my.pcloud.com/publink/show?code=XZvq9I7ZUFAYayOmb8hcsIeemKc5U7Mg49qX

Note biografiche Giorgio Conta

Nato nel 1978, Giorgio Conta cresce in un ambiente stimolante. Fin da giovanissimo entra in contatto con vari personaggi della cultura, tra cui il pianista Arturo Benedetti Michelangeli, amico di famiglia. Dopo il liceo, frequenta la Scuola di Scultura di Ortisei, dedicandosi anche al disegno e alla pittura.

Realizza opere monumentali e partecipa a varie mostre personali e collettive.

Prende parte alle mostre “Tesori d'Italia” all'Expo 2015 a cura di Vittorio Sgarbi e alla mostra “Da Giotto a De Chirico” al MuSa di Salò sempre su invito di Vittorio Sgarbi.

Nel 2016 partecipa alle fiere Context Art Miami e Contemporary Istanbul con la galleria Liquid Art System.

Nel 2017 è invitato dal Mart ad esporre due opere nella mostra “Legno | Lën | Holz” alla Galleria civica di Trento e partecipa a Milano Scultura (Step Art Fair) su invito del critico Valerio Dehò.

Di lui hanno scritto Maurizio Vanni, Valerio Dehò, Luigi Marsiglia, Massimiliano Castellani, Renzo Francescotti, Paolo Levi, Stefania Severi, Pupi Avati.

Vive a Monclassico (TN)

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20-5-2019
Università per Stranieri e ONAOSI, un'alleanza per formare professionisti in International Business

La Fondazione ONAOSI ha rinnovato l'accordo con l'Università per Stranieri di Perugia per riservare ai propri assistiti fino a 15 posti nel Master di I livello in International Business and Intercultural Context. Obiettivo: formare professionalità che rispondano alle esigenze di internazionalizzazione delle imprese italiane

Perugia, 14 maggio 2019 – Molte imprese italiane si stanno orientando sempre più verso i mercati internazionali: nuovi sbocchi commerciali, collaborazioni con partner esteri, lancio di nuovi business, accordi di fornitura strutturati, nonché strategie di back reshoring, si verificano con sempre maggiore frequenza.

Le imprese si trovano, quindi, ad affrontare nuove sfide e nuove problematiche che riguardano aspetti organizzativi, produttivi, finanziari e commerciali. Per questo risulta fondamentale disporre di persone adeguatamente preparate, con competenze mirate e con un forte orientamento alla risoluzione di problemi complessi.

Una sfida per il tessuto universitario italiano con l'obiettivo di formare figure professionali ad hoc. Per questo, l'università per Stranieri di Perugia ha attivato un master di I livello in International Business and Intercultural Context per un massimo di 35 studenti neolaureati.

Di quei posti, fino a 15 saranno riservati ai ragazzi assistiti dall'ONAOSI (Opera Nazionale Assistenza Orfani dei Sanitari italiani).

Lo prevede un accordo sottoscritto tra il presidente dell'ONAOSI, Serafino Zucchelli e la rettrice dell'università per Stranieri, professoressa Giuliana Grego Bolli: “Éun ulteriore tassello della mission che la Fondazione ONAOSI ha da quando è stata costituita 145 anni fa: aiutare il percorso formativo ed educativo dei figli rimasti orfani di medici, veterinari e farmacisti che operano nella sanità italiana. E siamo felici di questa partnership con un ateneo così prestigioso” spiega Zucchelli.

In base all'accordo, l’Università per Stranieri di Perugia assicurerà lo svolgimento delle attività̀ presso le proprie strutture didattiche e presso i laboratori informatici. La fondazione Onaosi assicurerà invece l'ospitalità per i docenti del Master presso il Collegio di Perugia. “Inoltre – prosegue Zucchelli – metteremo a disposizione due tutor: uno accademico per seguire i corsisti durante le attività in aula e uno organizzativo che si occuperà della gestione amministrativa del master”.

Per ogni studente, l'università per Stranieri organizzerà degli stage da svolgere presso istituzioni a supporto dell’internazionalizzazione e in aziende operanti in tutto il territorio nazionale con particolare attenzione alle opportunità occupazionali offerte e alla loro localizzazione sul territorio rispetto alla residenza dei partecipanti al master. Qualche esempio? L'agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane (ICE), Zeta farmaceutici Spa, Fondazione Umbria Jazz, Legacoop, Regione Umbria, Confcommercio, Maison Gattinoni, Università dei Sapori.

“L’obiettivo del Master in International Business and Intercultural context – commenta la rettrice Grego Bolli ­– è quello di fornire ai partecipanti una concreta autonomia nella gestione di progetti di Internazionalizzazione. In particolare, il master intende fornire conoscenze e competenze tali da definire le politiche di marketing per il lancio di nuovi prodotti in mercati internazionali, acquisire autonomia nell’analisi dei nuovi mercati di sbocco, individuare i finanziamenti a supporto delle aziende, conoscere le modalità di ingresso nei mercati e il quadro giuridico della regolamentazione, nonché le differenze interculturali che si riflettono nei processi di negoziazione”.

 

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14-5-2019
La sfida dell'ONAOSI “Un Collegio di Merito anche nel centro Italia”

L'Opera Nazionale Assistenza Orfani dei Sanitari Italiani ha avviato l'iter per dotare il proprio centro formativo, collocato in un palazzo trecentesco nel cuore di Perugia, dei requisiti necessari a essere inserito nella rete dei Collegi di Merito italiani. Se si esclude Roma, sarebbe il primo in una regione dell'Italia centrale

Perugia, 6 maggio 2019 – Anche nel centro Italia potrebbe finalmente esserci un Collegio Universitario di Merito: strutture residenziali destinate a ospitare studenti delle Università italiane che nel corso degli studi superiori abbiano dimostrato doti e impegno particolari e ottenuto risultati di eccellenza, che potranno usufruire di questi servizi attraverso un apposito bando, a breve disponibile nel sito Onaosi. E potrebbe aprire in uno dei palazzi più eleganti e affascinanti del centro storico di Perugia, città universitaria per antonomasia.

L’iniziativa è dell’ONAOSI (Opera Nazionale Assistenza Orfani dei Sanitari Italiani) che dal 1892 si occupa del sostegno e dell'istruzione dei figli orfani dei membri delle varie categorie professionali sanitarie. L'ente ha ufficializzato di aver avviato l’iter affinché dal prossimo anno accademico 2019-2020 il proprio centro formativo, situato in un palazzo trecentesco del capoluogo umbro, rispetti i rigorosi standard fissati dal Ministero dell'Istruzione Università e Ricerca per entrare nell’Elite dei Collegi italiani.

L’ente ha ritenuto infatti indispensabile aggiungere agli strumenti formativi fin qui offerti ai figli dei propri contribuenti anche quello più elevato oggi riconosciuto e normato dal MIUR: il Collegio Universitario di Merito. Va infatti segnalato che, eccezion fatta per Roma, nessuna delle regioni centrali possiede un Collegio di Merito. A sud di Bologna se ne trovano in appena quattro città (Napoli, Bari, Palermo e Catania).

“Per Statuto, il nostro ente si impegna quotidianamente per offrire un aiuto ai figli dei medici per accrescere la propria istruzione e un successivo sbocco lavorativo. Con questa iniziativa, vogliamo mettere a disposizione il nostro collegio perugino in favore di tutti gli studenti più meritori. L'istruzione e più in generale la cultura è l'unico perno sul quale costruire il futuro del nostro Paese e strutture come i collegi di merito sono utilissimi per costruire la classe dirigente del domani” ha spiegato il presidente di ONAOSI, Serafino Zucchelli.

I 55 collegi di merito attualmente esistenti in Italia (collocati per la maggior parte nelle regioni settentrionali) offrono infatti agli studenti, ammessi per concorso, oltre a vitto e alloggio, un insieme di servizi tesi a favorire il massimo rendimento negli studi (sale di studio, biblioteche. supporti informatici, impianti sportivi, etc.) e un ambiente formativo che promuove lo sviluppo delle loro qualità umane e quindi una formazione integrale ed equilibrata. Questi obiettivi vengono perseguiti tramite l'assistenza di tutor personalizzati e l'offerta di attività culturali e integrative dei corsi accademici e di preparazione alla vita professionale sulla base di un contratto personalizzato tra il Collegio e ogni singolo studente.

E i dati sugli sbocchi lavorativi degli ex studenti confermano la bontà di queste strutture: dall’ultima indagine realizzata dalla Conferenza Collegi Universitari di Merito (CCUM) è emerso che il 67,7% di chi li ha frequentati ha trovato lavoro entro 3 mesi dal conseguimento del titolo di studio. Il 79% è occupato entro 6 mesi dal conseguimento del titolo di studio e il 92% entro un anno. Inoltre, il 93% degli occupati dichiara di essere soddisfatto della mansione svolta e del grado di autonomia sul lavoro.

Da parte sua, il centro formativo "La Sapienza Vecchia" dell'ONAOSI ha già oggi molte caratteristiche che lo rendono appetibile per essere inserito nell'elenco dei Collegi di merito italiani: è ubicato in un antico edificio costruito nel Trecento per volere del Cardinale Niccolò Capocci che volle istituire un collegio per studenti di teologia e diritto iscritti alla prestigiosa Università di Perugia. Realizzato secondo il progetto del Gattapone, famoso architetto dell'epoca, fu chiamato in un primo momento Casa degli Scolari di San Gregorio e poi Sapienza Vecchia.

Al suo interno ha una cisterna profonda 18 metri con un puteale rinascimentale progettato da Galeazzo Alessi, la cappella trecentesca che presenta una Crocifissione dipinta a fresco realizzata nel 1369 con molta probabilità dal Giottino ed anche un teatro realizzato a partire dal 1698 dove si dice avrebbe recitato il giovane Carlo Goldoni.

La Sapienza fu presa in affitto nel 1902 dall' ONAOSI che poi l'acquistò nel 1936 per ospitare i propri ragazzi assistiti. Il centro è dotato di camere singole e doppie, cucine comuni, sale studio, sale TV. sale ricreative, sala musica, biblioteca, emeroteca, videoteca, palestra e collegamento wi-fi.

Inoltre, il centro offre servizi di pulizia dei luoghi comuni e delle camere, servizio di biancheria per il letto mentre sono a disposizione delle lavatrici per il bucato personale. Tutto ciò che serve per sgravare gli studenti delle incombenze che ridurrebbero il tempo da poter dedicare allo studio.

 “L’accreditamento da parte del MIUR– prosegue Zucchelli – sarebbe il coronamento che riconosce la validità dei nostri sforzi per assicurare agli studenti meritevoli un titolo di studio prestigioso. Il percorso verso il traguardo richiede tempo ma siamo certi che l'obiettivo sarà raggiunto”.

 

Service video:

https://my.pcloud.com/publink/show?code=kZL3XU7Zzfv7V6zCICJqQIEtoQseRuyrmKr7

contiene:

  • intervista Serafino Zucchelli, presidente Onaosi
  • coperture Collegio Sapienza Vecchia Perugia

Foto della Vecchia Sapienza sono disponibili qui:

https://www.onaosi.it/ente/dove-siamo/collegio-unico-e-centri-formativi/centro-formativo-di-perugia.jsp

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6-5-2019
Winter Closing Party quattro assi della musica sul Ghiacciaio Presena

Pontedilegno, 17 aprile 2019 - Luca Carboni, The Kolors, Piero Pelù e Noemi: ascoltare quattro assi della musica italiana all'interno di uno scenario mozzafiato di un ghiacciaio non capita spesso. Sarà quindi un Lunedì di Pasquetta insolito quello che attende gli sciatori al Presena, sopra al Passo Tonale, che prenderanno parte al “Winter Closing Party”, una grande festa per salutare la stagione sciistica invernale 2018-2019.

L'appuntamento è per le 12 presso il rifugio Capanna Presena quando Luca Viscardi e Laura Basile, conduttori di Radio Number One, daranno il via al dj set. Due ore dopo, l'inizio del concerto vero e proprio, con i quattro artisti che si alterneranno sul palco. I biglietti sono acquistabili, al prezzo di 25 euro, presso le biglietterie oppure online sul sito www.pontedilegnotonale.com. La corsa di salita e discesa per il ghiacciaio sarà acquistabile al prezzo di 5 euro.

“Dopo lo straordinario successo dei 52 concerti dell'Ice Music Festival ospitati all'interno di un mega-igloo e realizzati con originalissimi strumenti di ghiaccio, ci sembrava la cosa migliore chiudere in musica l'inverno” commenta Michele Bertolini, consigliere delegato del Consorzio Pontedilegno-Tonale.

In effetti, la stagione invernale che sta per concludersi ha fatto segnare un ottimo risultato per il comprensorio Pontedilegno-Tonale: le oltre 8mila persone che sono salite nel Mercedes-Benz Bonera Ice Dome per gli spettacoli dell'Ice Music Festival, garantendo il sold out a tutti i concerti, sono solo la punta dell'iceberg di un trend in aumento.

“I dati definitivi saranno disponibili solo a fine maggio quando si chiuderanno le piste del Ghiacciaio Presena, ma i primi numeri sono assolutamente confortanti” osserva Michele Bertolini, consigliere delegato Consorzio Pontedilegno-Tonale. “Nonostante la scarsità di precipitazioni nevose, alla quale abbiamo sopperito egregiamente grazie agli investimenti fatti in questi anni nel settore dell’innevamento programmato, stiamo per chiudere un inverno molto soddisfacente dal punto di vista delle presenze turistiche, come testimoniato dal + 5% di primi ingressi rispetto all’anno scorso (+10% rispetto al 2016-2017). Una prova che, sempre di più, chi sceglie una località per le proprie vacanze invernali sulla neve è attento ai servizi che essa offre, sia in termini di piste sia al di fuori, nell'après-ski. E la musica si è rivelata un'opportunità in più per far conoscere al mondo le meraviglie naturali del nostro comprensorio”.

La stagione invernale 2018-2019 terminerà ufficialmente il 5 maggio ma sul ghiacciaio Presena, dove le condizioni delle piste sono particolarmente favolose grazie anche alle perturbazioni che negli ultimi dieci giorni hanno portato 3 metri di neve in quota, si continuerà a sciare fino al 19 maggio e per i possessori di skipass stagionale c’è la possibilità di estendere la validità dello skipass fino a quella data al costo di € 100.

 

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22-4-2019
Valorizzare le erbe montane per cucina e salute. Ecco il 1° Zicoria Festival

Dal 20 aprile al 5 maggio, la Val di Rabbi, nel Parco nazionale dello Stelvio trentino, organizza un festival dedicato alle grandi potenzialità curative e culinarie del tarassaco (o cicoria selvatica) e delle altre erbe spontanee. Un'occasione per riscoprire rimedi e sapori tipici dell'arco alpino

Rabbi, 17 aprile 2019 - Dente di leone, dente di cane, soffione, girasole dei prati, cicoria selvatica e, in Val di Sole, zìcoria. Tanti nomi, alcuni buffi e giocosi, per una pianta sempre più nota: il tarassaco. Un fiore leggendario noto fin dall'antichità per le sue proprietà medicamentose, come indica già la sua etimologia (tarakè - agitazione e akos – rimedio): drenanti, depurative, disintossicanti, diuretiche, digestive e antiossidanti.

Proprio per permettere di riscoprire le grandi potenzialità di questa pianta, assai diffusa nelle nostre montagne, nello splendido scenario della Val di Rabbi, situata lateralmente alla Val di Sole e all'interno del settore trentino del Parco Nazionale dello Stelvio, si terrà dal 20 aprile al 5 maggio il primo Zicoria Festival di Sole. “Una proposta innovativa, costruita attraverso un progetto partecipativo che vuole valorizzare le eccellenze e le peculiarità del territorio, rispettando e coinvolgendo a pieno titolo chi, tale risorsa, la vive ogni giorno” spiega Fabio Sacco, direttore generale dell’APT Val di Sole.

Nelle due settimane del festival, che accoglierà la primavera in montagna, insieme al tarassaco protagoniste saranno le erbe spontanee: oltre ad attività, visite guidate, laboratori creativi, trekking ed uscite in e-bike, ci sarà infatti tanto buon cibo arricchirà di profumi ed allegria tutta la val di Rabbi.

Con il suo sapore lievemente speziato, il tarassaco è infatti molto utilizzato in cucina: dagli antipasti fino ai dessert. Si abbina bene con le verdure, sia a crudo per preparare un'apprezzata insalata primaverile, sia cotte. Anche i petali dei fiori possono contribuire a dare sapore e colore a insalate miste. Messi dentro alla pastella si possono friggere e mangiare croccanti. Spesso, le sue radici e foglie, ma anche il fiore, vengono utilizzati anche per decotti e tisane. Durante il periodo dell’evento, organizzato dall’APT Val di Sole in collaborazione con il consorzio turistico Rabbi Vacanze, cinque ristoranti ed una malga della Val di Rabbi proporranno diversi gustosi piatti con la zicoria grande protagonista.

Il programma completo dello Zicoria Festival di Sole è disponibile su www.valdirabbi.com/it/zicoria-festival-di-sole.

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22-4-2019
Cambiamenti climatici: per sconfiggerli occorre conoscerli. A Ossana una serata con Luca Mercalli

Il Comune di Ossana in alta Val di Sole ha organizzato per il 28 marzo prossimo una serata al Teatro Comunale con il presidente della Società Meteorologica Italiana. Obiettivo: spiegare ai cittadini l'impatto del climate change sulla vita delle comunità montane e indicare possibili azioni di contrasto.

Ossana, 25 marzo 2019 - I cambiamenti climatici sono ormai una realtà incontrovertibile. E chi vive in montagna lo sa bene: tra scioglimento dei ghiacciai, l'innalzamento del limite delle nevicate e, al contrario, l'aumento degli eventi meteo estremi, la quotidianità delle comunità montane è sempre più complessa. Per invertire la tendenza è cruciale l'impegno di tutti i cittadini. E tale impegno passa per una maggiore consapevolezza della situazione che stiamo vivendo. Per questo, il Comune di Ossana, borgo storico in alta Val di Sole, in prima linea per le scelte green e di riduzione degli impatti ambientali, ha organizzato un incontro con uno dei meteorologi più noti e apprezzati dal pubblico: Luca Mercalli, presidente della società meteorologica italiana e giornalista scientifico de La Stampa e della RAI.

L'appuntamento, a ingresso gratuito, è per giovedì 28 marzo alle 20.30 al Teatro Comunale di Ossana. Insieme a Mercalli, interverrà anche Roberto Barbiero, climatologo dell'Osservatorio Trentino sul Clima.

“Le amministrazioni comunali sono il primo baluardo dello Stato nel territorio – ha commentato il sindaco di Ossana, Luciano dell'Eva – ed è quindi nostro preciso compito quello di spiegare ai nostri cittadini (residenti e ospiti) qual è la situazione cui andiamo incontro, i rischi per le nostre comunità e le direttrici lungo le quali siamo chiamati, tutti insieme, a dare il nostro contributo”.

La sostenibilità ambientale sarà anche al centro di una lezione rivolta agli studenti Centro di Formazione Professionale di Ossana, prima scuola certificata di ecoristorazione in Italia, il giorno successivo, venerdì 29 marzo. Dalle ore 10 infatti, Luca Mercalli terrà una lezione con la classe IV del Centro (ai quali si aggiungeranno alcuni studenti del III anno). Seguirà alle ore 12.00 un breve pranzo didattico a tema "Ecoristorazione" preparato proprio dagli studenti.

 

 

 

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25-3-2019
Ice Music Festival, una scommessa vinta Sold out tutti i 52 concerti

Si chiude il fitto calendario di concerti ospitati nel Mercedes-Benz Bonera Ice Dome sul Ghiacciaio Presena. In tre mesi, più di 8.000 persone hanno assistito alle performance di artisti di fama internazionale che si sono cimentati con strumenti di ghiaccio, in uno scenario di rara bellezza.

Passo Tonale (TN) 22 marzo 2019 - Fra poche settimane, la natura farà il suo corso. La primavera e le temperature sempre più miti inevitabilmente caleranno il sipario su quella che, senza dubbio, è stata la novità culturale più popolare dell'arco alpino nell'inverno appena trascorso: il teatro-igloo costruito a 2.600 metri di altezza sul Ghiacciaio Presena al Passo Tonale che ha ospitato l'Ice Music Festival. Un programma di concerti nel ghiaccio interpretati da musicisti di fama internazionale con strumenti rigorosamente di ghiaccio.

Una scommessa vinta per il creatore di quegli strumenti – lo scultore americano Tim Linhart – e per gli organizzatori dell'Ice Music Festival, promosso dal Consorzio Pontedilegno-Tonale, dall'Azienda per il Turismo delle Valli di Sole Peio e Rabbi in collaborazione con Trentino Marketing.

“I numeri registrati in questa edizione ci hanno positivamente stupito” commenta Luciano Rizzi, presidente dell'APT della Val di Sole. “La risposta del pubblico è andata oltre le nostre aspettative. È il segno che chi sa intraprendere strade originali viene premiato. Nei tre mesi appena trascorsi, oltre 8mila persone sono salite nel nostro Mercedes-Benz Bonera Ice Dome e hanno preso parte agli spettacoli. Tutti i 52 concerti hanno fatto registrare il sold out. Sia quelli del giovedì dell'Ice Music Orchestra, sia quelli del weekend che hanno visto la presenza di artisti ospiti, del calibro di Naomi Berrill, Alborada String Quartet e Cristina Donà”.

“Proporre ai diversi artisti di cimentarsi con strumenti di ghiaccio è stata una scommessa. Sono felice che grandi nomi del musicale, nei suoi vari linguaggi, italiano ed internazionale, abbiano accettato, probabilmente attirati dalla possibilità di suonare in un contesto così particolare. Certamente per chi vive di musica, un'esperienza del genere sarà difficile da dimenticare. E sono ancora più felice che il risultato musicale sia stato così apprezzato dal pubblico” osserva Corrado Bungaro, direttore artistico del festival.

Ma l'attenzione per la musica d'alta quota non si è fermata ai soli ospiti che hanno scelto la Val di Sole e il comprensorio Pontedilegno-Tonale per le proprie settimane bianche. L'originalità e l'innovazione dell'Ice Music Festival hanno infatti attirato l'attenzione anche dei media: più di 200 articoli tra carta stampata e web, una ventina di passaggi televisivi nazionali, oltre a quelli di emittenti internazionali come CNN, ABC e Al Jazeera.

“La copertura mediatica che è stata riservata a questa iniziativa - conclude Michele Bertolini, consigliere delegato del Consorzio Pontedilegno-Tonale – è stato un'opportunità in più per far conoscere al mondo le meraviglie naturali del nostro comprensorio e ha senza dubbio avuto una ricaduta positiva in termini di presenze nel nostro tessuto ricettivo. Sempre di più infatti, chi sceglie una località per le proprie vacanze invernali sulla neve è attento ai servizi che essa offre, sia in termini di piste sia al di fuori, nell'après-ski. È con scelte come questa dell'Ice Music Festival che si vince la concorrenza e si fidelizza il proprio pubblico”.

Lunedì 22 aprile il ghiacciaio Presena ospiterà la grande festa di fine stagione, per celebrare la chiusura di un inverno davvero speciale: a partire dalle ore 12 si farà festa con LUCA CARBONI, THE KOLORS, PIERO PELU’ e NOEMI. Chiudiamo così, in musica, una stagione invernale che è stata all’insegna dei concerti e ancora una volta sarà il ghiacciaio Presena a trasformarsi nel palcoscenico di un evento che vuole fare divertire proprio tutti, anche chi non scia: la location del concerto infatti è comodamente raggiungibile in cabinovia.

Foto concerto del 21 marzo 2019: https://my.pcloud.com/publink/show?code=XZ6fCt7ZEmjLSJl2tvjRFi33pBP3M8Pti7Ry

Tutti i comunicati stampa del Festival: https://my.pcloud.com/publink/show?code=kZ7k8x7ZeK8B7xDtsFpXmTCwU6AOXpuDaoW7

Press-kit video con interviste ed immagini (concerto e incontro consuntivo Ice Music Festivasl)

Le interviste sono a Michele Bertolini, consigliere delegato Consorzio Pontedilegno-Tonale e a Fabio Sacco, direttore Azienda per il Turismo della Val di Sole, Pejo e Rabbi

https://wetransfer.com/downloads/888832d7c11813534328f53778e1307e20190321223625/7edec4

Link press-kit video senza scadenza: https://my.pcloud.com/publink/show?code=XZ5fxt7ZGLTMJo4C5ijr0F2RORMItLf4CMV7

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22-3-2019
Onaosi “un'esperienza da difendere e un esempio per altre categorie professionali”

Si è svolto a Perugia l'evento inaugurale dell'Anno di studi dell'Opera nazionale assistenza orfani dei sanitari italiani. Un'occasione per ripercorrere i 145 anni di storia dell'ente e per riflettere sull'integrazione dei servizi di mutuo soccorso con il Servizio Sanitario Nazionale.

Perugia, 4 marzo 2019 – Un'esperienza importante per la città di Perugia e per l'intera collettività che può rappresentare un esempio anche per altre categorie professionali. Sono passati ormai 145 anni da quando l'idea dalla quale nacque l'ONAOSI fu lanciata da un medico di Forlì. Ma nonostante l'esperienza ultracentenaria, il suo modello è valido anche per il futuro del welfare italiano. È quanto emerge dalle analisi che le autorità e gli esperti del settore hanno proposto in occasione dell'evento inaugurale dell'Anno di studi ONAOSI (Opera nazionale assistenza degli orfani dei sanitari italiani) ospitato presso il Teatro del Collegio unico di Perugia.

“Il nostro ente, nato come società di mutuo soccorso nella seconda metà dell'Ottocento, oggi grazie a 146mila tra medici, farmacisti e veterinari, fa in modo che alle famiglie in stato di necessità venga garantito un sostegno concreto fatto di aiuti finanziari ai ragazzi rimasti orfani o in difficoltà che studiano restando in famiglia e offre ospitalità nei suoi 11 centri formativi e collegi sparsi in Italia” ha spiegato nel suo intervento il presidente ONAOSI, Serafino Zucchelli. “In questo modo, possono studiare e coltivare i propri sogni per diventare non solo dei professionisti seri ma anche dei cittadini responsabili”. Un ruolo, quello degli enti come ONAOSI che “rafforza la sua ragion d'essere in un momento di crisi del Welfare State, visto il disastro della situazione economica, finanziaria e sociale del Paese, l'impoverimento delle classi medie, l'individualismo esasperato, la riduzione del welfare pubblico”.

L'importanza della presenza di ONAOSI per il territorio umbro è stata poi evidenziata dalla presidente della Regione, Catiuscia Marini secondo la quale l'esperienza di questo ente “è stata antesignana di un'idea solidaristica di welfare che permetta di integrare l'intervento pubblico e i servizi solidaristici privati. Il suo approccio è utile anche ad altre categorie professionali che si interrogano sui servizi di assistenza per i propri iscritti”. Ma ONAOSI, secondo Marini, è anche essenziale per Perugia, sia perché “è l'unico ente nazionale che ha la propria sede centrale nella nostra città” sia perché “offre una interconnessione cruciale con i percorsi di studi universitari. Un legame profondo del quale i perugini sono orgogliosi”.

Posizione condivisa dal sindaco di Perugia, Andrea Romizi, che ha ricordato come “il modello ONAOSI era innovativo quando è stato costituito nel 19esimo secolo ed è tutt'ora innovativo. Perugia è parte interessata affinché questa storia non si disperda e il nostro capoluogo rimanga centrale. Non a caso, la nostra città si è sempre posta a difesa della presenza e delle attività di ONAOSI ogni qualvolta il suo ruolo e le sue attività sono state messe in discussione. ONAOSI è infatti un importante volàno di sviluppo economico per un territorio storicamente vocato all'accoglienza di studenti da ogni parte d'Italia e del mondo”.

Ma l'importanza dell'esperienza di ONAOSI e più in generale delle iniziative di mutuo soccorso è stata enfatizzata anche dall'ex ministro della Sanità, Rosy Bindi, che, durante l'evento ha tenuto la propria lectio magistralis dedicata all'analisi dei 40 anni del Servizio Sanitario Nazionale. “Il patrimonio del nostro servizio sanitario non va assolutamente sottovalutato né disperso. È troppo spesso considerato spesa mentre invece è un investimento per la crescita del Paese, per l'industria sanitaria, per le tecnologie e l'innovazione. Ed è un investimento inoltre perché, a cifre infinitamente più basse che altrove, assicura a ciascuno il bene più importante: la salute”. Ma il benessere sanitario degli italiani e il welfare universalistico non possono vivere solo di investimenti pubblici. “Vive – ha spiegato l'ex ministro - anche grazie alla capacità della società di organizzare la solidarietà e di collaborare con rapporto di reciprocità e complementarietà con le strutture pubbliche. Il principio di sussidiarietà contenuto nella nostra Costituzione alimenta a sua volta la solidarietà. È necessario che realtà come Onaosi abbiano il sostegno pubblico. In questo modo si assicura anche una personalizzazione del welfare che è finora mancato”.

 

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5-3-2019
Il borgo con il “cielo più bello d'Italia” contro l'inquinamento luminoso: “Fa male all'economia e alla nostra salute”

Il comune di Ossana in alta Val di Sole, insignito nel 2017 con il titolo di “borgo con il cielo più bello d'Italia”, aderisce alla giornata M'Illumino di Meno ideata da Caterpillar e Rai Radio 2. Un modo per sensibilizzare dai rischi ormai conclamati dell'abuso di luci nei nostri centri urbani e diffondere stili di vita più corretti

Ossana, 27 febbraio 2019 - Non è solo un'immagine poetica o una questione di sensibilità ambientale. Tutelare il buio della notte è anche un ottimo investimento in favore della nostra salute. L'inquinamento luminoso è una bomba a orologeria ormai appurata dai medici. L'eccessiva esposizione alle fonti luminose riduce la produzione di melatonina e sconvolge il ritmo sonno-veglia. Conseguenze? Stress, stanchezza, aumento di peso. E anche il rischio di cancro cresce del 30%.

Per un'amministrazione pubblica sensibilizzare i cittadini sull'importanza di tagliare le luci non necessarie e scegliere forme di illuminazione meno impattanti è quindi cruciale. In l'Italia poi il problema è ancora più diffuso che altrove. Otto italiani su dieci (a fronte di una media europea del 60%) non possono vedere il cielo stellato incontaminato. Per troppi, osservare la Via Lattea, dichiarata patrimonio dell'umanità dall'Unesco, è ormai una chimera.

Per questo il Comune di Ossana, nell'alta Val di Sole, come ogni anno, ha deciso di aderire il 1° Marzo prossimo alla nuova edizione di M'illumino di Meno, la giornata del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili, ideata nel 2005 da Caterpillar e Rai Radio2 per chiedere ai propri ascoltatori di spegnere tutte le luci che non sono indispensabili. Un'iniziativa simbolica e concreta che fa del bene al pianeta e ai suoi abitanti ma che per il borgo trentino assume una valenza in più.

Il borgo di Ossana è stato infatti insignito fin dal 2017 del riconoscimento di “cielo più bello d'Italia” da “Astronomitaly”, Rete Nazionale del Turismo Astronomico, con l'obiettivo di valorizzare i luoghi a bassa percentuale di inquinamento luminoso. “Siamo ormai un punto di riferimento ben conosciuto dai tanti appassionati di astronomia che sanno di poter trovare qui da noi le condizioni ideali per osservare l'universo che ci circonda” spiega il sindaco di Ossana, Luciano Dell'Eva. “Tutelare il nostro cielo dall'eccessivo inquinamento luminoso è quindi un investimento per il futuro ma anche un'occasione per diffondere corretti stili di vita tra i nostri cittadini e i nostri ospiti”.

Per celebrare la Giornata M'Illumino di meno, la sera del 1° Marzo verrà organizzata nel cinema comunale di Ossana una proiezione, ad ingresso gratuito, del docu-film Human di Yann Arthus-Betrand, presentato fuori concorso alla 72a edizione della Mostra internazionale del cinema di Venezia. Nel film vengono proposte le interviste di 110 persone di tutto il pianeta su varie tematiche della vita. Le interviste si susseguono rapidamente senza lasciare allo spettatore particolari riferimenti visivi sulla provenienza geografica dell'interlocutore. All’iniziativa aderiscono anche i Comuni della gestione associata: Vermiglio, Peio e Pellizzano, che spegneranno l’illuminazione pubblica dalle 19 alle 20.30.

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27-2-2019
La fondazione che aiuta gli orfani dei medici italiani

Grazie a 11 strutture e a una serie di servizi a domicilio, l'Onaosi (Opera Nazionale Assistenza Orfani dei Sanitari Italiani) assiste, senza alcun finanziamento pubblico, oltre 3500 tra orfani e assistiti dei lavoratori delle categorie sanitarie: medici chirurghi, odontoiatri, veterinari, farmacisti. Una storia di mutuo soccorso che quest'anno compie 145 anni.

Perugia, 25 febbraio 2019 – Il suo lavoro è poco noto ma ci sono migliaia di bambini e ragazzi in Italia che studiano e possono costruirsi un futuro grazie una rete di sostegno molto particolare che compie quest'anno 145 anni. Era infatti il 1874 quando un medico di Forlì, Luigi Casati, lanciò l'idea di creare l'ONAOSI: Opera Nazionale per l'Assistenza agli Orfani dei Sanitari Italiani. L'ente, senza scopo di lucro, iniziò le sue attività nel 1892 e da allora non si è più fermata. “In tutti questi anni – spiega l'attuale presidente, Serafino Zucchelli - è rimasta fedele alla sua missione originaria: sostenere, educare, istruire e formare i figli orfani di medici, odontoiatri, veterinari e farmacisti per consentire loro di conseguire un titolo di studio e di accedere al mondo professionale e del lavoro. E nel tempo a questo obiettivo, si sono aggiunte forme di sostegno per sanitari in condizioni difficili”.

Uno dei primi esempi di mutuo soccorso in Italia, che tra l'altro, ha sempre potuto contare esclusivamente su risorse e finanziamenti raccolti tra i lavoratori delle categorie sanitarie. Nessun ricorso ad alcun finanziamento pubblico, né diretto né indiretto. Al momento sono oltre 145mila i contribuenti che assicurano i fondi necessari per le attività di ONAOSI, tramite trattenute sullo stipendio e versamenti volontari. E la Fondazione trasforma quelle risorse in servizi erogati, l'anno scorso, a 3518 assistiti.

La rete ONAOSI conta 11 strutture formative distribuite in 8 città italiane. Bologna, Messina, Napoli, Milano, Padova, Pavia, Perugia e Torino. Nel capoluogo umbro è presente un collegio, circondato da 5 ettari di parco, costruito negli anni ‘70 proprio per ospitare i giovani anche minori. Al suo interno, i ragazzi che vi sono ospitati, trovano a loro disposizione dei tutor che li assistono nel loro percorso scolastico e degli psicologi in caso di bisogno.

Ma i servizi non terminano con le strutture formative. Tutti gli orfani dei sanitari contribuenti e le loro famiglie ricevono l’assistenza in via indiretta mediante assistenti sociali di elevata professionalità̀. L'ONAOSI li sostiene poi economicamente attraverso assegni di studio, borse, premi al merito, assegni di conseguimento di progressi scolastici, contributi per studio all’estero, contributi per il conseguimento di titoli professionalizzanti, accesso a case vacanze e partecipazione a soggiorni estivi per preadolescenti.

Gli orfani e i figli di sanitari contribuenti sono annualmente assistiti fino al limite massimo di 30 anni di età, elevato a 32 anni in caso di specializzazione post-laurea ed anche oltre per gli assistiti diversamente abili che studiano.

“Il nostro – prosegue Zucchelli – non è uno sforzo solo assistenziale ma è un servizio in favore della comunità con un fine preciso: costruire cittadini preparati e responsabili. Pensiamo infatti che la cultura sia l'unica chiave di volta in grado di garantire il futuro del nostro Paese. Mai come oggi questo appare necessario e urgente”.

Le attività, i numeri conseguiti da ONAOSI e i progetti futuri verranno presentati il 4 marzo prossimo, in occasione dell'inaugurazione ufficiale dell'Anno di Studi ONAOSI 2018-2019 presso il Teatro del Collegio Unico Onaosi di Perugia. All'evento, destinato a tutti gli studenti ospiti dei Collegi presenti e collegati in streaming, prenderà parte l'ex ministro della Sanità, Rosy Bindi, che, in una lectio magistralis, farà il punto sui 40 anni del Servizio Sanitario Nazionale e il suo attuale stato di salute.

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25-2-2019
L’ICE MUSIC FESTIVAL INCURIOSISCE ANCHE IL PRESIDENTE AURELIO DE LAURENTIIS UN CONCERTO IN PARADISO CON STRUMENTI DI GHIACCIO NELL’IGLOO AL PRESENA

PASSO DEL TONALE (VAL DI SOLE - TRENTINO) 21 FEBBRAIO 2019 - La musica e il calore non erano esattamente quelli del San Paolo o in quella che ormai da nove anni ne è diventata una sorta di succursale estiva ovvero lo Stadio di Carciato a Dimaro - Folgarida, sempre in Val di Sole, ma le fredde melodie del Mercedes Benz Bonera Ice Dome, il teatro igloo costruito a 2600 metri sulle piste da sci del ghiacciaio Presena al Passo del Tonale, hanno decisamente colpito il presidente de SSC Napoli, Aurelio De Laurentis, in veste di turista d’eccezione.

Grande conoscitore di quest’angolo di Trentino, De Laurentiis ha voluto toccare con mano la magia dei concerti dell’Ice Music Festival e oggi pomeriggio ha assistito a uno dei due spettacoli in programma ogni giovedì fino a primavera. Ad eseguirli l’orchestra stabile dell’Ice Music Festival, ancora una volta capace di ammaliare il pubblico con un programma incentrato su brani di musica classica (Vivaldi, Caijkovskij e Mozart), incursioni nella musica popolare e brani inediti. Un virtuosismo capace di scaldare il cuore al folto stipato sulle gradinate di ghiaccio. Il Festival è organizzato dall’Azienda per il Turismo della Val di Sole, il Consorzio Pontedilegno-Tonale e Trentino Marketing.

“È un luogo onirico, ideale come set cinematografico. La prova che tutto è possibile, anche trasformare il ghiaccio in musica” ha commentato Aurelio De Laurentiis dopo aver ascoltato le melodie create con i 16 strumenti musicali scolpiti nel ghiaccio dall’artista americano Tim Linhart e che costituiscono la materia prima dei concerti all’Ice Dome. La nuova e originale proposta della Val di Sole, caratterizzata da un grande successo di pubblico, prevede infatti l’esecuzione di brani musicali resi unici acusticamente sia dall’uso di strumenti ricavati da blocchi di ghiaccio sia per la particolare sonorità resa possibile dalla cupola di ghiaccio.

La presenza di De Laurentis in Val di Sole non arriva a caso: è ormai divenuta tradizione la sua vacanza invernale nell’area dove d’estate, a luglio, si svolge il ritiro precampionato di Insigne e Compagni.

È poi di pochi giorni fa infatti l’ufficializzazione dell’accordo per far svolgere il ritiro estivo del Napoli a Dimaro per altri tre anni. L'impegno raggiunto tra SSC Napoli e il sistema turistico Trentino (Assessorato al Turismo, Trentino marketing, Apt Val di Sole e Comune di Dimaro Folgarida) è infatti relativo alla preparazione precampionato della società di Aurelio De Laurentiis che quest’anno si svolgerà dal 6 al 26 luglio. Come tradizione i giocatori svolgeranno un doppio allenamento quotidiano (ovviamente sono previsti anche delle mezze giornate di riposo) agli ordini del tecnico Carlo Ancelotti e anche la disputa di alcune amichevoli. Più avanti sarà reso noto il dettaglio.

Come è stato ricordato alla recente presentazione al Gran Albergo Vesuvio, lo sport e il divertimento si trasformano in un sostegno ad una comunità colpita dalle calamità naturali, qual è stata Dimaro Folgarida negli scorsi mesi. L’accordo triennale è quindi fonte di garanzia sia sul piano sportivo (per una società di calcio il ritiro rappresenta il momento più delicato della nuova stagione calcistica in quanto ne può segnare il risultato finale a causa di infortuni o di preparazione non adeguata per fattori esterni tipo le strutture e la logistica a disposizione) sia su quello sociale perché dà certezze di un futuro più roseo ad una comunità in difficoltà.

Foto per web: https://my.pcloud.com/publink/show?code=XZaG4d7ZBxrCFDrCnep9mYq1OpPmpHIUxOJ7

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21-2-2019
Ciaspole e sci alpinismo Che emozione il Parco nazionale dello Stelvio sotto le stelle

A inizio marzo, la Val di Pejo ha in programma due appuntamenti sportivi per scoprire le meraviglie del Parco nazionale dello Stelvio in modo originale: il 1° marzo il raduno scialpinistico “Ai Piedi del Vioz”. La sera dopo, “Pejo de Not”, un percorso di 6 chilometri da compiere con le ciaspole ai piedi.

Peio (TN), 18 febbraio 2019 - “Ai piedi del Vioz” e “Pejo de Not”. Ovvero: due modi per assaporare le meraviglie del Parco Nazionale dello Stelvio nel momento più suggestivo, quando il sole è ormai tramontato e la luna rende tutto più magico. A organizzarli, nei primi due giorni di marzo, sono il Consorzio Turistico Pejo 3000 in collaborazione con Pejo Funivie, Sat di Pejo, Soccorso Alpino di Pejo, Alpini Val di Pejo.

S'inizia alle 19 del 1° marzo quando centinaia e centinaia tra atleti e appassionati. muniti di sci e pelli di foca, si ritroveranno per un raduno scialpinistico in notturna lungo un tracciato di 6 chilometri e un dislivello di 1000 metri tra i boschi. Uno degli appuntamenti più partecipati dell'inverno in Val di Pejo. Non a caso, la manifestazione “Ai Piedi del Vioz - Memorial Roberto Casanova”, che quest'anno festeggia la 24esima edizione, ha fatto il pieno di iscrizioni: sono finora 1300 gli interessati registrati (è stata aperta una lista d’attesa di 200 appassionati, che saranno chiamati a subentrare in caso di rinunce).

Il via è programmato da Peio Fonti (1320 metri di quota). Da lì, la salita porterà fino al Rifugio Doss dei Gembri (2313 metri di quota) lungo le piste Mezoli, Taviela e Gembri. (premiazione è prevista alle ore 23.00 presso l’auditorium del Centro Termale di Peio Fonti). I partecipanti dovranno essere muniti di pila o frontalino e sci da alpinismo con pelli di foca (proibiti sci di fondo o trekking).

La sera dopo, gli sci lasceranno il posto alle ciaspole per la 5a edizione del raduno non competitivo “Pejo de Not”. La partenza, alle ore 19, avverrà dalla centralissima Piazza Monari di Cogolo. Da lì si dipanerà un percorso di 6 chilometri e 240 metri di dislivello al termine del quale si tornerà al punto di partenza dove, ad attendere i partecipanti, sarà una gustosa cena tipica.

Tutte le informazioni e le modalità per iscriversi sono disponibili sul sito visitvaldipejo.it

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18-2-2019
Birre artigianali trentine, musica, sole e neve I rifugi della Val di Peio in fermento per SnowAle

Tre dei rifugi della Skiarea Pejo3000 ospiteranno il 3 marzo SnowAle: una degustazione dei prodotti di tre birrifici artigianali locali, abbinati a piatti tipici del territorio. Un'occasione per unire la scoperta delle eccellenze enogastronomiche con i meravigliosi scenari del Parco Nazionale dello Stelvio

Peio (TN) 14 febbraio 2019 - Le settimane bianche e la magia dei panorami d'alta quota non sono occasioni solo per gustare la bellezza della neve e degli sport invernali. Possono diventare anche degli ottimi scenari per riscoprire le eccellenze di un territorio, per viverlo fino in fondo. A partire dalle sue peculiarità enogastronomiche. Con questo spirito, la Val di Sole ha lanciato “SnowAle-Rifugi in fermento”: una giornata da non perdere per gli appassionati delle migliori birre artigianali.

La data da segnare sul calendario è domenica 3 marzo, nella Skiarea Pejo3000, un'area incastonata tra le vette più alte del Trentino, nel cuore del Parco Nazionale dello Stelvio. Per tutta la giornata, tre rifugi, ospiteranno altrettanti birrifici trentini: Nido delle Aquile, Km8 e Birra Pejo. Obiettivo: permettere agli ospiti che saranno quel giorno sulle piste da sci di degustare i prodotti, abbinandoli con le migliori specialità locali della cucina d'alta montagna: tortel de patate, Casolét Val di Sole (formaggio inserito fra i presidi Slow Food), polenta di storo, canederli, roastbeef highlander con insalatine novelle.

Dietro ai tre birrifici scelti per l'evento ci sono altrettante storie di famiglie trentine appassionate di birra e delle materie prime locali: il Nido delle Aquile è un birrificio nel comune di Dimaro Folgarida, specializzato nella produzione di birra lager bionda ad alta fermentazione. Km8 (che deve il suo nome alla collocazione all'8° chilometro della strada provinciale 73 della Val di Non) è il microbirrificio più piccolo del Trentino. Produce birre ad alta fermentazione, alcune a carattere stagionale, rigorosamente non filtrate e non pastorizzate, con ingredienti del territorio e della montagna trentina, come le birre alla frutta e ai fiori di sambuco. In alcune loro birre utilizzano poi il luppolo coltivato in Val di Non.

Sono infine rifermentate in bottiglia le cinque birre del birrificio artigianale Pejo. Tutte sono prodotte partendo dalla rinomata acqua delle sorgenti di Peio (noto centro termale), valorizzata da malti e luppoli di qualità.

Nei tre rifugi, gli ospiti troveranno anche l'animazione assicurata dall'RDS Play on tour winter edition: intrattenimento, musica e giochi con la presenza sul campo dei conduttori di RDS che regaleranno ore di grande coinvolgimento e interazione in ognuna delle tappe del tour. E musica, birre e buon cibo, una volta terminata la giornata sugli sci, si trasferiranno a fondo valle per l'immancabile Après ski al Virgin Locanda&Pizza di Cogolo.

Assolutamente popolari i prezzi dello SnowAle: per permettere di degustare tutti i prodotti e le birre proposte, è possibile acquistare un voucher da 20 euro che dà diritto a tre degustazioni di birre artigianali abbinate agli assaggi dei prodotti nel menu dei tre rifugi.

È anche previsto un biglietto da 40 euro che, insieme al buono SnowAle, include una escursione con guida e noleggio ciaspole più una risalita sulla cabinovia Tarlenta. Oppure, con 45 euro, oltre al buono degustazione, è incluso anche lo skipass giornaliero.

L’iniziativa è organizzata in collaborazione con Pejo Funivie, Consorzio Turistico Pejo 3000, Strada della Mela.

Tutte le informazioni sull'evento e sui punti vendita dei voucher SnowAle sono disponibili su www.visitvaldipejo.it e www.valdisole.net.

 

Foto Skiarea Pejo3000 – https://my.pcloud.com/publink/show?code=XZvhCl7ZUxdIV6WulsSHWa46rnuB0y1iPXBV

Foto rifugi: https://my.pcloud.com/publink/show?code=XZahCl7ZqReHB4nbklu5zY5l6N6UnhQTH2tk

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14-2-2019
FRA CANTINE, CASPOLE E PIATTI TIPICI ALLA SCOPERTA DELLE TRADIZIONI DELL’ALTA VALLE CAMONICA

Il 9 marzo torna “il Giro degli involt”, un tour enogastronomico fra le cantine del borgo di Temù. Ad attendere i visitatori 8 specialità gastronomiche tipiche oltre a vini, grappe e la rappresentazione dei mestieri antichi. Il 16 marzo invece torna Caspogustando, nello scenario incantato tra le baite della “Tonalina”: passeggiando con le caspole, un altro invito a gustare i piatti tipici.

Temù (BS) 11 febbraio 2019 - Niente è meglio per riscoprire le tradizioni secolari delle varie parti d'Italia che un tour gastronomico fra le cantine di un borgo storico. È quanto avviene ogni anno a Temù, in alta Valle Camonica, con il “Giro degli involt”. Quest'anno l'appuntamento è per sabato 9 marzo dalle 19.00: un gustosissimo percorso tra piatti tipici del territorio e artisti di strada che intratterranno il pubblico con musica folkloristica itinerante.

Ad attendere i visitatori ci saranno 8 tappe con altrettante ricette tipiche: antipasto, due primi, due secondi, dessert e torte tipiche di Temù. E in ogni tappa, i piatti saranno accompagnati dal vino della valle. Alla fine del tour poi, l'appuntamento è in una vecchia cantina del borgo, nella quale si potrà “digerire” con caffè e grappe artigianali. Esattamente come quando la gente si rifugiava nelle stalle quando faceva freddo.

Inoltre, dalle 18 alle 22 saranno in mostra anche “I mistèr de na ölta” (i mestieri di una volta): lungo tutto il percorso verrà infatti proposta la dimostrazione degli antichi mestieri, che un tempo rappresentavano la quotidianità della gente di montagna.

Ma, per chi ama le tradizioni gastronomiche alpine, gli appuntamenti da segnare in agenda non finiscono con il Giro degli Involt. Sette giorni dopo infatti, Ponte di Legno sarà teatro di un altro evento molto particolare. Il suo nome? Caspogustando: una suggestiva passeggiata con le ‘caspole’ in uno scenario incantato assaggiando piatti locali ad ogni sosta. I percorsi, delineati ed illuminati, saranno coordinati dalle Guide alpine che faciliteranno il percorso, facendone comprendere tutti gli aspetti sportivi, culturali e ambientali. La cena itinerante si svolgerà fra le più suggestive baite per gustare antipasto, primo, secondo e dessert.

Due piatti tipici che si potranno gustare nei tour gastronomici dell’alta Valle Camonica:

 

GLI “GNOC DE LA CUA”

Gli Gnc de la Cua sono un primo piatto tipico dell’alta Valle Camonica che viene preparato con ingredienti della zona, davvero semplici: farinacei, erbette, patate, formaggio e burro. L’effetto è un gusto intenso dovuto alle erbette, spesso si tratta dei Perùch, una specie di spinacio selvatico che si trova nelle malghe estive ai primi di maggio, e al formaggio Silter tipico di Ponte di Legno. Sono insigniti del marchio di garanzia De.co, ovvero Denominazione Comunale d’Origine, che è stato loro conferito dal comune di Ponte di Legno.

 

Ingredienti per 4 persone:

  • 400 gr farina ‘00’
  • 300 cc latte della Valle Camonica
  • 300 gr Spinaci o ‘perùc’
  • 2 patate
  • 2 uova intere
  • 2 pane bianco raffermo
  • 1 cipolla piccola a julienne
  • 100 gr Silter dop grattuggiato
  • 100 gr formaggio Case di Viso grattugiato
  • 150 gr di burro di malga
  • salvia
  • sale
  • noce moscata qb
  • sale grosso

 

Preparazione

Mettere in ammollo il pane raffermo in un po’ di latte dentro una ciotola capiente, aggiungere i perùc lessati in acqua salata. Tritare i perùc grossolanamente, lasciare riposare il composto per un paio di ore.

Mettere a bollire in acqua salata le patate sbucciate e tagliate a cubetti. Unire al pane con i peruc le uova, il sale fino, una grattata di noce moscata e la farina. Lavorare energicamente fino ad ottenere un composto abbastanza compatto.

Quando le patate son quasi cotte, con l’aiuto della punta di un cucchiaio bagnata nell’acqua bollente aggiungere il composto facendo dei piccoli gnocchi e lasciandoli cadere in acqua. Quando vengono a galla scolarli e metterli in una pirofila capiente cospargendoli con il formaggio grattugiato.

In un tegame preparare la ‘sfrisida’, ovvero il condimento, facendo dorare il burro, la cipolla tagliata a julienne e la salvia. Versare il tutto sopra agli gnocchi e servire ben caldo.

 

I CALSU'

I Calsù sono un piatto tipico dell’alta Valle Camonica che si trova in provincia di Brescia. Nel paese di Vione nella stagione estiva, è organizzato un percorso gastronomico-culturale all’interno delle vie dell’abitato proprio con l’intento di far conoscere il magnifico territorio compreso tra il Parco dello Stelvio e il Parco dell’Adamello. Un tempo era il piatto della festa, la ricetta del ripieno varia leggermente da paese a paese. La ricetta dei Calsù è tutelata dalla Denominazione di origine comunale di Vione e dei comuni che fanno parte del territorio dove Ponte di Legno ne è il riferimento. Il nome Calsù deriva da “caseum”, il cacio con cui si condivano tradizionalmente i Calsù. Proponiamo una ricetta per n. 100-130 Calsù.

 

Ingredienti per il ripieno:

  • 3 kg di patate
  • 1 kg di carne mista di manzo, vitello e maiale
  • 2 hg di mortadella
  • 2 hg di formaggio grana
  • 2 hg di pane grattugiato
  • 1 uovo
  • Prezzemolo q.b.
  • Sale e Spezie q.b. 

Ingredienti per la pasta:

  • 1 kg di farina bianca
  • 4 uova
  • Acqua q.b.

 

Preparazione

Per prima cosa bisogna sbucciare le patate e lessarle per circa trenta minuti. La carne mista va cotta come uno spezzatino e poi va lasciata raffreddare. In seguito, mescolare le patate lesse e la carne mista in una terrina e aggiungere la carne e la mortadella tritate, poi unire il formaggio e il pane grattugiato e tutti gli altri ingredienti del ripieno. Inseriti tutti gli ingredienti del ripieno, bisogna impastare bene fino a ottenere un composto morbido e uniforme.

Per la pasta: usare la farina e le uova e tanta acqua quanto basta per ottenere un composto omogeneo e compatto, stenderlo a mano o più semplicemente con la macchina per la pasta ottenendo una sfoglia di spessore di circa due millimetri.

Riempire ogni Calsù di ripieno, per ottenere un pezzo del diametro di circa tre centimetri e avvolgere la pasta su sé stessa. Ritagliare con apposito attrezzo la parte di sfoglia avanzata, dando la tipica forma del Calsù.

Una volta composti, cuocere i Calsù in acqua salata fino a quando salgono in superficie. Scolare e condire con burro fuso, insaporito con salvia e aggiungere formaggio grana.

 ______________________

Il comprensorio Pontedilegno-Tonale con il suo grande carosello sciistico di 100 km di piste che vanno dai 1.120 m ai 3.000 m di quota del ghiacciaio Presena è una delle destinazioni turistiche più apprezzate dell’arco alpino. Situato tra la Lombardia (provincia di Brescia) e il Trentino-Alto Adige (provincia di Trento), comprende l’Alta Valle Camonica e l’Alta Val di Sole ed offre una natura incontaminata grazie alla presenza del Parco nazionale dello Stelvio e del Parco dell’Adamello. E’ facilmente raggiungibile da entrambe le regioni grazie anche agli scali aerei low-cost di Bergamo Orio al Serio e Verona. Nei mesi estivi è particolarmente apprezzato dagli amanti del trekking che qui trovano anche numerosi itinerari storici con testimonianze della Grande Guerra e dagli amanti del bike, che spaziano dalle celebri salite del Giro d’Italia (Gavia e Mortirolo) al gravity e downhill, alla ciclabile per famiglie. Con un’offerta di attività e intrattenimento sia per i genitori che per i bambini, a cui si aggiunge anche un eccellente rapporto qualità-prezzo nel settore alberghiero, Pontedilegno-Tonale si colloca come destinazione decisamente a misura di famiglia e amanti dello sport.

Foto ricette: https://my.pcloud.com/publink/show?code=kZhSSl7ZTmY64rC726kCW8kpXzz7TSAnPXzX

Foto Giro degli Involt: https://my.pcloud.com/publink/show?code=kZpSSl7Z2FJTplgu7JQFg7BB3lkDg733aoEk

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11-2-2019
“Senza foreste, vita sulla Terra a rischio” Torna il Forum Internazionale Greenaccord di giornalismo ambientale

A organizzarlo, dal 7 al 9 marzo prossimi, l'associazione Greenaccord Onlus, in collaborazione con la Regione Toscana e San Miniato Promozione. L'appuntamento – giunto alla 15a edizione – ospiterà un centinaio di giornalisti ambientali e una quindicina di relatori da tutto il mondo. Obiettivo: indagare il ruolo delle foreste nella salute del Pianeta e le strategie per contrastare la deforestazione.

 

San Miniato (PI) - 9 febbraio 2019 - Immaginate un territorio vasto come l'Egitto. 940mila chilometri quadrati di estensione. È la quantità di foreste naturali che la Terra ha perso in appena 10 anni. Una progressione drammatica che non accenna a diminuire nonostante appelli e campagne di sensibilizzazione. Il 2017 è infatti stato un anno pessimo: il secondo peggiore nella storia, secondo il Wri - World Resources Institute e l'università del Maryland, che con le loro mappature satellitari hanno potuto verificare come la perdita di alberi sia raddoppiata dal 2003, mentre la deforestazione nelle foreste pluviali è raddoppiata dal 2008. Cosa vuol dire? In pratica, ogni minuto che passa, il mondo perde un'area come 40 campi da calcio. Il doppio di quelli della Serie A italiana.

Il problema non è solo ambientale. Meno alberi vogliono dire meno armi contro il cambiamento climatico, l'inquinamento, il dissesto idrogeologico, meno cibo per milioni di persone costrette così a migrare dai territori d'origine, più gas serra nell'atmosfera, più danni sanitari e per la biodiversità.

Eppure, la centralità del tema, attorno al quale ruotano enormi interessi economici da parte dei big dell'agroindustria, sembra sottovalutata dall'opinione pubblica. È per questo motivo che l'associazione culturale di giornalismo ambientale Greenaccord Onlus, che da decenni si occupa di migliorare il livello della preparazione scientifica degli operatori dei media, dedicherà al “Respiro della Terra: le foreste” il suo 15° Forum Internazionale per la Salvaguardia della Natura, che si terrà quest'anno a San Miniato (Pisa) dal 7 al 9 marzo prossimi e sarà organizzato in collaborazione con la Regione Toscana e San Miniato Promozione.

“Il Forum – spiega il presidente, Alfonso Cauteruccio - intende offrire ai 100 giornalisti invitati, provenienti da una quarantina di Paesi, una riflessione sulla funzione delle foreste come elemento fondamentale della salute generale del pianeta, dell’equilibrio della biosfera terrestre, della tutela dei popoli indigeni che vi dimorano e delle strategie di mitigazione dei cambiamenti del clima”.

A prendere parte ai 3 giorni di evento, che avrà, tra gli altri, il patrocinio dell’Unesco, dei Ministeri dell’Ambiente e degli Affari Esteri, della Regione Toscana, del Comune di San Miniato, dei Carabinieri Forestali, della FNSI, dell’Associazione Giornalisti Scuola Rai di Perugia, della Fondazione Bioarchitettura, della Coldiretti e di VoleRai, saranno scienziati, economisti, climatologi, esperti di deforestazione, che nelle loro relazioni fotograferanno lo stato di salute delle foreste mondiali e evidenzieranno i fattori sociali, economici e ambientali che più danneggiano il patrimonio forestale terrestre.

La prima giornata di lavori sarà dedicata a quantificare il valore ecologico ed economico delle foreste: qual è il loro stato di salute? quale ruolo hanno nella lotta al climate change? Come incidono nella tutela della biodiversità? Com'è quantificabile il loro valore ecosistemico? Qual è l'apporto economico dei parchi italiani? E come si può aumentare la sostenibilità nel mercato mondiale del legno?

Tante domande alle quali risponderanno, tra gli altri, dopo i saluti delle Autorità nazionali e locali, Riccardo Baffoni, coordinatore della campagna foreste per l'Environmental Paper Network; Riccardo Valentini, direttore del CMCC (Centro Euromediterraneo sui Cambiamenti climatici); Jinfeng Zhou, Segretario Generale della China Biodiversity Conservation and Green Development, Salina Abraham, già presidente dell'IFSA (International Forestry Students' Association); Mette Wilkie, capo della sezione Forest Policy and Resources della FAO; Davide De Laurentis, vicecomandante Unità forestali ambientali e agroalimentari dei Carabinieri.

La seconda giornata di lavori sarà invece l'occasione per fare il punto sulla situazione delle foreste nelle diverse aree mondiali e per capire che azioni si stanno mettendo in atto per contrastare il fenomeno della deforestazione. Tra i relatori: Teresa Muthoni Maina Gitonga, coordinatrice dell'International Tree Foundation; Andrey Laletin, presidente di Friends of the Siberian Forests; Woro Supartinah, del Network for Riau Forest Rescue in Indonesia. Nel pomeriggio è previsto un approfondimento giornalistico su “comunicare le foreste” e la redazione di un Appello dei giornalisti di Greenaccord sulle foreste.

La giornata conclusiva dei lavori, sabato 9 marzo, vedrà invece un focus specifico sul bacino amazzonico, cuore verde del mondo, dal quale dipende non solo la sopravvivenza di centinaia di migliaia di specie vegetali e animali, ma anche la possibilità reale di ridurre il riscaldamento globale entro limiti adeguati. L’area amazzonica sarà anche il tema del prossimo Sinodo dei Vescovi convocato da Papa Francesco per il mese di ottobre 2019. Per tale motivo, interverranno, Lorenzo Baldisseri, segretario generale del Sinodo dei Vescovi; Mauricio López, segretario esecutivo del Red Eclesial por l'Amazonía; oltre a Bruno Ratti, presidente della Geoknowledge Foundation e a Fritz Hinterberger, direttore scientifico del SERI (Sustainible Europe Reserch Institute).

Nella sessione conclusiva, come nelle passate edizioni, vi saranno gli interventi dei giornalisti aderenti alla rete di Greenaccord e verrà conferito il Premio giornalistico “Greenaccord International Award 2019”. A vincerlo, quest’anno, è la testata africana TVC News (Nigeria), segnalata dalla rete di giornalisti di Greenaccord, che si è distinta nella comunicazione ambientale. La scorsa edizione il Premio è stato assegnato al The Guardian come migliore testata europea per l’attenzione prestata alle tematiche ambientali.

Le sessioni di lavori sono state riconosciute valide dall'Ordine dei Giornalisti per la formazione professionale. Per i giornalisti che vi prenderanno parte, previa iscrizione sul sito S.I.Ge.F (www.sigef-odg.lansystems.it), verranno riconosciuti 21 crediti divisi in due moduli.

 

Ufficio stampa GreenPress

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9-2-2019
Auto & Neve: le 5 regole per guidare sicuro - L'altiporto in montagna che insegna la sicurezza in strada

Al Passo del Tonale, tra Lombardia e Trentino, una pista d’atterraggio dell’altiporto si trasforma ogni inverno in un circuito per corsi di guida sicura. Utilissimi per essere pronti in caso di condizioni meteo avverse e ridurre gli incidenti

Passo del Tonale (TN), 24 gennaio 2019 - Pioggia battente, neve, grandine, magari associate a vento forte. I fattori meteorologici, tornati di stretta attualità in questi giorni visto la forte ondata di maltempo che sta colpendo varie regioni italiane, sono un indubbio pericolo per chi li incontra mentre è alla guida.

Secondo l’ultimo rapporto sugli incidenti stradali stilato da Istat e Aci su dati 2017, il 5% degli incidenti in città è causato dalla presenza di eventi meteo avversi, a partire da neve e nebbia. E il tasso cresce all’8,6% nelle strade extraurbane, con un indice di mortalità che, in caso di maltempo, aumenta nelle ore di punta degli spostamenti casa-lavoro e nel rientro serale.

Ma spesso gli incidenti per meteo avverso potrebbero essere evitati se il guidatore sapesse cosa è meglio fare quando si incontra un fondo innevato o c’è il rischio di lastre di ghiaccio. Eppure, solo una minima parte dei patentati ha seguito corsi di guida sicura. Una lacuna tanto più pericolosa per chi si reca in vacanza in zone montuose. Ecco perché al Tonale da anni esiste una rinomata scuola di guida sicura che offre corsi ai turisti e, più in generale, a chi ha a cuore la sicurezza propria e altrui.

Teatro delle lezioni è la pista di atterraggio dell’altiporto del Tonale che, quando è innevata, si trasforma in un circuito lungo 850 metri, perfetto per questo tipo di iniziative e frequentato anche da piloti professionisti in allenamento. Una location perfetta anche per testare la qualità degli pneumatici: non a caso un leader del settore come Pirelli ha deciso di utilizzare il circuito dell’altiporto del Tonale per i test invernali sui propri pneumatici. L'aviosuperficie è infatti sufficientemente ampia
e posizionata ad una quota adeguata per garantire condizioni meteorologiche favorevoli per questo tipo di prove. «Poter disporre di una struttura vicino al centro di ricerca del'università di Milano Bicocca ci permette di progredire più velocemente nello sviluppo» spiega Andrea Vergani, responsabile testing di Pirelli Tyre. «Qui possiamo condurre i test sperimentali a seguito del lavoro dei nostri reparti di ricerca e sviluppo» aggiunge Vergani.

«I vari corsi che si tengono nei circuiti, che a mio avviso dovrebbero diventare obbligatori per i neo patentati, sono importanti perché ti offrono la possibilità di capire come ci si deve comportare, in questo caso, sulle strade innevate» spiega Ottorino Menici, istruttore e titolare della scuola del Tonale. Due le parti nelle quali si divide il corso: una teorica per affrontare i principi base delle leggi fisiche, rivelare i segreti degli pneumatici moderni e spiegare i concetti di frenata, sotto- sterzo, sovrasterzo. Poi si passa alla parte pratica nella quale gli allievi in pista possono capire, volante alla mano, come evitare i comuni errori che si è portati a fare quando non si ha una preparazione adeguata per la guida in condizioni meteorologiche critiche.

«Ai nostri “studenti” ricordiamo sempre quanto sia cruciale moderare la velocità anche se l’asfalto non è innevato» spiega Menici. «Durante l’inverno o in giornate di freddo intenso si può sempre incappare in una lastra di ghiaccio. Altro aspetto essenziale da sottolineare: per evitare incidenti gli pneumatici debbono essere in condizioni perfette e ogni due anni vanno sostituiti».

LE 5 REGOLE DI GUIDA SICURA SULLA NEVE

Dotarsi di pneumatici da neve e verificarne periodicamente pressione e usura.

Controllare le condizioni del proprio veicolo e conoscerne le caratteristiche.

Limitare gli spostamenti in condizioni critiche finché le strade non vengono pulite.

Guidare in modo dolce e lineare: mantenere i giri bassi del motore aumenta l’aderenza degli pneumatici.

Anticipare le traiettorie: iniziare a impostarle per tempo perché l’auto tenderà ad ampliarle in presenza di ghiaccio o neve.

 

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24-1-2019
In Val di Sole lo sci ha un'altra luce
Al via la 6a edizione di Trentino Skisunrise
 
I rifugi delle Ski Aree di Folgarida-Marilleva, Pontedilegno-Tonale e PEJO 3000 saranno protagonisti di 4 appuntamenti indimenticabili: salire in quota prima dell'alba, ammirare il Sole che sorge e, dopo una ricca colazione, sciare in esclusiva sulle piste della Val di Sole in compagnia dei maestri di sci.
 
Malé (TN) 23 gennaio 2019 - Arrivare in vetta quando è ancora notte, poter assaporare la magia del sole che sorge fra le cime e poi essere i primi a solcare le piste ancora immacolate nella luce limpida e rosata dell'alba. Per chi ama la natura, la montagna e lo sci alpino è probabilmente una delle esperienze più suggestive da provare. Capace di lasciare dentro un'emozione da portare con sé a lungo e da raccontare agli amici per suscitare in loro (perché no) un pizzico di invidia.
6 e 10 febbraio, 8 e 9 marzo. Quattro date da segnarsi in rosso per altrettante matinée indimenticabili riunite nella 6a edizione di Trentino Ski Sunrise. Un'iniziativa diventata ormai irrinunciabile per il Trentino, che vede le tre Ski Aree della Val di Sole (Folgarida-Marilleva, Pontedilegno-Tonale e PEJO 3000) protagoniste assolute. Grazie alle loro diverse esposizioni e caratteristiche possono infatti coinvolgere tutte le tipologie di pubblico.
Identica l'organizzazione delle 4 date: arrivo in vetta prima dell'alba sfruttando l'apertura straordinaria degli impianti di risalita (o dormendo nei rifugi direttamente la sera prima), attesa del sorgere del sole con immancabili foto di rito, lautissima colazione dolce e salata con prodotti tipici del territorio, discesa sulle piste intonse, guidati dai maestri di sci.
Primo appuntamento, il 6 febbraio prossimo alle 6.30, al Passo del Tonale. Salita fino ai 3000 metri del Rifugio Panorama 3000 Glacier per poi discendere fino ai 2753 metri della Capanna Presena per la colazione accompagnata dalle vibrazioni musicali di un concerto mattutino (l'evento sarà poi ripetuto anche il 9 marzo, anticipato di un'ora).
Il 10 febbraio sarà la volta del Rifugio Solander collocato a 2000 metri, nel comprensorio Folgarida Marilleva e l'8 marzo sarà invece protagonista il Rifugio Scoiattolo nell'incantevole Val di Peio, all'interno dello storico Parco Nazionale dello Stelvio.
“Trentino Skisunrise è ormai per noi un evento fisso e piacevolissimo” spiega Luciano Rizzi, Presidente dell’APT Val di Sole. “I nostri ospiti lo considerano ormai un appuntamento immancabile, nel quale coinvolgere amici e parenti, anno dopo anno. Segno che gli appassionati della montagna vanno sempre più in cerca di iniziative che permettano di vivere davvero il rapporto con la natura. E l'alba è uno dei fenomeni che più sono in grado di svegliare in noi emozioni ancestrali. Ma per noi è anche l'occasione per far scoprire le eccellenze gastronomiche del nostro vasto territorio”.
Tutte le informazioni per prenotarsi agli eventi di Trentino Skisunrise sono disponibili sul sito www.valdisole.net.

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23-1-2019
Con sci e pelli di foca al chiaro di Luna “Ai Piedi del Vioz” fa il pieno di iscrizioni

Il 1° febbraio a Peio Fonti partirà la 24a edizione del raduno scialpinistico in notturna amato da atleti e appassionati di sci alpinismo. Già 1300 gli iscritti al via per una gara mozzafiato: 6 chilometri e 1000 metri di dislivello

È uno degli appuntamenti più suggestivi e partecipati dell'inverno in Val di Peio: centinaia e centinaia tra atleti e appassionati che, muniti di sci e pelli di foca, si danno appuntamento per un raduno scialpinistico in notturna lungo un tracciato di 6 chilometri e un dislivello di 1000 metri tra i boschi del Parco Nazionale dello Stelvio. Non a caso, anche quest'anno, la manifestazione “Ai Piedi del Vioz - Memorial Roberto Casanova” ha già fatto il pieno di iscrizioni: sono finora 1300 gli interessati registrati (è stata aperta una lista d’attesa di 200 appassionati, che saranno chiamati a subentrare in caso di rinunce). Il via è programmato per le 19 dell'1 febbraio da Peio Fonti (1320 metri di quota). Da lì, la salita porterà fino al Rifugio Doss dei Gembri (2313 metri di quota) lungo le piste Mezoli, Taviela e Gembri. (premiazione è prevista alle ore 23.00 presso l’auditorium del Centro Termale di Peio Fonti).

I partecipanti dovranno essere muniti di pila o frontalino e sci da alpinismo con pelli di foca (proibiti sci di fondo o trekking). Il raduno, giunto alla 24ª edizione, è organizzato dalla sezione Sat di Peio con la collaborazione di Soccorso Alpino, Gruppo Ana Val di Peio, Ufficio Iat Peio Fonti e Peio Funivie Spa.

Ma quello che verrà proposto ai partecipanti della “Ai piedi del Vioz” è solo una delle possibilità offerta dagli spettacolari monti della Val di Sole, che costituiscono una autentica, vastissima palestra per gli amanti dello sci alpinismo.

Tra i molti itinerari scialpinistici possibili merita senza dubbio una menzione particolare la salita a Cima Venezia (3.290 metri) attraverso il Passo della Vedretta, cui segue la "discesa del Pisgana", una splendida volata a valle lunga 14 km, con dislivello di 2.000 metri, considerata dagli esperti una delle più belle discese dell'intera Europa. Escursione mozzafiato che può essere affrontata in un solo giorno partendo dal Passo Tonale (1883 m.).

Altre salite classiche in Val di Sole sono quelle al Monte Cevedale (metri 3.769), Cima Presanella (3.558), Punta San Matteo (3.678) e Cima Rossa di Saent (3.347).  

Ma attenzione: la pratica dello scialpinismo deve essere comunque sempre "accompagnata" da prudenza ed attenzione. Per questo, prima di intraprendere un'escursione, è meglio rivolgersi alle Guide Alpine della Val di Sole. Oltre che accompagnare spedizioni sci alpinistiche in sicurezza, le guide forniscono informazioni su dati tecnici, condizioni della neve, itinerari consigliati.

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21-1-2019
Con le caspole sui monti al chiaro di Luna . Torna la Caspolada più suggestiva dell'arco alpino

 

Il 19 gennaio a Vezza d'Oglio si celebrerà la 19esima edizione di uno degli eventi più partecipati del comprensorio Pontedilegno-Tonale. Attese migliaia di persone per una passeggiata non competitiva in notturna su un percorso nel bosco alla portata di tutti.

 Vezza D’Oglio (BS) 10 gennaio 2019 - Il chiarore quasi magico della Luna, il calore emanato dalle numerose fiaccole e falò̀ lungo tutto il percorso, il silenzio maestoso della montagna rotto a tratti dal vociare festoso della gente, gli scenari suggestivi che si aprono ad ogni passo. Non serve tanta immaginazione per capire come mai la Caspolada di Vezza d'Oglio in Valle Camonica, organizzata dalla locale Pro Loco, sia uno degli appuntamenti più attesi e partecipati dell'inverno nel comprensorio Pontedilegno-Tonale (l'anno scorso sono state 4.500 le persone che vi hanno preso parte).

Quest'anno l'appuntamento si ripeterà il 19 gennaio: indossando ai piedi le racchette da neve (in dialetto caspe o caspole), partendo dal centro storico del paese, si prende parte a una passeggiata non competitiva lungo un percorso che si snoda sul fondovalle tra Vezza d’Oglio e Vione che non richiede alcuna preparazione atletica particolare.

Un’esperienza da non perdere e un appuntamento denso di forti emozioni, che permette di riportare la mente a un passato lontano, quando le racchette da neve, attrezzi tipici della gente di montagna, permettevano di spostarsi in inverno da un luogo all'altro.

Quest’anno, in assenza di neve naturale, si sta lavorando intensamente per innevare il tracciato. “Abbiamo già superato le 1.500 iscrizioni, confermandoci anche nel 2019 l’appuntamento più partecipato d’Italia”, ha dichiarato Diego Occhi, Presidente del Comitato organizzativo, “Anche grazie all’innevamento programmato garantito dal Consorzio Pontedilegno-Tonale e al duro lavoro di volontari, stiamo lavorando per offrire a tutti un’esperienza ancora una volta indimenticabile”.

Programma:

Venerdì 18 Gennaio

Dalle ore 21.00 alle 23.00, consegna pettorale e caspole. Possibilità di acquisto dello skipass giornaliero scontato del 50% valido per la giornata di Sabato 19 Gennaio nel Comprensorio Pontedilegno-Tonale.

Sabato 19 Gennaio

A partire dalle ore 10.00 fino alle ore 18.30, consegna pettorale e caspole presso la palestra comunale;

Dalle ore 16.30, ritrovo in Piazza IV Luglio e Piazza IV Novembre con musica e animazione, thè caldo e cioccolata calda per tutti;

Ore 19.00, partenza da Piazza IV Luglio verso il percorso;

Dalle ore 20.00, arrivo presso il Centro Eventi Adamello con musica, cena e serata conviviale.

Tutte le informazioni sono disponibili sul sito www.caspolada.it.

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10-1-2019
Inaugurato l'ICE MUSIC FESTIVAL

Grande successo di pubblico per l’esibizione dei The Bastard Sons of Dioniso che ha aperto la
kermesse musicale a 2600 metri di altezza sul Ghiacciaio Presena. La particolarità: i concerti
si svolgeranno dentro un teatro-igloo da 200 posti. E anche gli strumenti musicali saranno di
ghiaccio.

MATERIALI PER LA STAMPA:

Coperture video: https://my.pcloud.com/publink/show?code=kZM58x7ZtbUPzg0P9YYnEB8knWIJ4YNLMyDV

Interviste: https://my.pcloud.com/publink/show?code=kZr0Qx7ZUo8bsgCOtDk6phsk7eOun51dgv2X

Tim Linhart – artista del ghiaccio

The Bastard Sons of Dioniso – Band, artisti

Foto primo concerto (per web) - The Bastard Sons of Dioniso: 

https://my.pcloud.com/publink/show?code=kZhF8x7ZSurSzmGKyQH8FjofxRItGhmDdGH7

Foto primo concerto (HD) - The Bastard Sons of Dioniso:

https://my.pcloud.com/publink/show?code=kZKRQx7ZAAIIQHdD9Oy5sUnMU4hwPJSNbnpV

  • PROVE GENERALI DEL 3 GENNAIO Ice Music Orchestra

Immagini, coperture Ice Music Orchestra - https://my.pcloud.com/publink/show?code=kZ0X8x7ZwTinC3TJ4XbOYVzceNRYtVz22xvy

Interviste: https://my.pcloud.com/publink/show?code=XZugpx7ZGVKlfJYke3HbhAykBoIxfb5eX9GX

Sottopancia in ordine di apparizione in video:

Michele Bertolini – Consigliere delegato Consorzio Pontedilegno-Tonale

Giorgio Tomaselli e Lino Mosconi – volontari / operai impegnati nella costruzione dell’Ice Dome

Corrado Bungaro – Direttore artistico Ice Music Festival

Nicola Segatta – Liutaio, musicista. Collaboratore di Tim Linhart nella produzione degli strumenti musicali di ghiaccio.

Foto (per web): https://my.pcloud.com/publink/show?code=XZugpx7ZGVKlfJYke3HbhAykBoIxfb5eX9GX

 

 

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8-1-2019
I Presepi di Ossana fanno boom: +60% di visitatori. E c'è già l'obiettivo per l'anno prossimo: il Guinness dei primati

L'esposizione degli oltre 1400 presepi nel pittoresco borgo dell'alta Val di Sole ha fatto registrare 35mila presenze (contro le 26mila dell'anno scorso). Entusiasti gli organizzatori che lanciano l'appello agli appassionati: portateci i vostri presepi artigianali ed entriamo insieme nel Guinness dei Primati 

Ossana (TN), 8 gennaio 2019 - Anche per il pubblico di appassionati, il pittoresco borgo di Ossana in Alta Val di Sole è ormai, sempre più, il “borgo dei Presepi” per eccellenza. Lo dimostrano i numeri finali dell'edizione 2018, ufficializzati dagli organizzatori dell'esposizione natalizia di copie della Natività. Un vero boom rispetto solo a 12 mesi fa: + 60% di presenze (passate dalle 22mila del 2017 alle 35mila di quest'anno), +69% di picco d'ingressi alle maestose rovine del Castello di San Michele che ospitavano i tradizionali mercatini di Natale (28mila in tutto il periodo della manifestazione e 2700 persone in un solo giorno, il 30 dicembre, rispetto ai 1600 dell'anno scorso). L'aumento di presenze è stato certificato anche dagli espositori che offrivano i propri prodotti (rigorosamente artigianali e della Val di Sole) nelle casette in legno dei mercatini.

Anche le novità introdotte quest'anno, come “l'Elfoslitta” che permetteva di fare un tour virtuale sopra il cielo di Ossana insieme a Babbo Natale, è stata presa d'assalto da 2000 visitatori, piccoli e grandi. Un successo che fa anche del bene. Gli incassi ottenuti dalla slitta saranno infatti devoluti alla Associazione Latinoamericana in Italia ALI Onlus che si occupa di inviare medicinali e beni di prima necessità alla popolazione del Venezuela (dal paese sudamericano infatti arrivavano quest'anno circa 200 delle opere esposte).

Un successo al di là di ogni aspettativa per il Comune di Ossana che, anno dopo anno, conferma la bontà di puntare sull'elemento più tradizionale delle festività natalizie – il Presepe – per risvegliare la passione che accomuna molti italiani e stranieri. “Questi numeri ci rendono orgogliosi – commenta il sindaco Luciano Dell'Eva – e sono un riconoscimento delle nostre scelte, degli sforzi dei tanti volontari e concittadini che si sono spesi con passione per la riuscita di questa edizione. Ma sono anche uno sprone a fare ancora di più e meglio già l'anno prossimo”.

Quest'anno i visitatori hanno potuto ammirare circa 1400 opere lungo le vie del borgo, all'interno del castello e in alcuni dei chiostri, delle corti e dei palazzi più affascinanti di Ossana. Anche in questo caso, l'aumento di rappresentazioni della Natività rispetto all'anno scorso è stato significativo (erano circa 1000 nel 2017). I risultati in termini di pubblico spingono ad alzare ulteriormente l'asticella. Per l'edizione del prossimo anno - la 20esima - l'obiettivo è ambizioso ma non irrealistico: entrare ufficialmente nel Guinness dei Primati, superando i 2000 presepi esposti.

“La passione che abbiamo notato tra i visitatori per questo simbolo del Natale ci fa dire che il nostro sogno è a portata di mano” aggiunge Dell'Eva. Il sindaco di Ossana lancia quindi un invito a tutti i turisti che nelle prossime settimane o nella prossima stagione estiva visiteranno la Val di Sole: “portateci le vostre opere artigianali, grandi o piccole che siamo. Le più belle le collocheremo nei tanti spazi suggestivi che il nostro paese ha da offrire”.

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8-1-2019
Pontedilegno-Tonale, da Natale all'Epifania due settimane di eventi mozzafiato

Fiaccolate, gite all'alba, spettacoli pirotecnici, concerti nel teatro di ghiaccio, mercatini tradizionali nelle case storiche, presepi di paglia. Nei paesi e sulle vette del comprensorio Pontedilegno-Tonale molti gli appuntamenti per trascorrere vacanze di Natale indimenticabili

Ponte di Legno, 20 dicembre 2018 – Quando la frenesia per i regali di Natale sarà finalmente alle spalle, il modo migliore per rigenerarsi è trascorrere qualche giorno in alta montagna. Il comprensorio Pontedilegno-Tonale ha in calendario numerose iniziative per aiutare a “staccare la spina” e godersi il lato più vero e autentico dei paesaggi alpini e delle festività natalizie.

Dal 29 dicembre prossimo e fino al 7 gennaio dalle 17 alle 22, ad esempio, Temù in Alta Val Camonica ospiterà i Tabià de Nadal. Tradizionali mercatini inseriti negli angoli più affascinanti del centro storico. Passaggi coperti, cortili, ex stalle e fienili che si trasformano in luoghi di aggregazione nei quali si potrà degustare l'immancabile vin brulé, assaporare i prodotti tipici del territorio, godersi buona musica e far giocare i propri bambini nelle aree dedicate. E poi ancora: bambole di pezza, statue in legno, oggetti in vetro e ceramica.

Fino al giorno dell'Epifania, invece, lungo le vie delle tre frazioni di Vermiglio, sul versante trentino del comprensorio, a pochi chilometri dal Passo del Tonale, si potranno ammirare i tradizionali presepi allestiti nelle numerose fontane e nelle chiese (dalle 10 alle 22). Oltre ad essi, tra le vie di Pizzano, saranno esposti degli omini di fieno a grandezza naturale raffiguranti le arti e i mestieri tradizionali. Tra i personaggi si potranno ammirare la sacra famiglia, lo scarpolino, il funadro, il casaro, il parroco, lo spazzacamino, il contadino che porta una coperta di fieno, il contadino che porta il latte al caseificio, due donne che lavorano a maglia, l'emigrante (Vermiglio ha visto infatti molti abitanti emigrare nel mondo), il capo banda, colui che taglia il fieno con la machina del zot, lo spaccalegna, il mugnaio e un bambino con la slitta.

Ma gli eventi cui prendere parte non riguarderanno solo i borghi storici. Sulle piste da sci, dal 28 dicembre al 4 gennaio sono in programma le immancabili fiaccolate organizzate con il prezioso contributo delle scuole di sci, che trasformeranno in un caleidoscopio di luci e colori le piste del comprensorio. Da non perdere quella di San Silvestro, prevista sulla Pista Corno D'Aola a Pontedilegno, che sarà seguita da un indimenticabile spettacolo di fuochi d'artificio.

Per gli amanti della musica, invece, la data da segnare sul calendario è quella del 5 gennaio: sul Ghiacciaio Presena a 2600 metri di altezza, verrà infatti inaugurato l'Ice Music Festival con il primo dei concerti di musica classica e jazz che aspettano gli ospiti del comprensorio Pontedilegno-Tonale fino a marzo. Appuntamenti unici al mondo: i concerti si terranno all'interno di un mega-igloo e i musicisti suoneranno strumenti rigorosamente di ghiaccio. Aperta da domani la vendita dei biglietti sul sito www.pontedilegnotonale.com.

Da gennaio, poi il primo appuntamento di Trentino Ski Sunrise: l'emozione di provare l'alba in alta quota, la magia dei primi raggi di sole che illuminano di calde sfumature i cristalli di neve e poi la discesa adrenalinica sulle piste immacolate, in compagnia dei maestri di sci. La giornata inizia di buon’ora sul Corno D'Aola a Ponte di Legno, grazie all’apertura anticipata degli impianti di risalita per raggiungere il rifugio Petit Pierre che offrirà una gustosa colazione a base di prodotti tipici locali, dolci e salati, mentre si osserva il sole salire dalle cime dei monti. Le date: venerdì 4 gennaio 2019 a Corno d’Aola (Ponte di Legno); mercoledì 6 febbraio e sabato 9 marzo 2019 al Ghiacciaio Presena.

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20-12-2018
Proposte per le famiglie, teatri di ghiaccio, occasioni relax: ecco le novità 2018-2019 in Val di Sole

Presentate alla stampa le innovazioni che attendono i turisti nelle Ski Area Campiglio-Dolomiti di Brenta, Pontedilegno-Tonale e Pejo 3000. Obiettivo: consolidare il primato di aree più family friendly e coinvolgere i visitatori anche oltre lo sci. A partire dalla grande musica ospitata in un'affascinante e originalissima struttura che ospiterà concerti con strumenti musicali di ghiaccio

Malé (TN) 12 dicembre 2018 - Ogni comprensorio sciistico deve avere un valido punto di forza sul quale contare, se vuole essere concorrenziale in un mercato sempre più dinamico. La Val di Sole, dalla sua, ha un panorama invidiabile (le Dolomiti di Brenta, l’Adamello – Presanella e il gruppo dell’Ortles – Cevedale) che certamente è un catalizzatore di presenze. Ma la concorrenza è sempre più agguerrita. Per questo, anche quest'anno i turisti troveranno nel comprensorio importanti innovazioni che si aggiungono all'intuizione che nel tempo ha portato importanti e positivi frutti: lo skipass unico Superskirama, valevole anche in altre località del Trentino, che consente di sciare per 270 km di piste e 95 impianti.

Le principali novità ed appuntamenti 2018 sono stati presentati domenica a Folgarida dai rappresentanti delle 3 ski area della Val di Sole, Pejo e Rabbi. “Campiglio-Dolomiti di Brenta, Pontedilegno- Tonale, Pejo 3000: in tutte e tre le aree sciistiche la nuova stagione ha in serbo innovazioni pensate per rendere ancora più piacevole il soggiorno degli ospiti” ha dichiarato Fabio Sacco, direttore dell’Azienda per il Turismo della Val di Sole, Pejo e Rabbi.

SKIAREA CAMPIGLIO DOLOMITI DI BRENTA, FOLGARIDA MARILLEVA SEMPRE PIU' FAMILY FRIENDLY - Due stazioni per il divertimento sulla neve totale, dove si può scegliere fra un ampio ventaglio di strutture ricettive che in molti casi si affacciano direttamente sulle piste. Con 25 moderni e veloci impianti di risalita che servono 36 piste da sci (38% facili, 49% medie, 13% difficili) per complessivi 62 km, entrambe dotate di piste illuminate per lo sci in notturna, Folgarida e Marilleva costituiscono un autentico paradiso per gli amanti dello sci alpino come dello snowboard/free-style. il collegamento “Sci ai piedi” con Madonna di Campiglio e Pinzolo offre la possibilità di disporre della SkiArea Campiglio Dolomiti di Brenta, Val di Sole Val Rendena. “Quest’anno il comprensorio di Folgarida Marilleva è stato premiato come il più family-friendly da Skipass Panorama Turismo, il centro di ricerca specializzato sul mercato del turismo e degli sport invernali di Skipass, la più importante fiera sul turismo e sport invernali d’Italia” ha ricordato Cristian Gasperi, direttore generale Funivie Folgarida-Marilleva. “Oltre alla qualità delle piste e delle località, ci stiamo sempre più orientando ad un’offerta turistica costruita attorno alle famiglie”.

Il tracciato della pista rossa orso Bruno è stato poi migliorato, diventando più ampio e scorrevole. Inoltre, la neve sarà sempre al massimo grazie al nuovo efficiente sistema di innevamento programmato.

SKIAREA PONTEDILEGNO-TONALE, MUSICA NEL TEATRO DI GHIACCIO - Sciare non solo d’inverno: la località condivisa tra Trentino e Lombardia garantisce infatti la ghiotta opportunità di poter sciare anche in tardo autunno e in primavera inoltrata, grazie agli impianti del ghiacciaio Presena, a quota 3000 metri. Passo Tonale offre 30 moderni impianti a servizio di 100 km di piste, che possono contare su abbondanti condizioni di innevamento naturale e un completo sistema di innevamento programmato.

Fiore all’occhiello della stazione la famosa pista nera “Paradiso“(pendenza massima: 45%). il Tonale offre inoltre due snowpark e una pista da skicross tra le più lunghe delle Alpi, con oltre 1000 metri di discesa da percorrere tutta d’un fiato tra salti, gobbe e paraboliche da brivido; la località è particolarmente nota poi per la sua intensa vita “by night “: numerosi sono infatti i disco pub dove trascorrere piacevoli momenti in compagnia, nonché i locali tipici per l’après ski, la suggestiva serata in allegria e musica dopo un’intensa giornata sulla neve.

“Un ponte dell’Immacolata partito alla grande” – commenta Michele Bertolini, consigliere delegato Adamello Ski – “e per Natale contiamo di aprire tutte le piste, dai 3000 del Presena fino a Temù. Ma la vera novità di questo inverno è l’ICE Music Festival: stiamo lavorando senza sosta con l’artista Tim Linhart e oltre venti operai per realizzare il teatro di ghiaccio che ospiterà una ricca stagione di concerti”.

SKIAREA PEJO 3000 - La rinomata stazione termale nel cuore dello storico Parco nazionale dello Stelvio offre la possibilità di affrontare piste in un panorama mozzafiato, fin sotto le cime più note del Gruppo del Cevedale. Peio, il più alto Comune del Trentino, è la più antica stazione turistica della Val di Sole, resa famosa dalle sue acque termali, note sin dal 1650 e ora proposte in una vasta gamma di opportunità di wellness, grazie alle moderne Terme completamente rinnovate. Una località che per le sue caratteristiche si propone soprattutto per il soggiorno delle famiglie con bambini che ricercano la tranquillità anche sulle lunghe piste che scendono verso il paese dalle pendici del Monte Viòz, in un ambiente davvero unico e incantevole. Assolutamente da non perdere la veloce funivia PEJO 3000, che consente di tuffarsi poi nell’emozionante discesa della pista Val della Mite: 4 km di tracciato molto tecnico (partenza a quota 3000 e arrivo a 2000 metri) in uno scenario decisamente impareggiabile.

“Anno dopo anno i numeri dimostrano una cosa: il successo di una località turistica montana si fa unendo ciò che un turista trova sulle piste da sci con ciò che lo attende al di fuori” osserva Luciano Rizzi presidente dell'Azienda per il Turismo della Val di Sole. “In questo senso, il totale ammodernamento delle nostre Terme è un asset che permette di consolidare le presenze, fidelizzando il nostro pubblico inverno dopo inverno”.

 

 

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12-12-2018
“Religioni fondamentali per guidare verso un approccio più sostenibile alla produzione e consumo di cibo”

Esponenti delle principali religioni mondiali al convegno organizzato dall'associazione di giornalismo ambientale Greenaccord Onlus e dall'Arsial. “Riscopriamo il ruolo di dialogo e inclusione sociale del cibo”

Nel dialogo interreligioso anche il fattore cibo può ricoprire un ruolo significativo in quanto  rappresenta un elemento che, dalla sua produzione al consumo, può contribuire a vincere le resistenze, ad aprirsi al nuovo e al differente, a sperimentare forme di contaminazione che incuriosiscano e attirino attenzione. Di questi temi si è parlato durante la tavola rotonda “Il valore e il significato del cibo nelle religioni” che ha concluso i lavori del convegno “Attorno al cibo per costruire dialogo, incontro, confronto e pace”, organizzato dall'associazione di giornalismo ambientale Greenaccord Onlus, in collaborazione con la Regione Lazio e l'Arsial (Agenzia regionale per lo Sviluppo e Innovazione dell'Agricoltura del Lazio), presso l'Aula Magna dell'Università Augustinianum a Roma.

Nell'intervento introduttivo, Efrem Moiso del centro studi e Osservatorio Legislativo dell'Ente Nazionale Microcredito ha sottolineato lo scopo sociale del Microcredito che consiste “nell'aiutare chi affronta un momento critico della propria vita mettendolo nelle condizioni di gestire autonomamente un bilancio familiare o societario, come avviene nei tanti progetti giovanili avviati per la filiera del cibo”.

Quello della mistica dell'ambiente è un tema di grande confronto e condivisione fra le diverse culture religiose. Come ha sottolineato Paolo Trianni, teologo cattolico, “occorre sostenere un cristianesimo ambientalista e sensibile ad una teologia che privilegi la dimensione mistica della natura. La Chiesa - ha aggiunto Trianni - dovrebbe orientarsi verso il vegetarianesimo, sostenere le motivazioni ecologiche, partendo dal presupposto che una delle cause principali dei disastri ambientali della nostra epoca è proprio l'industria alimentare che crea gas, distrugge foreste per allevare animali e consuma un'infinita di acqua”.

Sandro Di Castro, ex presidente della comunità ebraica romana, ha raccontato diversi aneddoti a sostegno dell'importanza data dalla religione ebraica all'attenzione per la natura. Andiamo sempre più verso una società multiculturale e il cibo può favorire questo dialogo, aiutando ad abbattere ogni forma di intolleranza".

Quello dell'inclusione e del multiculturalismo è un tema molto sentito da Mansur Abd al-Hayy Baudo, rappresentante del Corei, la comunità di religione islamica. Incontro, confronto e scambio sono strade “praticabili e sostenibili” anche attraverso lo strumento alimentare.

La sacralità del cibo è centrale anche nella religione induista. A ricordarlo è stata la testimonianza di Svamini Hamsananda, vice presidente comunità Induista. “La nostra religione si fonda su una grande attenzione ecologica da cui nasce il concetto di interrelazione e il cibo per eccellenza è una di queste relazioni da mantenere le altre persone. Il cibo è un fatto sociale e culturale, ma è soprattutto un atto religioso e non a caso ogni nostro gesto è accompagnato sempre da acqua e cibo”.

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12-12-2018
Rigenerazione urbana protagonista al museo MAXXI di Roma

Conclusa la prima tappa di “Venti di futuro”, il roadshow di Banca Etica

per incontrare under 35 con idee per uno sviluppo sostenibile e inclusivo

 

Coinvolgere scolaresche delle medie e delle superiori nella realizzazione di libri illustrati che raccontino la storia dei quartieri della metropoli; riqualificare aree verdi ed ex-fabbriche abbandonate per trasformarle in centri di aggregazione sociale e culturale; sviluppare esperienze di co-housing capaci di dare prospettive di autonomia ai giovani adulti educandoli allo stesso tempo alla cura e alla condivisione dei beni comuni; mettere in rete le esperienze da vivere nella natura anche alle porte delle città. E ancora: riciclare i rifiuti trasformandoli in opere d’arte; creare hub in cui le persone possano portare avanti i propri progetti lavorativi incontrando altri innovatori; realizzare percorsi pedonali attraverso le periferie tra street art, reperti archeologici, verde urbano, panorami e proiezioni cinematografiche; organizzare laboratori di empowerment e conoscenza reciproca per donne straniere e italiane.

Sono queste alcune delle idee di rigenerazione urbana che XX giovani under 35 hanno inviato partecipando alla “call” lanciata da Banca Etica per raccogliere proposte sul tema della rigenerazione urbana.

Gli ideatori dei 12 progetti più convincenti si sono trovati oggi con gli esperti di Banca Etica presso il Museo MAXXI di Roma, con la partecipazione straordinaria di Zerocalcare la cui prima mostra personale è in corso al MAXXI in queste settimane.

I candidati hanno partecipato a tavoli di lavoro per trasformare le idee in progetti strutturati che Banca Etica accompagnerà con consulenze e finanziamenti.

Le proposte vincitrici riceveranno, oltre a un premio di 1.000 € da utilizzare sulla piattaforma Soci In Rete, assistenza tecnica e accompagnamento allo sviluppo di un piano di fattibilità tecnica e finanziaria per la propria idea, inclusa la ricerca di opportunità di finanziamento in ambito pubblico e privato.

Per festeggiare i primi 20 anni di Banca Etica abbiamo deciso di metterci in ascolto, soprattutto della generazione dei giovani adulti per disegnare insieme a loro il percorso per i prossimi 20 anni di finanza al servizio di uno sviluppo sostenibile che metta le persone al centro”, ha detto la vicepresidente di Banca Etica, Anna fasano che ha partecipato all’incontro.  

Dopo l’appuntamento romano ci saranno altre 4 gare di idee per immaginare e costruire un futuro sostenibile, inclusivo e solidale con il sostegno degli strumenti della finanza etica.

Ecco le date e gli argomenti degli altri appuntamenti del roadshow:

  • BARI – 21 gennaio 2018 – Cultura, lavoro, impresa
  • PADOVA – 21-22-23 febbraio 2019 – Innovazione sociale
  • MILANO – 19 marzo 2019 – Sharing economy e impact finance
  • BILBAO – 9 aprile 2019 – Economia sociale e solidale

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12-12-2018
In Val di Sole una stagione di sci ed eventi Con un'attenzione particolare alle esigenze delle famiglie

Folgarida-Marilleva, Pontedilegno-Tonale, Pejo 3000: in tutte e tre le aree sciistiche la nuova stagione si apre con novità importanti, non solo per chi scia. Previsti numerosi servizi per famiglie e bambini, suggestivi concerti in alta quota con strumenti di ghiaccio, percorsi naturalistici mozzafiato e mostre record di presepi nel periodo natalizio

Le prime nevicate sulla Val di Sole sono arrivate puntuali e mai come quest'anno sono le benvenute per aiutare ad archiviare un autunno caratterizzato da forti ondate di maltempo che hanno messo a dura prova il territorio. Ma che, come spesso accade, hanno funzionato da stimolo per gli operatori turistici a dare il meglio di sé. Si è così alzato il sipario della stagione sciistica 2018-2019 nelle skiarea di Folgarida-Marilleva, Pontedilegno-Tonale e Pejo 3000. Un carosello infinito fatto da 270 km di piste e 95 impianti di risalita che l'anno scorso sono state scelte da migliaia di visitatori, desiderosi di godersi i paradisiaci scenari assicurati dall’Adamello-Presanella, dalle Dolomiti di Brenta, e dal gruppo dell’Ortles-Cevedale.

Grazie alle nevicate delle settimane scorse, al perfetto funzionamento dell’impianto di innevamento programmato di tutta la Skiarea, sabato prossimo, 1° dicembre, aprirà la Skiarea Pejo 3000 dove sarà in funzione anche il campo primi passi “Pejo KinderLand” completamente innevato con due tapis roulant in località “Scoiattolo”. Nel comprensorio Pontedilegno-Tonale, già aperte le piste del Ghiacciaio e alla Valena, a cui si aggiungeranno da questo weekend Valbiolo, Tonale Occidentale, Cady Sit, Tre Larici, Tonalina, Vittoria.

Dal primo dicembre poi si entra nel vivo anche con le funivie di Folgarida-Marilleva e Madonna di Campiglio. Con 25 moderni e veloci impianti di risalita che servono 36 piste da sci (38% facili, 49% medie, 13% difficili) per complessivi 62 km, entrambe dotate di piste illuminate per lo sci in notturna, Folgarida e Marilleva costituiscono un autentico paradiso per gli amanti dello sci alpino come dello snowboard/free-style. Aperti sin dal primo giorno i collegamenti tra Folgarida, Marilleva e Madonna di Campiglio ed i Family Park con tante attività ed animazione per i più piccoli.

“Mai come quest'anno, tutti gli operatori del territorio sono al lavoro per tirare a lucido la nostra splendida valle” ha commentato Fabio Sacco, direttore Azienda per il Turismo della Val di Sole.“Vogliamo dimostrare che con il gioco di squadra e la forza di volontà si possono superare anche le sfide più grandi. Ovviamente abbiamo bisogno del sostegno e dell’energia dei tanti turisti innamorati della montagna per archiviare definitivamente gli eventi delle scorse settimane”.

Chi arriverà in Val di Sole questo inverno troverà come sempre moltissime opportunità di svago. Pensate per soddisfare le esigenze di un pubblico trasversale, che vive la montagna d'inverno in modi diversi. Grazie al generoso ambiente naturale e ad infrastrutture sempre più efficienti e curate, con potenti sistemi di innevamento programmato, la zona è particolarmente apprezzata sia dagli sportivi amanti dei tracciati tecnici, dello scialpinismo o del freeride – quest’ultimo con tre itinerari capaci di rimanere nel cuore degli appassionati della disciplina -, sia dalle famiglie in cerca di divertimento e vacanze rigeneranti a contatto con la natura, con i piccoli che muovono i primi passi nei parchi gioco.

L'attenzione verso i più piccoli viene da lontano e cerca di rispondere alle esigenze delle famiglie, che in vacanza cercano servizi ad hoc per godersi davvero il meritato riposo. La scelta sta dando i suoi frutti: quest’anno il comprensorio di Folgarida Marilleva è stato premiato come il più family-friendly da Skipass Panorama Turismo, il centro di ricerca specializzato sul mercato del turismo e degli sport invernali di Skipass, la più importante fiera sul turismo e sport invernali d’Italia.

Da segnalare anche il fascino delle 40 cascate che in Val di Sole d’inverno diventano ardite sculture per la gioia degli ice-climber. Per chi invece vuole approcciare il fondo, poi, il comprensorio offre due ore di lezione gratuita.

Non mancano poi attività “fuori pista” che fanno rifiorire corpo e mente: il relax assoluto delle acque termali di Pejo, nel cuore dello Stelvio, i centri benessere e le passeggiate nella natura, prima di abbandonarsi a delizie gastronomiche di ogni tipo, nella migliore tradizione solandra. 

Esperienze rese ancora più appassionanti da una serie di eventi che da dicembre a primavera caratterizza la stagione su tutto il comprensorio. Il più originale è l’Ice Music Festival, che sarà presentato con un evento in anteprima il prossimo 5 dicembre a Milano: una serie di concerti settimanali eseguiti con strumenti di ghiaccio in uno spettacolare teatro dentro un igloo a 2600 metri di altezza.

E poi le magiche atmosfere del Natale di Ossana, borgo-record grazie ai suoi quasi 1500 presepi, visitabili dal 30 novembre al 6 gennaio. Apprezzatissimo anche il romantico risveglio di Trentino Ski Sunrise con la possibilità di sciare all’alba e gli altri imperdibili eventi del comprensorio, come il raduno scialpinistico notturno “Ai piedi del Vioz” Peio Fonti (1° febbraio), i campionati allievi di salto speciale e combinata nordica Pellizzano (23 febbraio), e i meeting per appassionati del downhill e sci alpinismo.

Tutto questo con un’attenzione speciale alle tasche dei visitatori. Numerosi pacchetti personalizzati invitano infatti a vivere la montagna anche fuori dalla stagione delle “settimane bianche”, grazie a costi inferiori e piste meno affollate. Lo skipass Superskirama, poi, valido anche in altre zone del Trentino, permette di vivere un’esperienza a tutto tondo, coinvolgente e senza limiti.

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12-12-2018
Il ghiaccio si trasforma in musica celestiale

Un teatro in un igloo a 2600 metri sul ghiacciaio Presena
Iniziati i lavori di realizzazione della struttura di ghiaccio nel comprensorio Pontedilegno-Tonale.
Un teatro da 200 posti ospiterà fino a primavera l’ICE MUSIC FESTIVAL. Previsti due concerti a settimana. Con strumenti rigorosamente di ghiaccio.

La storia è una di quelle che sembrano uscite da un copione di un film di Hollywood: un giovane ragazzo della periferia americana che si appassiona nel realizzare sculture di ghiaccio, tanto da proporle ai gestori degli impianti di sci al posto dello skipass che lui non aveva i soldi per comprare. La sua passione che si affina sempre di più fino a portarlo a realizzare veri e propri strumenti musicali perfetti, tutti realizzati in ghiaccio. E alla fine, a coronamento del sogno, la costruzione di un Ice Dome, un teatro di ghiaccio nel quale allestire concerti in cima alle vette più alte.
La vicenda, lungi dall’essere solo una bella favola, è quella dell’artista americano Tim Linhart,
che quest’anno realizzerà il suo teatro di ghiaccio a 2600 metri di altezza, sul ghiacciaio
Presena, nel comprensorio Pontedilegno-Tonale, a cavallo tra la Lombardia ed il Trentino.
L’originale struttura sarà visibile a tutti gli appassionati di sci e dai turisti che soggiorneranno
in Val di Sole e in Valle Camonica dal prossimo Capodanno a fine marzo. Ospiterà l’ICE
MUSIC Festival, un nutritissimo calendario di concerti di musica classica e jazz, interpretati
– rigorosamente attraverso gli strumenti di ghiaccio di Tim - da artisti di fama internazionale,
promosso da Consorzio Adamello Ski Pontedilegno-Tonale e Azienda per il Turismo delle Valli di
Sole, Peio e Rabbi in collaborazione con Trentino Marketing.
“Siamo felici di ospitare questo festival che non ha eguali nell’arco alpino” spiega Michele
Bertolini, consigliere delegato del Consorzio Adamello Ski Pontedilegno-Tonale. “In questo
modo offriremo una perla in più agli ospiti che sceglieranno il nostro comprensorio per le
loro settimane bianche. Questa vera e propria opera d’arte inoltre arricchirà il panorama già
impareggiabile del Ghiacciaio Presena, con la sua vista su Adamello, sulle Dolomiti di Brenta e
sul gruppo Ortles-Cevedale”.
I concerti saranno fruibili da sciatori e non, perché l’igloo da 200 posti è raggiungibile
comodamente con la modernissima cabinovia che parte dal Passo Tonale. Ogni settimana
sono previsti quattro concerti, il giovedì e il sabato. I concerti del giovedì vedranno la presenza
dell’ICE MUSIC ORCHESTRA, una formazione di 6 artisti residenti, che proporranno al pubblico
un repertorio che spazia dalla musica classica al folk, dal contemporaneo alle scritture
originali. I concerti del sabato (cui si aggiungono due appuntamenti domenicali) vedranno la
presenza di progetti musicali di valore, una serie di appuntamenti in cui si alterneranno vari
linguaggi, dal jazz al pop, dal rock alla musica tradizionale.
“L’intera esperienza di Ice Music è ultraterrena” spiega Tim Linhart. “Salire su una montagna
di notte è già abbastanza avventuroso. Entrare in una sala concerto all’interno di un igloo
è come entrare in una discoteca in paradiso: l’orchestra di ghiaccio e le mura scintillano e
risplendono, irradiando i fluidi colori dell’arcobaleno”. E le sonorità garantite dagli strumenti di
ghiaccio sono impareggiabili: “Il ghiaccio è un materiale acustico inaspettatamente diverso”
prosegue l’artista Usa “il termine ‘cristallino’ è un’ottima descrizione del suono del ghiaccio:
puro, trasparente e definito. Ciò che non ci si aspetta sono tutti i suoni profondi, armoniosi, delicati, caldi e intensi creati dal ghiaccio”.

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12-12-2018
Il prossimo weekend, neve su Capri. Una festa per il gemellaggio con la Val di Sole

Malè (TN) 26 novembre 2018 - Neve dal cielo a imbiancare la mitica piazzetta, piatti a base di polenta, crauti e luganega, musica tipicamente trentina: accade a...Capri. Niente di strano. Solo l'effetto di un'invasione pacifica che avviene ormai da 19 anni: quella dei trentini che arrivano nella celebre isola campana per celebrare un gemellaggio ormai divenuto storico.

Il prossimo incontro, organizzato dall’APT e la Comunità della Val di Sole, è in programma il 30 novembre. Per l'occasione, la celebre piazzetta Umberto I ospiterà per tutto il giorno stand informativi che permetteranno di conoscere le novità che attendono chi sceglierà le località della valle trentina per la propria settimana bianca o chi sta già con la testa alla prossima estate.

Il centro di Capri sarà inoltre animato anche da un gustoso gemellaggio gastronomico e musicale che unisce in maniera particolarmente fantasiosa la tradizione trentina e la tradizione caprese. Alcuni ragazzi del Centro di Formazione Professionale Trentino Enaip di Ossana, coordinati dall’esperto chef docente Alessandro Saiu, proporranno infatti un menù con alcune specialità gastronomiche delle valli montane.

Un supporto prezioso sarà fornito dagli allievi dell’Istituto Alberghiero di Capri “Ipsar Axel Munthe”, storica scuola da diversi anni impegnata nell'incontro pratico di ricette e piatti tipici con l’omologo ente trentino. Il programma prevede che, nel tardo pomeriggio, verranno accese le luminarie natalizie sul grande albero ecologico di Natale e gli storici edifici circostanti. E poi il “miracolo”: sulla piazzetta di Capri nevicherà. Il merito è dei cannoni sparaneve che di solito vengono utilizzati dai responsabili delle piste del comprensorio Val di Sole per assicurare piste sempre perfette ai turisti. Ma anche in “trasferta” la loro opera verrà senz'altro apprezzata da grandi e piccoli, anche per l'originalità della location che sarà imbiancata.

“Siamo felici di celebrare anche quest'anno il nostro gemellaggio con Capri” commenta Luciano Rizzi, Presidente APT Val di Sole. “Il nostro vuole essere, anno dopo anno, un esempio di promozione turistica nazionale, basata sul fare sistema oltre i confini regionali. Solo in questo modo, attraverso la cooperazione tra le eccellenze che il panorama turistico italiano sa offrire, possiamo davvero vincere la sfida dei nostri concorrenti esteri. E possiamo garantire prosperità economica e sviluppo sostenibile ai nostri territori”.

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26-11-2018
Il piccolo borgo green dei 1500 presepi: sono 4 volte più delle famiglie residenti

La celebre esposizione di presepi di Ossana, borgo della Val di Sole, arriva quest'anno a sfiorare le 1500 opere. Tra loro, 100 arrivano dal Venezuela: il Comune ha organizzato una    spedizione per salvarle dai tumulti che stanno dilaniando lo Stato sudamericano. Tutti saranno esposti tra le vie più suggestive del paese e nel Castello di San Michele. Insieme ai classici mercatini e a una avveniristica slitta che, grazie alla realtà virtuale, fa ripercorrere il viaggio di Babbo Natale

Ossana, 15 novembre 2018 – È ormai conosciuto a livello nazionale e internazionale per la sua enorme collezione di presepi che ha raggiunto dimensioni impressionanti: oltre 1400 opere. Quattro volte di più delle famiglie che risiedono nel Comune. Quella collezione imponente ogni anno viene esposta lungo le vie più suggestive del Paese. Un appuntamento che attira decine di migliaia di turisti nel periodo natalizio (l'anno scorso si sono contate oltre 25mila presenze).

Quest'anno – dal 30 novembre al 6 gennaio - i presepi di Ossana, nell'Alta Val di Sole, si arricchiscono di una storia molto particolare. Che unisce la proverbiale solidarietà montanara con le drammatiche notizie che arrivano da oltreoceano. Il Comune di Ossana ha infatti ricevuto da un'anziana signora venezuelana, madre di una ragazza che abita nel borgo da 15 anni, una particolare richiesta di aiuto: voleva inviare in Trentino alcune rappresentazioni della Natività realizzate da artisti venezuelani che lei aveva raccolto e che sono ora messe in pericolo dai tumulti che stanno dilaniando il Paese latinoamericano, sull'orlo della guerra civile. “Mia madre Carmen ha creato una collezione di presepi artigianali. Ognuno è realizzato con materiali poveri e riciclati. Tessuto, argilla, terracotta, legno, avorio vegetale delle foreste pluviali. Ognuno ha una sua storia” spiega la figlia Lisbeth Giménez. Uno in particolare è dell'artista Carlos Hernandez di Valencia (150 km a ovest di Caracas), le cui opere, che raccontano la tradizione del presepe diffusasi anche tra gli aborigeni (le tribù che ancora vivono nelle foreste tropicali del Paese), gli sono valse il riconoscimento di Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità dall'Unesco nel 2005. “Questi presepi rappresentano la bellezza delle radici della nostra terra benedetta, multiculturale, aperta, meravigliosa che sta passando un momento terribile”.

TANTI ESEMPI DIVERSI PER RICORDARE LA NATIVITÀ

Il Comune di Ossana ha così accolto la richiesta della signora Carmen e ha organizzato l'invio dei presepi e raccolto i fondi necessari, superando le mille difficoltà burocratiche che non mancano nemmeno per una spedizione di opere natalizie. “Siamo felici che la nostra raccolta si arricchisca di opere così particolari. Segno dell'importanza che la manifestazione sta accrescendo la propria importanza anno dopo anno” ha commentato il sindaco di Ossana, Luciano Dell'Eva.

E così i presepi di oltre oceano si uniscono alle altre centinaia di rappresentazioni, che saranno distribuite fra le strade e i palazzi più significativi di Ossana, fino a raggiungere le imponenti e scenografiche rovine del Castello di San Michele. Tra di esse alcuni molto particolari: un presepe in movimento che rappresenta la vita paesana di un tempo; un presepe dedicato alla Grande Guerra (conclusasi esattamente cento anni fa) che racconta un episodio di “pace separata” avvenuto nella notte di Natale; il presepe contenuto in una residenza storica di Ossana (Mas dei Voltolini) realizzato due anni fa in occasione dei 60 anni della tragedia aerea sul monte Giner a quota 2600 metri, avvenuta il 22 dicembre 1956, e la collezione di presepi contenuta nella quattrocentesca Casa degli Affreschi.

MERCATINI, CONCERTI E UNA “ELFOSLITTA” MAGICA

L'inaugurazione ufficiale della mostra è prevista per il 2 dicembre alle 16. Ma già dal 30 novembre fino al giorno dell'Epifania, i presepi saranno visitabili dalle 10 alle 22. Per i turisti che arriveranno a Ossana, il Comune ha previsto una sorta di “percorso guidato”: un filo rosso unirà tutto il sentiero. All'inizio, nella piazza centrale del Paese e alla fine (nel Castello di San Michele), due mercatini di Natale con 24 casette in legno con prodotti esclusivamente di artigianato locale e delle eccellenze gastronomiche trentine. E ogni weekend in programma concerti con musiche natalizie e rappresentazioni teatrali.

Ulteriore novità dell'edizione 2018, una “Elfoslitta” in legno che aspetta i visitatori, nella Casa di Babbo Natale. “Grazie a occhiali magici che immergono nella realtà virtuale, chi si siederà sulla slitta potrà vivere l'emozione del viaggio che tutti gli anni Babbo Natale, gli elfi e le renne compiono per arrivare fino ad Ossana a consegnare i regali” spiega Dell'Eva.

MERCATINI E PRESEPI STRUMENTO DI SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE

Ma i mercatini di Natale possono essere anche uno strumento per sensibilizzare a comportamenti responsabili e rispettosi dell'ambiente. Soprattutto per un paesino come Ossana che a settembre è   stato eletto, tra 9mila Comuni, come il “borgo più green d'Italia” dalla rivista di turismo Weekend Premium. Ecco perché il Comune ha previsto un piano di “mobilità sostenibile”: “non vogliamo che il successo delle nostre iniziative natalizie snaturi Ossana” ha spiegato il sindaco. “Quindi, i turisti residenti nei comuni limitrofi potranno arrivare con lo ski bus che per l'occasione sarà prolungato fino alle ore 19. Inoltre, tutto il centro storico di Ossana è stato di fatto reso pedonale, relegando le auto in due parcheggi esterni al paese”. Infine, l'amministrazione comunale ha rifatto l'intera illuminazione del centro cittadino, utilizzando led caldi a basso consumo. “Ci sembrava un segno tangibile di sensibilità. Ancor più opportuno visti i segnali che la natura ci ha inviato nelle settimane scorse e che hanno toccato anche la nostra bella Val di Sole”.

 

 

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15-11-2018
Cibo, fattore anti-intolleranza. Pace e dialogo si costruiscono a tavola

L'associazione di giornalismo ambientale Greenaccord Onlus in collaborazione con la Regione Lazio e l'Agenzia regionale per lo Sviluppo e Innovazione dell'Agricoltura del Lazio organizza una giornata di studio per indagare sul ruolo del cibo e dell'agricoltura nel dialogo proficuo tra i popoli

Roma, 5 novembre 2018 – Sacro per tutte le religioni (e tradizioni) mondiali ma ormai da troppo tempo divenuto una ulteriore forma di strumento di profitto a svantaggio della salute, delle popolazioni locali e dell'ambiente. Eppure, tornando a dargli il giusto valore e significato, il cibo rappresenta un elemento che, dalla sua produzione al consumo, può contribuire a vincere le resistenze, ad aprirsi al nuovo e al differente, a sperimentare forme di contaminazione che incuriosiscano e attirino attenzione.

Può tornare ad essere uno strumento anti-intolleranza: elemento di congiunzione, di dialogo, di inclusione e convivenza pacifica, quanto mai urgente, considerando il progressivo affermarsi nella società occidentale di preoccupanti fenomeni di intolleranza verso cittadini stranieri.

Ma che cosa occorre per riconsegnare al cibo questi valori positivi? Le cose da fare non mancano: dal ripensare gli stili di consumo alla ricostruzione di tecniche di produzione e di filiere agricole che, riscoprendo i saperi tradizionali, riducano l'impatto ambientale e sociale dell'agricoltura e riaffermino la centralità dei piccoli produttori.

Per riflettere su questi temi cruciali, l'associazione di giornalismo ambientale Greenaccord Onlus in collaborazione con ARSIAL (Agenzia Regionale per lo Sviluppo e Innovazione dell'Agricoltura del Lazio), organizza a Roma martedì 4 dicembre, dalle 9 alle 14 nell'Aula Magna Augustinianum di Via Paolo VI, la giornata di studio “Attorno al cibo per costruire dialogo, incontro, confronto e pace”.

“L'appuntamento – spiega il presidente di Greenaccord, Alfonso Cauteruccio – è finalizzato ad una analisi puntuale su quanto il cibo, nella storia dell’alimentazione, rappresenta un elemento unificatore e di conoscenza delle persone e della loro cultura. Le religioni, inoltre, hanno un denso rapporto con il cibo ed il suo significato, con spunti di riflessione, di condivisione e di simbologia”.

Tra i relatori che interverranno: Sandro Di Castro, già Presidente della Comunità ebraica romana; Ernesto Di Renzo, Storico dell’alimentazione, Università di Roma Tor Vergata; Paolo Trianni, teologo cattolico; Yahya Pallavicini, Presidente COREIS (Comunità religiosa islamica italiana); Svamini Hamsananda, Vice Presidente Comunità induista.

Nel corso dell'incontro verranno raccontate storie di integrazione attraverso il cibo. Come l'esperienza di Semi di Libertà Onlus, che ha realizzato un microbirrificio all'interno del carcere romano di Rebibbia e il ruolo dell'agricoltura sociale in favore delle persone con disabilità attraverso la testimonianza di Salvatore Stingo, presidente Agricoltura Capodarco.

La giornata di studio è stata riconosciuta dall'Ordine dei Giornalisti del Lazio come evento valido per la formazione professionale. Ai giornalisti presenti, che si saranno iscritti preventivamente all'evento – già presente nella piattaforma SIGEF OdG (https://sigef-odg.lansystems.it) - verranno riconosciuti 5 crediti formativi.

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5-11-2018
È Ossana il borgo più green d'Italia Il Comune dell'alta Val di Sole vince il premio Weekend Premium

La rivista specializzata in turismo ha conferito al comune trentino il proprio riconoscimento annuale durante un evento a Milano. Sei i fattori considerati per il premio: cielo stellato, uso di fonti energetiche rinnovabili, qualità della raccolta differenziata, agricoltura biologica, turismo responsabile e originalità della comunicazione.

Cielo stellato, energie pulite, turismo responsabile, raccolta differenziata, agricoltura biologica, comunicazione originale. Tanti fattori che hanno portato Ossana a un traguardo particolarmente significativo per un paese di appena 844 abitanti: il comune dell'alta Val di Sole è stato premiato a Milano come “borgo piùgreen d'Italia”. A conferire il riconoscimento è la rivista di turismo Weekend Premium.

“Questo risultato ci ripaga del duro lavoro portato avanti negli anni” ha commentato l'assessore alla Cultura del Comune di Ossana, Laura Marinelli ritirando il premio. “Scommettere sull'ambiente e sulle attività culturali che il nostro territorio è in grado di offrire può sembrare una scelta scontata ma va invece controcorrente rispetto all'idea di turismo di massa che magari produce grandi numeri ma snatura una comunità e finisce per danneggiare le attività tradizionali. Noi stiamo dimostrando che una strada diversa è possibile. Capace di coniugare crescita sostenibile, turismo di qualità, offerte culturali rispettose delle nostre tradizioni, tutela della natura”.

Sono sei in particolare le peculiarità che hanno portato la giuria di Weekend Premium a scegliere proprio Ossana tra le centinaia di borghi in gara. Particolare rilevanza è stata data al fatto che Ossana sia l'unico Comune italiano ad aver ricevuto la certificazione di “Cielo più bello d'Italia” nel 2017 da parte dell'associazione Astronomitaly, che riunisce gli appassionati di osservazioni di stelle e pianeti.

Ma è stato considerato anche l'importante investimento nelle energie rinnovabili: “tre centrali idroelettriche permettono al nostro Comune di generare più energia di quella necessaria al consumo locale” spiega Luciano Dell'Eva, sindaco di Ossana. “In questo modo possiamo vendere alla rete elettrica nazionale la restante energia. E questi introiti vengono reinvestiti nuovamente nell'efficientamento energetico e nello sviluppo locale sostenibile, anche attraverso il finanziamento di progetti per i giovani e le famiglie”.

Altro fattore positivo è legato alla raccolta differenziata (che nel Comune raggiunge il 73% dei rifiuti prodotti) e dalle attività agricole sostenibili: Ossana può infatti vantare da un lato un patrimonio forestale certificato e gestito in modo responsabile, all'interno della quale è stato realizzato negli anni scorsi BoscoDerniga, un “vivaio delle esperienze” nel quale, grazie un percorso sensoriale, pannelli informativi e giochi interattivi, è possibile apprendere i segreti del bosco alpino, vivendo un'esperienza emozionante, a contatto col profumo dei fiori, il gusto delle erbe aromatiche, il suono dei diversi tipi di legno.

Nel territorio di Ossana poi, il 50% delle aziende agricole sono biologiche ed esiste ancora una malga di proprietà comunale (sono appena 40 in tutta la Val di Sole) che viene utilizzata dagli allevatori locali per consentire alle proprie mucche di alimentarsi nei bellissimi prati. Grazie all'alimentazione completamente naturale, il formaggio creato dal latte di malga ha dei sapori e sfumature uniche. E in più, il paesaggio viene curato, evitando che, senza l'attività umana, il bosco prenda il sopravvento a scapito del paesaggio.

Ultimo fattore considerato dai giurati del premio è l'attività di comunicazione che Ossana sta portando avanti in modo originale per differenziarsi dal resto dell'offerta turistica mainstream. Piccolo borgo di montagna, vicino alle piste ma senza impianti (a una decina di chilometri dalle stazioni di Marilleva Tonale Peio e Madonna di Campiglio), ha deciso di enfatizzare la capacità di creare un’economia turistica attraverso la partecipazione dal basso dei propri abitanti. Questo ha permesso di rinsaldare i legami di comunità. Lo si può notare ad esempio nelle centinaia di presepi che vengono realizzati dai cittadini di Ossana lungo le vie del bordo fino ad arrivare al suggestivo Castello di San Michele, antico mastio che testimonia la ricchezza del territorio nel 1500. Una raccolta talmente numerosa da superare ormai il numero stesso degli abitanti di Ossana. Notizia che ha portato il borgo trentino tra le notizie di molti tg e programmi di approfondimento giornalistico nazionale.

“Premi come questo non si vincono da un giorno all'altro” spiega Dell'Eva. “Questo traguardo deve rendere felici tutti i concittadini di Ossana e spronarci a continuare su questa strada che sta portando vantaggi innegabili al nostro territorio: sia in termini di ritorno economico, sia di qualità della vita”

 

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30-10-2018